lunedì 29 dicembre 2008
♥ La sfiga
Penso di essere una persona un po' sfortunata a volte. Me ne capitano di ogni e sembra quasi che ci metta un certo impegno per circondarmi di energia negativa e attirare a me le sfighe del mondo. Poi mi fermo un attimo a riflettere. Ripenso a quello che tu mi hai detto oggi: "Quelle sono persone sfortunate" riferendoti a una commessa limitata e alquanto maleducata. E' vero, la sfortuna ha tante facce e io alla fine ho sempre preso quella meno grave. Perchè se alzo gli occhi vedo le mie amiche del cuore - sì proprio del cuore - vedo le cene sushi, vedo i film sul divano con le copertine, vedo lacrime asciugate da una risata, vedo mio nipote che mi corre incontro, vedo il sorriso di mia mamma che è uguale al mio e la passione di mio padre che è anche la mia, vedo i consigli del mio fratellone, vedo che ho viaggiato tanto e ho conosciuto persone incredibili. Vedo che sto realizzando i miei sogni passo dopo passo, anche se ogni tanto mi capita di scivolare e sbagliare proprio tutto. Vedo tante cose e le sfighe alla fine si riducono al minimo. Bisogna riderci sopra, perchè il ridere è la chiave di tutto, anche nei momenti più difficili quando pensi di non esserne più capace. Ridi. In questi giorni rido tanto e vedo che anche a voi lettori piace ridere. Il mio sondaggio la dice lunga: la sfiga del Gnigno? UUUUUAHAHHAHAHAH!
Gnigno smiley
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martedì 25 novembre 2008
♥ La coscienza
Il termine coscienza deriva dal latino Cum-scire ("sapere insieme") ed indicava originariamente un determinato stato interiore. La coscienza è una funzione generale della capacità umana di conoscere, la coscienza morale è l'applicazione di questa funzione alla conoscenza di aspetti etici. Nell'etica, che presuppone l'esistenza di valutazioni a quella di un soggetto osservatore in cui queste possano formarsi ed esistere, la coscienza morale viene indicata come la capacità di distinguere il bene e il male e di agire di conseguenza. Essa viene legata indissolubilmente alla capacità del soggetto di giudicare sé stesso e indirizzare i propri comportamenti, e al conseguente sentimento di soddisfazione o di colpa. Al tempo stesso tale concetto presuppone una legge morale assoluta, alla quale la coscienza attinga il proprio giudizio, la quale alberghi nel fondo dell'anima di ciascun individuo, come una verità data. Perciò il concetto di coscienza morale, caro alla filosofia cartesiana e in generale al pensiero spiritualista, è invece trascurato dalle correnti materialiste, che preferiscono interpretare la coscienza in chiave psicologica, psicofisica e neurofisiologica.
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sabato 15 settembre 2007
♥ Calcolo delle probabilità
Facciamo due conti. Se guardiamo bene, la probabilità in tutto ciò che facciamo ci mette sempre lo zampino. Sì, di solito il famigerato calcolo delle probabilità si insinua nella nostra vita e ci mette i numeri tra le ruote. E gli esiti di ciò che facciamo spesso dipendono da un'infinità di variabili che rompono con insistenza i coglioni. Parlo di quelle variabili bastarde, quelle dell'ultimo minuto che per un motivo o per l'altro ti sorridono e ti dicono: "Ritenta sarai più fortunato". Ecco, io oggi vorrei sparare a zero sulle suddette e vorrei smettere di fare calcoli, anche perchè è risaputo che non sono molto brava con i numeri. Vorre, anzi voglio scrollarmi di dosso percentuali e grafici che mi danno tanta ansia e poca soddisfazione. Ok, è vero che la probabilità può anche avere lati positivi, le variabili non sono tutte da scartare. Ci sono anche quelle che fanno rialzare le curve o le rette del grafico e ci danno una mano, ma chissà perchè a quelle presto sempre poca attenzione. La concentrazione è tutta su quelle che rendono la probabilità sinonimo di sfiga. Chissà poi perchè. Insomma non ho idea del perchè ho scritto tutte 'ste boiate statistiche (sarà colpa dell'esame?), forse volevo solo dire, che non serve fare calcoli e proiezioni. Quello che deve venire, viene comunque probabile o improbabile che sia. Se dovrà essere sfiga, che sfiga sia. E se sarà qualcosa di meglio, benvenga.
A
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