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giovedì 26 agosto 2010

♥ Per fare un blog

Per fare un blog ci vuole ingegno.
Per fare unb log ci vogliono originalità, creatività, banalità, umiltà e taratàtà.
Per far un blog ci vuole un tavolo e di conseguenza ci vuole anche il legno.
Per fare un blog ci vogliono costanza e pazienza. Quelle che io ho perso tra un viaggio a Lisbona e un ritorno fugace a casa.
Per far un blog ci vuole ispirazione casuale e genuina. O forse no.
Per fare un blog ci vuole tempo, che in 24 ore non riesco mai a trovare.
Per fare un blog ci vogliono altri blog che ti facciano tornare la voglia di scrivere, che quando li leggi pensi: questo lo vorrei aver scritto io.
Per fare un blog forse dovrei chiudere questo e aprirne un altro. Ma poi come si fa con l'affetto, l'attaccamento, il problema di non riuscire a buttare via niente perché non si sa mai? No per fare un blog bisogna tenere aperto questo.
Per fare un blog ci vogliono poche cose. Le cose che io fatico a trovare. Le ho perse, dimenticate sul sedile posteriore di qualche taxi di notte.
Per fare un blog ci vogliono cambiamenti e in effetti quelli a me non mancano.
Per fare un blog ci voglio io. Acqua calda e piccole scoperte.


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16:02
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mercoledì 24 febbraio 2010

♥ Impara l'arte...

Vorrei chiedere un momento di raccoglimento e riflessione per questa notizia apparsa sul sito di Repubblica: Wanna Marchi, nostra signora (ladrona) delle televendite, è diventata pittrice riempiendo la cella di dipinti acquerellosi. Anche a mio nipote che ha 3 anni, hanno regalato gli acquerelli per il compleanno...che sia sulla cattiva strada? Mah, per ora mi viene solo voglia di prendere in mano un pastello a cera e tornare bambina, aspettando le prossime tele a olio dal carcere Dozza. Grazie Uanna!

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18:58
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mercoledì 30 settembre 2009

♥ Settembre

A conti fatti siamo alla fine di Settembre. Mi chiedo con un certo stupore dove siano finiti i 9 mesi precendeti andati via in silenzio, fretta e senza avviso. Ho vissuto e l'ho fatto così intensamente che questo 2009 mi sembra essere durato una settimana. Lo so, sto facendo un discorso da nonna con la dentiera: ah il tempo passa velocemente, ah sto invecchiando, ah quando ero giovane. E a volte penso seriamente a quando ero giovane, quando vedo i ragazzini per strada che mi fanno tenerezza e mi spaventano anche. Troppo cresciuti e troppo svegli rispetto a com'ero io: decisamente tonta e un po' impacciata. Ognuno ha i suoi percorsi e le sue epoche. Per ora saluto Settembre e ripenso a qualche Settembre fa quando la mia vita era più pianificata e meno incerta, sapevo cosa avrei fatto domani e non avevo l'ansia del futuro. Ho conquistato tante cose da allora comprendendo però una discreta incertezza per quel che sarà, per dove sarò e per cosa diventerò. Sì, finisce Settembre e io invecchio sempre più.
Gnigno geriatrico

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14:35
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venerdì 3 luglio 2009

♥ Anche i miti ci lasciano

E' un pomeriggio tristemente annoiante. Dopo diversi giorni (uau!) di tanto sole e sudolento caldo, torna la pioggia. Ma non la pioggerellina fine che ti urta e che ti lascia respirare. No, cosi' sarebbe tutto estremamente facile. No, secchiate su secchiate tipo quelle delle vecchie che vivono disgraziatamente sopra i pub e fatta una certa si rompono i coglioni e scatenano la loro rabbia e i loro moci vileda sui passanti. Il weekend parte già con un sorriso che sa di scoreggia. So che non è bello da scrivere, ma la sensazione è quella. Non ci sono più le mezze stagioni. E non ci sono più i miti di una volta. Mi hanno detto che Maicol Gechson era morto quando ero mezza ubriaca in riva al fiume a brindare con gli amici e le pantegane. Ho pensato ad uno scherzo, perchè la plastica restiste per centinaia di anni e si' e no la puoi reciclare, percio' Maicol non poteva essere morto e neppure reciclato. Si lo so che non si scherza sui morti, ma è il mio modo di sopravvivere alla perdita, di metabolizzare il lutto. Il mondo è un po' più solo adesso. Anche se forse 6 miliardi di persone sono sufficienti per non morire di solitudine. Fuori continua a piovere, la signora Maria dovrebbe smetterla con le secchiate. Esco dal lavoro senza umbrella, pensando che in fondo l'acqua al massimo puo' fare un po' di ruggine. E anche se arrugginita dalla pioggia e da Strasburgo spero di avere una serata elettrizzante...this is thriller, thriller night!
Gnigno Heal the world make it a better place

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17:28
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lunedì 16 febbraio 2009

♥ La casa di Giulietta

Come tutti sappiamo qualche giorno fa c'è stato San Valentino. Che festa bizzarra: c'è sempre un po' di astio nei suoi confronti ma alla fine, prima o dopo o durante, tutti cediamo alla tentazione e almeno una volta nella vita ci tocca festeggiarlo. Io l'ho festeggiato spesso perchè spesso ho avuto una relazione in corso nel mese di febbraio e ho fatto le classiche cene, le gitarelle fuori porta, sono stata sull'Empire e due giorni fa sono andata a Verona. Giornata spledida, ricca, freddo cane, ma bello. Tutto bello. Almeno nel mio cervello, in quello di altri presenti e, ahimè, camminanti per la città un po' meno.
La coppia italiana media per San Valentino tira fuori il peggio di sè. Prima cosa non si può andare in giro senza 3750 cuoricini, cuoricetti, cuoricioni, coordinati con 967 palloncini rigorosamente rossi a forma di cuore e dalle 3 alle 67 rose, roselline, rosellone ovviamente rosse. La coppia media, poi, non si molla mai la mano e va fuori a cena in un posticino carino chè è San Valentino e che lo vedano tutti che siamo innamorati ancora come due tortorelle. Poi a Verona come tutti sanno c'è l'annoso problema di Romeo e Giulietta, e da quello non scappi neanche se prendi tu il veleno. Un po' per curiosità e un po' per scherzo, noi si decide di andare a vedere il balcone e forse la casa. Inorriditi davanti al prezzo d'ingresso (6€ per i normali, 4,50€ per studenti, handicappati e anziani o per quelli che hanno queste caratteristiche tutte insieme, e poi sconti comitive e amore per tutti) non vogliamo entrare. La nostra anomala coppia formata da un portoghese braccino corto - se no che portoghese sarebbe?! - e da una studentessa al verde, decide che 4,50€ sono troppi per una casa dove è bello solo il balcone, che lo vedi anche da fuori a gratis. Ma per lo meno ci avviciniamo all'ingresso e scopriamo che nel giorno dell'amore l'entrata è gratuita. Sembra che ti facciano un favore, invece non è così. Al mondo non ti regala niente nessuno.
Entri e trovi sotto al camino la scritta "Il club di Giulietta" ti chiedi il primo grande perchè: perchè sono qui dentro? E di seguito gli altri: perchè "Il club di Giulietta" si riunisce dentro al camino? Per darsi fuoco? Be' forse non sono così stupidi alla fine! Poi scopri che la vera attrazione della casa, non è il balcone, bensì 4 computer coperti di rame con al centro un cuoricino da cui puoi mandare email. Il mio cervello troppo sviluppato - forse - pensa nell'immediato: be' dai puoi scrivere una mail alla persona innamorata, può avere un suo senso. Invece no: la schermata si apre con "Cara Giulietta/Dear Juliet" e tu puoi scrivere mail solo a Giulietta. E mi spiegate che minchia devo scrivere a Giulietta?! Un minuto di silenzio e di raccoglimento per la morte dei cervelli.
Possiamo continuare a parlare. Ancora nella casa della Giuli troviamo il letto, un vestito di lui e uno di lei, qualche piatto e poi grazie a dio c'è la porta da cui si può uscire.
Il mio San Valentino mi ha regalato dei bei ricordi, un pranzo romantico da McDonald's con cheesebruger e coca-cola, un giro dentro l'Arena, uno spritz in piazza...e nessun cuore finto, fiore o palloncino. Solo un'emozione. Forte.
Gnigni Valentine's

PS Grazie a Cesca perchè mi ha acceso la lampadina

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23:30
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mercoledì 14 gennaio 2009

♥ Noi che a volte guardiamo anche la TV

E' ricominciato il Grande fratello o come è d'uopo dire il GF9, perchè noi siamo gggiovani e usiamo solo acronimi e abbreviazioni. Poi se ci chiedono cos'è un acronimo non sappiamo dirlo, ma vorrete mica fare i saccenti con noi, no? Dicevo, è ricominciato il GF9 e io l'ho guardato. Sì, io ho iniziato a guardarlo quando ancora si pensava fosse una cosa originale e in effetti lo era. Poi ho smesso e ho fatto un salto - di qualità?! - dall'edizione 1 alla 9. Le altre le ho intraviste grazie ad un programma sul programma, perchè la tv creativa fa anche queste cose, ma non fatemi domande chè non supererei l'esame in grandefratellologia. Insomma, l'ho guardato e ho regalato tutte le facce che la mia eccellente mimica facciale può sfoderare nel momento del bisogno. Che personaggi, che accozzaglia di casi umani in cerca di gloria. La tettona che puoi solo guardarle le tette, perchè c'è altro da sapere su di lei? Il maggiordomo di casa Savoia col codino*, la fashion victim, l'assistente sociale, il marinaio di Genova - un applauso a quel bel ciccio - il rom o preseunto tale, la farmacista, il surfer romano che vive a Malibu e che è grande come tutti i miei armadi messi insieme. Che melting pot di neuroni messi lì a caso: "Ciao Neu, anche tu qui?" "Sì, Rone non sapevo cosa fare e son passato a fare un saluto". Che bello non avere voglia di andare davanti alle telecamere, che bello non potere pensare di chiudersi in una casa per tre mesi, che bello sentire i neuroni che battono un colpo e chiudono le serrande quando guardi il fighissimo GF. Che bello ridere di Signorini che ti dice "Studiare è fico!". E la domanda sorge spontanea: a che programma televisivo pensa di partecipare?! Per un pugno di libri? Qualcuno dovrebbe spostarlo in un altro studio o in mezzo alla strada, va bene uguale.
Ah quante emozioni questo GF. Mi fermo alla prima puntata perchè il cuore e il cervello mi sa non reggeranno: la lotta per la sopravvivenza sarà durissima fino all'ultima cellula vivente. E io che sono comunicatrice, adesso taccio e penso: sarò mica diventata una saccente, nè?!
Gnigno in cattedra


* Emanuele Filiberto sempre di Savoia balla con le stelle o sotto le stelle, adesso ci aspettiamo che la vecchiarda mamma di Ema si dia da fare a X Factor e siamo a posto. Come è ben noto papà Savoia ha altri passatempi da me innominabili.

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16:31
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domenica 4 gennaio 2009

♥ Little Arithmetics

Into temptation, over in doubt
Black night, neonlight into my house
talking talking talking about
Out of frustration, over in doubt

Hold me now, I'm hoping that you can explain
Little Arithmetics
Got me down, they're fooling me again and again
Little Arithmetics
Got me down

Sometimes I feel like going down south
Sometimes I'm feeling alright
Sometimes I feel like I'm over and out
Sometimes I'm losing my mind
Talking talking talking about
Sometimes the day is the night
Into temptation, over in doubt
Sometimes I don't wanna fight

Hold me now,
I'm hoping that you can explain
Little Arithmetics
Got me down, they're fooling me again and again
Little Arithmetics
Got me down

Gnigno dEUS

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15:37
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venerdì 19 dicembre 2008

♥ Between the Good and Bad

La libertà sta nella possibilità di scelta. Nella possibilità di scegliere quello che puoi fare, dove vuoi andare, con chi vuoi uscire, con chi stare da solo, possibilità di decidere dove bere un sorso d'acqua o su quale panchina ti vuoi sedere. E poi c'è l'eterna scelta tra il giusto e sbagliato. Io propendo ultimamente per la seconda. Che poi fin dove possiamo stabilire il confine tra giusto e sbagliato? Tra un errore o una scelta azzeccata? I punti di vista dove li mettiamo? Mi sto forse arrampicando sugli specchi?! Mah, forse sì. Errare humanum est ed è bene ricordarlo ogni tanto. O meglio ricordarmelo ogni tanto. Stavo pensando al mio oroscopo che mi dà solo una stellina a gennaio. E che palle. Finirà mai il periodo a 1 stellina? Anzi a 1/4 di stellina?! E poi smetterò mai di leggere l'oroscopo? Che poi me lo dimentico subito, ma dai non si legge l'oroscopo. Scegliere di sì, scegliere di no. La cosa più dificile sta lì, nella scelta tra il dilemma, il bivio ed Enrico Ruggeri. Dai, anche Enrico Ruggeri può essere un'opzione considerabile.
Riuscirò a scegliere la cosa giusta o dovrò ripiegare su Enrico Ruggeri e il suo oroscopo?
Gnigno al bivio

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15:09
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domenica 30 novembre 2008

♥ Twice

I got it. I got it twice. Ce l'ho fatta due volte. Penso in inglese. Ho appena aperto un allegato di una mail insolita e no, non ho trovato una seconda volta un virus. E' un file .doc che di nuovo mi riscombussola i piani. O, semplicemente, li riporta in carreggiata solo con qualche variante. La direzione è sempre quella anche se la macchina è diversa, un po' meno scintillante, ma con un motore da urlo. I got it. Mi hanno accettata ancora. Un'altra esperienza via, sulla scia di New York, che non sarà paragonabile, ma che sarà divertente. Sarà emozionante come tutte le cose nuove che ti capitano e le nuove vite che ti ritrovi a vivere. Questa l'avevo scelta per curiosità, per professionalità (aperta e chiusa la risata), per amore e per la solita spinta che ho dentro a prendere e andare. L'avevo scelta, in relatà, per trovare una ragione, un motivo per fermarmi un po'. Pensavo di avere bisogno di un motivo per restare e tranquillizzarmi da qualche parte. Invece, me ne sono andata ancora prima di arrivare...e adesso? Adesso riparto. Punto. Sono felice, un'altra soddisfazione, solo virtuale per ora, ma pur sempre motivo d'orgoglio. Sono contenta, chiamo la mamma, chiamo le amiche, lo scrivo su facebook, lo scrivo sui muri, lo rendo manifesto al di fuori. Perchè ho le idee ancora un po' confuse: mi hanno presa davvero? E io, vado davvero? Sì, certo che vado, mica sono così totalmente irrecuperabile, però...Però ho un però bloccato qui, tra la paurina, l'ansia e l'agitazione. Un'altra patata ferma lì ancora difficilmente digeribile.
E' una fase, come quando devi partire per un viaggio e finchè non arrivi, non hai quasi voglia di fare le valigie, di salire sull'aereo, di sbatterti all'infinito e sei già smaronato in partenza. Ma poi, tocchi terra e in un attimo l'avventura comincia, e chi ci pensa più alle valigie.
Motivi per restare, motivi per partire ci si trova sempre un bivio. E a scegliere, come al solito, sei sempre e solo tu.
Gnigno Council of Europe

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01:46
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martedì 25 novembre 2008

♥ La coscienza

Il termine coscienza deriva dal latino Cum-scire ("sapere insieme") ed indicava originariamente un determinato stato interiore. La coscienza è una funzione generale della capacità umana di conoscere, la coscienza morale è l'applicazione di questa funzione alla conoscenza di aspetti etici. Nell'etica, che presuppone l'esistenza di valutazioni a quella di un soggetto osservatore in cui queste possano formarsi ed esistere, la coscienza morale viene indicata come la capacità di distinguere il bene e il male e di agire di conseguenza. Essa viene legata indissolubilmente alla capacità del soggetto di giudicare sé stesso e indirizzare i propri comportamenti, e al conseguente sentimento di soddisfazione o di colpa. Al tempo stesso tale concetto presuppone una legge morale assoluta, alla quale la coscienza attinga il proprio giudizio, la quale alberghi nel fondo dell'anima di ciascun individuo, come una verità data. Perciò il concetto di coscienza morale, caro alla filosofia cartesiana e in generale al pensiero spiritualista, è invece trascurato dalle correnti materialiste, che preferiscono interpretare la coscienza in chiave psicologica, psicofisica e neurofisiologica.

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lunedì 17 novembre 2008

♥ Halloween non finisce mai

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martedì 2 settembre 2008

♥ Vita da cassiera

Il mondo dei supermercati è un microcosmo a sè. Da un po' ci lavoro dentro e sempre più mi rendo conto che tra i colori dei detersivi e gli yogurt magri 0 grassi, si nascondono centinaia di storie e relazioni che Beautiful in confronto ci fa 'na pippa! Prendiamo per esempio, le cassiere. Oramai faccio parte della categoria da un mese, rivendico un qualche diritto di anzianità e mi permetto di descrivervi mille e una vita da cassiera. Le mie colleghe - tremo un po' usando questo termine - sono simpatiche, chi più chi meno, ti danno volentieri una mano e non si risparmiano in petegules. Una è sempre molto truccata con una sorta di mascherone bianco sulla faccia che dovrebbe in teoria dare una mano al suo colorito cadaverico e che, invece, ahimè, peggiora le cose. E' molto simpatica, ma ammetto che il primo impatto visivo lascia un po' di stucco. Un'altra è più alla buona, poco trucco, ma tante lampade e a ogni bel fusto che si presenta le si presenta alla cassa, tira fuori il meglio del peggio dei commenti sessuali. Tutti rigorosamente in dialetto mantovano con quel nonsochè di retrogusto al lambrusco e risotto col puntèl. Un'altra invece urla. Sì, l'hanno dotata di corde vocali speciali che permettono di sentirla anche 25 casse dopo la sua. Almeno i vecchietti che vengono a fare la spesa, sentono bene il conto che gli spetta di pagare. Poi ci sono io, alle prime armi, che sudo freddo quando quella stramaledetta fotocellula non legge i codici a barre, che mi agito quando devo spiegare a un marocchino o a un indiano che se non hai la tessera, non hai le promozioni. Ci sono io che dialogo con un muto che mi chiede informazoni su una bicicletta: "intende il prezzo? Sì, sono 70 euro..." "mmmhhaammm" "Ah, intende la garanzia? Conservi lo scontrino ed è a posto" "mmmmhhheeeemmmm" "Ah, forse vuole sapere se va bene per sua figlia? Sì, ovvio" "mmmmhhhuuuummmm" "Bene, grazie e arrivederci!". Dialoghi semplici ma molto efficaci e non venite a dirmi che la comunicazione non verbale non funziona. Poi, scusate ma ci sono sempre io che trattengo rapporti brevi ma intensi con il maniaco dei wurstel. Costui compra ogni settimana almeno 15 confezioni (da 3) di wurstel, mi ha scelta come cassiera prediletta per tali wurstel e mi guarda con sguardo sessualmente attivo. Regolarmente mi dice: "Ti faccio contare, eh?" Io abbozzo sorrisi imbarazzanti e cerco di bloccare qualsiasi battuta che si arresta appena in tempo tra la lingua e i denti insieme alle risate. Poi vabbè, ci sarebbe anche quello che non ha la "S" e quindi non ha la teffera focio, perchè fe l'è tenuta fua forella....Insomma, se non è il parco giochi per i grandi, questo ipermercato, cos'è? E mi ritorna alla mente una cassiera della Pam...In realtà è un cassiere che si sente disperatamente LEI, ma è stempiato, ha i peli in faccia, la faccia tonda e sudacenta e fa chiaramente ribrezzo. Ogni volta che mi sento in difficoltà penso a Lui/Lei e mi consolo, almeno sulla mia sessualità non ho dubbi, poi sui codici a barre...quella è un'altra storia!
Gnigno alla cassa

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venerdì 1 febbraio 2008

♥ Rainy days

Occhei, ho cercato di resistere. "Sei in ufficio, non puoi arrivare a scrivere sul tuo blog anche da qui!". Ma non ce l'ho fatta. Eccomi qui, annoiata e scazzata perche' fuori diluvia. Ed e' venerdi' sera. Ho proprio voglia di uscire stasera, staccare la spina dai pensieri che ogni tanto si impossessano del mio cervello. Just chill out for the weekend. Ma sta pioggia, ammazza anche i miei piu' bollenti spiriti. Sono qui alla mia scrivania grigina con tutti gli accessori e li' fuori c'e' una citta' mai ferma che mi chiama. Stasera rispondero', of course. E' da un po' che non lascio tracce qui, ma tra un impegno e l'altro, tra una pizza schifosa e una lasagna col tofu, tra una birra da Calisco e una al Delegate's, non ho molto tempo per concentrarmi e dare vita ai miei classici post pieni di humor e invidiabile allegria. Ma ora sono qui, con poco lavoro da fare (anche se quello che faccio e' well done, guys!) e tanta voglia di dormire un paio d'ore. Mica tanto, giusto quel poco che serve per guardare il mondo con occhi nuovi e riposati. Ovviamente non posso...fingo di leggere il sito dell'ONU, nel caso arrivasse il mio supervisor, leggo tutti i vostri blog amici miei e li adoro sempre piu', sfoglio repubblica con la nausea, e leggo che l'Angelina aspetta due gemelli. Insomma un pomeriggio da sballo. Thank God it's Friday! Forse domenica vado a Philadelphia o forse no, perche' domenica e' un giorno importante qui, quasi piu' importatnte del 4 luglio. Domenica si gioca il Superbowl e i Giants ragazzi ci saranno. Ecco, le mie conoscenze sul football americano sono pressoche' nulle, ma i Giants sono di New York (li chiamano anche i Blue, forse perche' le maglio tendono al blue? Mah...) e ovunque vai, non si parla d'altro. Probabilmente domenica tifero' per una squadra che non conosco, guardero' omoni giganti inseguire una pallina bevendo birra e mangiando tacos. Si', forse Philly puo' aspettare. Domani invece, penso che rischiero' la mia vita. Si', ho un invito in sospeso per andare a pattinare sul ghiaccio a Central Park. Piccolo problema: io e i pattini siamo in guerra da anni. Mi assalgono ricordi di una vacanza in Inghilterra con la Laura, dove tentai ripetutamente di pattinare e immancabilmente venivo raccolta col cucchiaino dalla security. Chi lo sa, magari domani andra' meglio. Se non leggerete piu' miei post, saprete a chi dare la colpa.
La pioggia non cessa, ma scrivervi mi ha dato un po' di energia. Mi mancate amici italici e a volte mi venite in mente in situazioni buffe o quando faccio gaffe(s), perche' immagino le vostre espressioni e i rimproveri che fareste al vostro piccolo gNYgno. Virtualmente, vi mando un linguino e vi auguro un buon venerdi' sera, da voi dovrebbe essere gia' iniziato.
Huge kisses and hugs!
gNYgno piovoso
PS vi lascio un mio ritratto con due nuovi amici da destra Alfredo (from Treviso, Italy) e Alvaro (from Buenos Aires, Argentina)..Si', avevamo bevuto!

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giovedì 22 novembre 2007

♥ Son soddisfazioni

Sembra quasi uno scherzo del destino: a un anno esatto dalla mia laurea (più precisamente dalla mia festa di laurea) la mia amata Jin, in arte Valeria, in arte mia cugina, si è laureata. Sì e l'ha fatto in grande stile hollywoodiano come solo lei sa fare, strappando alla commissione un bel 110. Si vede che hai scelto il professore giusto, vero Corradone? Che orgoglio che sei! Lo so, io sono di parte, ma quando uno è bravo, è bravo e i complimenti se li merita tutti. Grande amore, sei stata bravissima e aver partecipato a questo giorno importante mi ha fatto commuovere e mi ha fatto capire che quello che abbiamo è una cosa rara, preziosa, da difendere con le unghie e coi denti, perchè nessuna galera potrà mai dividerci!
E poi i tuoi ringraziamenti della tesi...Ma sei matta? Vuoi farmi venire uno sciopone? Vuoi che pianga di gioia per il resto dei mie ghiurni? Grazie, grazie e ancora grazie!
Insomma, cara Jessicona con questo post voglio urlarti grazie dalla mia cameretta incasinata, pronta a partire per una nuova avventura brasiliana e, ovviamente, per il festone di domani!
Ti amo Dottore del buco del culo!
Tuo
Gnigno laureato

PS Le foto ritraggono la dottoressa Guernieri con las primas e - qui sotto - vestita con i suoi abiti originali. Il suo nome non è Valeria, in realtà è JESSICA (RABBIT).

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domenica 4 novembre 2007

♥ Suono in una boyband

Basta un attimo per ritrovarsi nel bel mezzo di un'euforia pseudoadolescenziale sommerse dai ricordi di quelli che sono stati i nostri primi ferocissimi desideri sessuali: le boyband. Sì, avete capito quei gruppi musicali che nulla sanno di musica, ma sanno how to do it (better), quelli che sanno muovere il bacino in maniera strabiliante e hanno l'addominale a tartaruga sempre esposto. Sono sempre quelli che a riguardarli a distanza di 10 anni sembrano e suonano decisamente gay tra mesc (come si scrive mesc, quella cosa che anche gli uomini sfigati si fanno sui capelli...vabbe'!), dicevo tra mesc e occhiali da sole cool. Tutti vestiti uguali, che fanno cameratismo in ogni video tentando di cuccare sfortunate signorine selezionate durante il casting e, che si sa, non gliela daranno mai. Tutti che ci credono veramente, senza sosta, senza batter ciglio in quello che fanno. Sempre pronti a un acuto o ha un passo di danza. Avrei tanti esempi da citare per concretizzare questa immagine dell'uomo boyband, ma mi limito a scegliere loro: i Backstreet Boys. E non scelgo un video a caso, ma il video di una canzone strappa lacrime come I'll Never Break Your Heart. Vi lascio 4 minuti di libertà per godere di questo videoclip delle meraviglie.

Fatto?! Visto?! Ecco, io non è che voglio fare la pignola e la puntigliosa, ma a parte ribadire che sono tutti latentemente omosessuali, questo video lascia un po' a desiderare. Ok, che correva l'anno 1995 quando l'hanno girato, però rega' tutto ha un limite. Innanzitutto, un applauso per quest'idea di girare un video sui monti di Molveno (TN) con maglioncioni da duri (di cui 2 uguali perchè 5 maglioni diversi a Molveno non li avevano) e tutto il necessaire per la gita sulla neve di quinta liceo. Seconda cosa, intanto che cantavano, perchè non è partita una slavina provvidenziale che gli avrebbe stroncato carriera e marpionaggio? Sì, perchè avete guardato bene i giochi sulla neve, le slitte, lo ski-lift tutto seguendo le tipe e non mollandole mai da veri marpioni-farfalloni professionisti? E poi, l'apoteosi del video, il momento clou, il climax massimo della melensità: si inginocchiano con gesto atletico e rimangono lì davanti alle sguanze a cantare assorti fingendosi innamorati sotto il sole invernale delle Alpi...Non vi sembra troppo? Perchè i Fab5 non sono stati dotati di senso del pudore? Comunque, mi fermo qui e dedico un sonoro applauso a Brian (il Cavallino), Nick (il 13enne), A.J. (il Topo o Sorgo), Howie D. (che non si sta la D. per cosa stia e soprannominato il Marpione) e a Kevin (lo Stagionato) perchè hanno riempito i nostri sogni da ragazzine e ci hanno fatto capire quali uomini non vogliamo da grandine.
Gnigno Boyband

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venerdì 2 novembre 2007

♥ ALLOUIN

Che strane 'ste feste importate dall'estero. E' vero che ogni occasione è buona per festeggiare, ma l'altra sera tra me e me, a volte mi domandavo perchè ero truccata come una donna di strada e indossavo un cappellone nero made in China. Comunque sia, liquiderei questi miei pensieri con un "chissene" e passerei oltre. Questo breve ma intenso post, va dedicato alle mie compagne di scopa - alle streghe si intende - che hanno reso Allouin una festa migliore a base di tequila e musica anni '80. Sì, ragazzi, noi si è fatto tardi per la festa dei mostri e ci si è dato dentro come al solito. Ma andiamo con ordine, perchè la serata è iniziata presto, troppo presto forse.
1. LA CENA: si trangugia pizza ascoltando musica trash e per digerire una bottiglia di tequila in 4. Inutile dire, che quando siamo uscite, facevamo già cagare.
2. L'USCITA: (vedi punto 1) messe come il porco, andiamo in giro per le strade di Bologna negando dolcetti e scherzetti a tutti i bambini: siamo streghe, saremo mica buone?! Altra tequila al Ritrovo, perchè non bisogna mai scendere di gradazione, se no poi si sta male (vero, Fede?)
Si cammina fino alla stazione tirando all'incirca mille e uno cancheri, perchè il 25 non passa per via indipendenza. Autobus raggiunto e stracolmo, ma alla fine si arriva a destinazione.
3. L'ESTRAGON: l'obiettivo principale della serata è Lei: DONATELLA RETTORE. Da vere streghe professioniste passiamo davanti a tutti in coda, minacciando di fare incantesimi strani e ricevendo minacce di morte. Comunque sia, dopo aver pagato pegno, ci ritroviamo dentro. L'atmosfera è calda, cioè non si respira, ma noi ce ne freghiamo e aspettiamo Lei. Dopo 5 minuti arriva sul palco e dopo 7 minuti il concerto è finito. Grazie Dona per esserti inculata i nostri soldi e, vabbe', grazie anche per le perle oldies che ci hai regalato. Te la do davvero la lametta per tagliarti le vene la prossima volta che t'incontro. Ma Dona, dimmi una cosa: quanti anni hai esattamente? 150? Mi sembravi un po' di gomma lassù sul palco con le luci e il playback.
In ogni caso, la festa continua e parte la musica dei PopPen, ovvero anni '80 senza tregua. C'è chi beve e sbocca ('sto giro non sono io raga', sono diventata un donnino grande, non sbocco più!), c'è chi canta Jem e le Ologram, c'è chi poi tenta di salvare il cappello da tutti i tentativi di scippo e c'è chi ama le sue donnine perchè non mollano mai!
4. IL RITORNO: stanche e distrutte dalla prova fisica fatta sul dancefloor, si torna a casa, chi sull'ambulanza e chi sulla macchina di due anime pie che hanno avuto pietà di noi e non c'hanno fatto tornare a casa a piedi rischiando la vita.
Che ne dite? Non male, eh? Adesso direi che siamo già pronte per la prossima festa importata: il capodanno cinese quando viene?
Gnigno Witch

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12:20
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martedì 30 ottobre 2007

♥ Il piacere di un sms

Momenti di ordinaria follia quotidiana tra Anna e Cate alle prese coi telefoni cellulari.

Cate: Hai ricevuto uno squillo.
Anna: Chi cazzo è che mi fa gli squillini? A 15 anni si facevano gli squillini per dirti "Ti penso!", ma adesso basta! Vediamo...noooooo, un numero che non conosco. Chi è che vuol fare il burlone, eh? Chi è? CHI E'?
Cate: Adesso anche tu hai un uomo-squillino! Non avrai mica intenzione di rispondergli?
Anna: Ceeeerto che rispondo, voglio proprio vedere chi cazzo è!
Cate: NOOOOO! Ma dai, non fare la teenager!...Vabbe' fa' come vuoi (con l'inconfodibile sguardo "Sei proprio una cogliona!")

Lo squillo di risposta parte e dopo 5 secondi scatta l'sms. Viene coinvolta nell'incaglio da straniero via sms e dall'ansia da squillo anonimo anche la Fede, nostra coinquilina.

Anna (con voce ghignante legge l'sms): "Ciao Anna, come va?" Ma daaaaai, ma chi è? Ma cosa vuole? Ma perchè non mi dice subito chi è? Uffffff, adesso mi tocca scrivergli.
Cate: Ma va là, ma non scrivergli...
Fede: Prova a guardare su Internet se trovi chi è.
Anna: Ah sì? Ma come faccio? Dove lo cerco?
Fede: Metti il numero su Google!

La ricerca su Google risulta infruttuosa.

Anna: Ok, dai, gli rispondo. Sì, gli scrivo una cosa del tipo "Io bene, grazie...Non ho il tuo numero perchè non l'ho mai avuto o perchè l'ho appositamente cancellato?" Troppo cattiva?!
Cate: Mah, non so...è un tantino cattivello, ma chissene! Tanto è uno sconosciuto...

Parte la risposta e dopo pochi attimi arriva la risposta della risposta.

Anna: NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!! Cazzo, cazzo, cazzo, Cate...Lo conosco! Ho davvero cancellato il numero...NOOOOOOOOOOOO!!!
Cate: AHAHAHAHAHAHAHAHAH NOOOOOOOOOOO quanto sei sfigata! Che figura di meeeeeeerda!!!
Anna: M'ha scritto "Eh...l'hai appositamente cancellato si vede :P Vabbè...sono XXX se ti ricordi...ti avevo stressato un po' immagino"
Cate: UUUUUUUUUUAHAHHAHAHHAHAHHAH! Fedeeeeee, la Anna ha fatto una figura di merda!
Fede (si era allonata un attimo e ritorna correndo): NOOOOOO, ma dai? Ma davvero? FIGURA DI MEEEERDA!
Anna: Cazzo, quanto sono sfigata! Che figura...

Questa triste storia ci insegna che è bene conservare tutti i numeri di telefono, soprattutto quelli di gente non proprio gradita, perchè tanto si sa: se lo conosci, lo eviti...e se non lo conosci, fai figure di merda!

Gnigno laif is nau

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20:00
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martedì 16 ottobre 2007

♥ La compagnia dei Comodini

Resto ferma a guardare il soffitto sbuffando e maledicendo le mie malsanissime idee di cercare nuove avventure. Sono qui coperta da un misero lenzuolino in una stanza con 45°C e accanto a me c'è un esemplare di homo erectus. Definirlo sapiens mi sembra eccessivo, ma anche erectus forse non è la definizione migliore. Dopo incontri e sguardi infuocati siamo arrivati qui. All'ora X, al settimo cielo, al momento clou di ogni relazione lunga o improvvisata che sia e lui, cosa fa? Dorme. Sì, sì, beatamente ha chiuso gli occhi, si è girato (mi ha voltato le spalle, capito?) e mi ha lasciata con tanti cari saluti. Devo essermi persa un passaggio, forse lui aspetta l'ora Y, chi lo sa. Incredula e scioccata, resto immobile e gli unici pensieri che mi passano per la testa sono in ordine sparso:
- procurarmi una clava - essendo lui homo erectus, in casa ne avrà una per forza - dicevo procurarmi una clava e riempirlo di botte
- prendere il suo adorato pc ancora acceso, scaraventarlo a terra e saltargli sopra a mo' di danza della pioggia
- alzarmi, riprendere le mie cose e fuggire, senza dimenticarmi di dar fuoco alla casa prima di chiudere la porta.
Purtroppo nessuna di queste possibilità è attuabile, perchè la parte razionale e buona che è in me me lo impedisce e perchè non trovo clave, rispetto i pc altrui e non saprei dove cazzo andare a quest'ora di notte da sola col rischio di essere presa dal primo maleintenzionato che passa. Si sa viviamo in un mondo crudele. Così crudele, che mi rilega qui. "Non è possibile che stia succedendo a me, no, a me no!". Il cervello si consuma cercando una soluzione, ma non la trova finchè non vede il suo comodino. All'improvviso, tutto mi è chiaro. Ho scoperto perchè erectus non è eretto e perchè io sono insoddisfatta: il comodino ha più sex appeal di me. Questo simpatico esemplare d'arredamento di faggio, con ogni probabilità comprato all'IKEA e montato bestemmiando, mi batte in fatto di fascino. Non c'è altra spiegazione. Lui è lì perfetto, impassibile con quell'aria da fai-da-te che mi guarda dal basso al basso. A me deve mancare qualcosa. Forse a me manca qualche vite o il cassetto cigola quando lo apri oppure io sono un comodino piccolo di quercia non proprio lucido con le manopole di una volta. Non so. Continuo davvero a pensare che oramai anche i comodini abbiano più chance di me. Guardando con odio quell'esserino marrone che contiene mille segreti, mi alzo e cerco di allontanarmi da erectus il più possibile. Conto il ticchettio dell'orologio, sperando che arrivi presto l'ora del primo bellissimo autobus che mi riporterà a casa, nel mio letto con il mio comodino fidato, che non vincerà mai la sfida con me perchè lui sì che mi vuole bene.
Ma come ci sono arrivata? Come ho fatto a ridurmi a competere con un comodino? Di chi è la colpa? Mia? Di erectus? Voi, non vi siete mai sentite come un comodino? O peggio, meno attraenti di un comodino? Ammetto che il faggio ha i suoi pregi, ma perchè deve fare lo splendido proprio contro di me?
La luce inizia a filtrare dalla tapparella, è giunta l'ora per me di scivolare fuori da questa brutta esperienza. Alcuni la chiamano ansia da prestazione, agitazione da ora X, io la chiamo voglia di comodino o ansia da comodino (a seconda del ruolo che avete all'interno della coppia). Faccio proprio così paura? O forse non sono io il vero problema?
Gnigno


P.S.= I fatti narrati sono in parte inventati, in parte no. E quelli in parte no risalgono a tempi lontani, quando ero giovane e piena di speranze...com'è palese ed evidente, le speranze sono svanite subito dopo!
P.P.S.= Se volete leggere qualcosa di decisamente divertente e irriverente, leggete Johnny Durelli oppure el fluxus vomitato (da oggi sono tra i miei blog-links e soprattutto nel mio cuore!)

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11:57
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venerdì 12 ottobre 2007

♥ Feste di laurea

Era da un po' che io e le mie gonze preferite non andavamo a una festa di laurea. Mercoledì abbiamo interrotto la pesante astinenza e siamo andate a quella del Tone (il baldo giovane di due post più sotto). Non ricordavo che le feste di laurea donassero così tanti esempi di uomo-danzante-pezzato-maleodorante e di donne-vestito-verde-ma-dove-minchia-l'hai-preso. Non ricordavo, forse perchè una delle ultime è stata la mia e, a parte scivolare giù dalle scale salutando la morte con un sorriso, i miei ricordi restano vaghi. Ma andiamo con calma, se no rischiamo di perderci dei begli elementi per strada. Per correttezza bisogna dire che gli amici del Tone sono simpatici e non si fanno pregare per fare festa e, per questo, gli vogliamo un po' bene. Ma - purtroppo c'è sempre un ma - alle feste si sa, ci sono sempre momenti difficili e, soprattutto, fa caldo. E i maglioncini di lana non aiutano. Se poi hai solo un maglioncino di lana incollato alla pelle, sei fottuto e lo sono anche le narici dei tuoi atletici vicini che vorrebbero ballare J.Lo in santa pace e invece devono uscire a fumare per respirare aria buona. Poi c'erano gli imbucati, quelli un po' spaesati che ti fanno tenerezza e simpatia perchè si lanciano nella mischia fregandosene delle figure di merda perchè tanto loro non conoscono nessuno, nemmeno il laureato. Poi c'eravamo noi, accaldate ed esaltate che cantavamo all'unisono "trovi un altro pisello che problemi non ha". In questi momenti si vede benissimo chi andava al Mascara la domenica pomeriggio e chi no. Chi già a 15 anni si dimenava sui cubi e chi restava a casa a fare la maglia. Noi, orcomondo, apparteniamo alla prima categoria e ne siamo orgogliose. Dopo aver saldato il nostro debito con l'oste - che subito dopo è partito per le Maldive - siamo rincasate pensando che in fondo siamo ancora gggiovani e sperando che la prossima festa arrivi presto. Ogni occasione è buona per ballare sui tavoli, no? Living la vida locaaaaaa...
Gnigno

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15:03
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giovedì 30 agosto 2007

♥ Lost in Translation

Come al solito si inizia ridendo e si finisce...male! Noi amanti della lingua inglese in questi ultimi giorni, presi dalla terribile noia e dal fatto indiscutibile di non avere un cazzo da fare, ci siamo dilettati a tradurre mille e più detti. Sì, proprio i proverbi che contengono tanta saggezza popolare, quelli...Li abbiamo presi, torturati un po' e tradotti nella lingua di Shakespeare. Oltre ai proverbi, anche frasi comuni, perchè una volta che l'incaglio parte, fermarsi è impossible!
Questi sono alcuni degli agghiaccianti e spassosissimi risultati:

In four and four eight = In quattro e quattr'otto
There are no more the middle seasons = Non ci sono più le mezze stagioni
A swallow doesn't make spring = Una rondine non fa primavera
Who goes with the cripple, learns how to limp = Chi va con lo zoppo, impara a zoppicare
Dog that barks, doesn't bite = Can che abbaia non morde
Red in the evening, good weather let's hope = Rosso di sera, bel tempo si spera
Sky to little sheeps, water to little bowls = Cielo a pecorelle, acqua a catinelle
There is something not squaring = C'è qualcosa che non quadra (A ghè quel ca quadra mia, mantovano doc)
Let's go to the big = Andiamo alla grande
How does it throw? = Come butta?
How do you put? = Come sei messo?
No tripe for cats = Non c'è trippa per gatti
Here cat broods = Qui gatta ci cova
The grass of the neighbour is always greener = L'erba del vicino è sempre più verde
To horse given let's not look in the mouth = A caval donato non si guarda in bocca
Beat the iron until is warm = Batti il ferro finchè è caldo
Who of sword hurts, of sword perishes = Chi di spada ferisce, di spada perisce
Who sleeps doesn't take fishes = Chi dorme non piglia pesci
When the cat isn't there, the mice dance = Quando il gatto non c'è, i topi ballano

E qui mi fermo, esortandovi a collaborare...
Grazie a tutti quelli che hanno comunque già collaborato: Cate, Vale, Annina, Cesca, Lorenzo, Giorgio e chipiùnehapiùnemetta.
English Gnigno

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12:40
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♥ MYSELF

    Leggi tra le righe.

♥ Thank you

♥ oldies

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