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giovedì 26 agosto 2010

♥ Per fare un blog

Per fare un blog ci vuole ingegno.
Per fare unb log ci vogliono originalità, creatività, banalità, umiltà e taratàtà.
Per far un blog ci vuole un tavolo e di conseguenza ci vuole anche il legno.
Per fare un blog ci vogliono costanza e pazienza. Quelle che io ho perso tra un viaggio a Lisbona e un ritorno fugace a casa.
Per far un blog ci vuole ispirazione casuale e genuina. O forse no.
Per fare un blog ci vuole tempo, che in 24 ore non riesco mai a trovare.
Per fare un blog ci vogliono altri blog che ti facciano tornare la voglia di scrivere, che quando li leggi pensi: questo lo vorrei aver scritto io.
Per fare un blog forse dovrei chiudere questo e aprirne un altro. Ma poi come si fa con l'affetto, l'attaccamento, il problema di non riuscire a buttare via niente perché non si sa mai? No per fare un blog bisogna tenere aperto questo.
Per fare un blog ci vogliono poche cose. Le cose che io fatico a trovare. Le ho perse, dimenticate sul sedile posteriore di qualche taxi di notte.
Per fare un blog ci vogliono cambiamenti e in effetti quelli a me non mancano.
Per fare un blog ci voglio io. Acqua calda e piccole scoperte.


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♥ Voltare pagina di un vecchio libro impolverato.
16:02
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martedì 15 dicembre 2009

♥ Mesi passati

I mesi mi sono scivolati via. Ho le mani arrugginite, non so se riesco ancora a infilare bene una parola dopo l'altra. Tante partenze e tanti viaggi intorno al globo. Povertà e meraviglie, insieme a noodle ben cotti e spiagge bianche. La scommessa di ricominciare e partire da un paese non mio. Un po' di pensieri arruffati in testa e una determinazione che sembrava addormentata su un cuscino di piume. Tra poco torno a casa e sono felice. Felice perchè ho raggiunto alcuni dei miei scopi più importanti anche se non sono soddisfatta al cento per cento. Di lavoro ce n'è ancora da fare e sono solo all'inizio. Ho voglia di famiglia e del solito Natale, tra parenti, amici, regali e cose buffe. Voglio un normalissimo Natale a tenermi compagnia quest'anno perchè é proprio quello di cui ho bisogno. Saluto questa bella città che mi ha accompagnato e spero di rivederla presto, l'anno prossimo. Torno con la valigia sempre carica di vestiti, regali e sogni piccoli, medi e grandi, perchè quelli non possono mai mancare.
Gnigno Natal

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20:02
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mercoledì 1 luglio 2009

♥ La donna che legge la mano

C'è sempre una vecchietta all'angolo della mia via che ogni giorno legge la mano ai passanti. Prepara il suo tavolino coperto con una vecchia tovaglietta che sa di flamenco e rose rosse, si siede sul suo sgabello e resta li' in attesa del futuro di quella gente distratta che passando finge di non vederla. Mi verrebbe da fermarmi e farmi leggere le linee contorte che ho sulla mano, per non farla sentire sola o totalmente inutile. Non voglio credere alle sue parole di vecchia saggia, ma la compassione mi stringe il cuore e vorrei farle un po' di compagnia. Anche oggi le passo accanto con un sorriso e un buongiorno: un sorriso e un buongiorno non si negano a nessuno. Per cortesia e per umana spontaneità. Oggi sono stata più tentata del solito a fermarmi, perchè vedo che le linee della mia vita diventano sempre più intricate. Perchè mi sento con l'acqua alla gola e sento di essere di fronte a tanti bivii e a tanti segnali stradali. Tutti luminosi e vivaci come se ognuno di loro volesse attirare di più la mia attenzione e portarmi dalla sua parte. Vorrei solo che la parola di qualcun'altro mi aiutasse. Ma anche oggi sorrido, saluto e ricevo un bel sorriso rugoso e soffice e tiro dritto per la mia strada. Perchè nonostante sia tutto un po' contorto voglio scoprire da sola cosa trovero' attraversata la strada. Anche a costo di sbagliare direzione.
Gnigno vigile

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14:37
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sabato 13 giugno 2009

♥ Lasciare ogni cosa al suo posto e partire

L'attesa del ritorno comincia a farsi sentire. Si contano le ore, i minuti e i pensieri volano in posti da me conosciuti meglio della mia stessa pelle. Muoio dalla voglia di ripercorrere quelle strade dove so esattamente cosa troverò girato l'angolo o attraversando una piazza. La sicurezza che ti dà l'abitudine è dannatamente confortante. Una partenza che è un ritorno temporaneo e fuggitivo che assomiglia tanto alla mia vita ultimamente. Una bussola impazzita che temporeggia e fugge cercando solo un punto verso cui dirigersi, che sia nord, sud, est od ovest poco importa. Ritorno a ciò che era mio e chissà se lo è ancora. Mi illudo di trovare ancora il mio posto pulito e in ordine, preservato dalla pioggia e dal caldo infernale. Guardo le valigie da sistemare, la camera incasinata e io in disordine. Aspetto il momento in cui spegnerò la luce e da qui sparirò. Lasciando ogni cosa al suo posto, illudendomi che niente è cambiato e niente cambierà. Parto. Anzi torno.

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14:38
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lunedì 4 maggio 2009

♥ Tira vento

Cammino per strada e i capelli mi si arruffano. Mi sento come un barboncino un po' spaesato in queste grandi vie semi deserte che mi ricordano tutto e niente. Ogni volta fatico per trovare un particolare che mi faccia orientare, che mi faccia sentire a casa. Piano piano le strade diventano familiari ma mai abbastanza. E' come se non volessi appartenere a questa città. Se le avessi chiuso la porta in faccia senza entrare, senza voler dare nemmeno un'occhiatina. Come un vagabondo di passaggio che ammira la sua bellezza un po' triste un po' sola e sa che se ne dovrà andare presto, perciò non ci si affeziona. Tutto bello, tutto pulito, tutto sterile. Non riesco a ritrovare un pezzetto di me qui. E faccio fatica. Mi servirebbe un interruttore, per sbloccare questo fastidio e alimentare questa mia poca convinzione. Dubbi prima di partire che restano incastrati tra i miei passi per strada. Alzo la musica , ma il vento mi si infila nelle orecchie e mi sposta anche i pensieri. Osservo un tramonto mozzafiato, mi scaldo un po', ma ancora vorrei essere altrove. Brutta sensazione la non appartenenza. Bello questo cielo nuovoloso che si sposta rapido per non farsi prendere e decide il tuo umore disegnando nuvole o regalandoti un raggio di sole tra i capelli. Il vento continua a tirare e so che cambierà. Anche io mi regalerò un raggio di sole. Prima o poi.
Gnigno on the road

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22:00
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domenica 12 aprile 2009

♥ Tutto da rifare

Sono appena tornata con le valigie ancora da disfare e già tremo all'idea di doverne fare delle altre. E' tanto che non scrivo e adesso che mi sento spaesata sento che è il caso di ricominciare. Si ricomincia a fare tutto: valigie, appartamento, nuove facce da riconoscere, vecchie facce da tenere nel cuore, una nuova lingua con cui andare d'accordo e una nuova dimensione per tre mesi. Cambiano i posti, cambiano le direzioni, ma le situazioni si assomigliano. Solo che non so se sono pronta. Qualcuno una volta mi ha detto che non si è mai pronti. Io poi sembro non esserlo mai. Fatico a trovare l'entusiasmo della partenza, l'adrenalina di una nuova avventura. Rimango ancorata al mio presentissimo passato che mi lega alle mie donne, a te, alla mia famiglia. Penso a quanti errori ho fatto, a quello che potevo fare meglio e a quello che avrei potuto fare di diverso. Avrei potuto tenermi un piano B, ma per pigrizia, per sbaglio, per scaramanzia non l'ho fatto. Occhi languidi che seguono lo schermo, che faticano a restare asciutti in questa serata primaverile che mi fa il solletico e tenta di farmi sorridere. Motivi per ridere ne ho da vendere, ma nessuno mi convince più di tanto. Per ora resto qui a guardarmi intorno quasi aspettando che qualcuno mi dica cosa fare, che mi dica che tutto andrà bene e ogni cosa si rimetterà al suo posto.
Un'altra partenza bussa alla porta. Mi toccherà aprirla e fare un bel sorriso agli ospiti che farò entrare nella mia vita. Voi intanto seguitemi da qui e tenetemi compagnia, l'occhio languido ne ha bisogno!
Gnigno leaving

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20:10
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domenica 4 gennaio 2009

♥ Little Arithmetics

Into temptation, over in doubt
Black night, neonlight into my house
talking talking talking about
Out of frustration, over in doubt

Hold me now, I'm hoping that you can explain
Little Arithmetics
Got me down, they're fooling me again and again
Little Arithmetics
Got me down

Sometimes I feel like going down south
Sometimes I'm feeling alright
Sometimes I feel like I'm over and out
Sometimes I'm losing my mind
Talking talking talking about
Sometimes the day is the night
Into temptation, over in doubt
Sometimes I don't wanna fight

Hold me now,
I'm hoping that you can explain
Little Arithmetics
Got me down, they're fooling me again and again
Little Arithmetics
Got me down

Gnigno dEUS

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15:37
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martedì 11 novembre 2008

♥ Further step

Ultima notte prima del rientro. Ultima notte in tanti sensi. Chiudere i cicli non è mai semplice e come ha detto bene una mia amica, non si è mai pronti. Per chiudere, per lasciare, per dire stop. Ci si deve mettere sempre impegno e fatica. E anche un po' di dolore. Perchè ti fai mille domande e dentro di te hai tutte le risposte, ma è dura dare retta a te stesso. E' più semplice far finta di niente, ma poi? Cosa ti rimane se menti persino a te stesso? Sto uscendo dal limbo dove mi ero volutamente posta per prendere fiato, per ascoltare con calma cosa avevo da dire e cosa gli altri avevano da dire a me. Adesso è giunto il momento di uscirne e ricominciare da capo. Tabula rasa. Tabula rasa dell'ansia, dell'indecisione e di quella patata che si era bloccata in mezzo allo stomaco, che rendeva tutto più pesante e difficile da digerire. Tempo e distanza aiutano. La distanza alla fine ha anche un altro lato, più magnanimo e positivo. Prendo le distanze e domani ripartiro'. Di nuovo a casa con mille cose da fare e altre speranze da inseguire. Un passo avanti, un passo oltre. E anche stavolta ce la faremo...
Notte.
Gnigno leaving

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00:25
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venerdì 17 ottobre 2008

♥ Gelato e divano

Sembra tutto così normale, ordinario, quasi banale. Ma siamo noi. Seduto su un divano a ridere di una battuta alla tv, a ridere di quello che siamo e siamo state. Rideremo anche di quello che saremo. Siamo noi a leccarci i baffi per la menta e cioccolato o il cookies. Siamo noi a guardarci negli occhi nel momento delle grandi confessioni, quelle scomode che lì per lì sembrano significare tutto. Quelle che tra qualche giorno non saranno che ricordi appannati come una finestra d'inverno. Siamo noi a ricordare le serie tv di quando eravamo piccole e il fantasy imperava. Siamo noi a convenire che guardare Fantaghirò senza Tarabas non sarebbe stato possibile! Siamo noi a godere di poche ore passate insieme, dopo settimane di lontananza fisica. Sempre più gente al mondo si sente sola, e sono grata di non essere tra loro. Perchè noi siamo amiche. Amiche, senza nient'altro da aggiungere.
Gni'

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14:43
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mercoledì 13 agosto 2008

♥ Spaiata

Oggi guardando sulla mia agenda l'ho rifatto di nuovo. Mi sono messa comoda e bagnando ogni tanto il mio dito di saliva ho iniziato a sfogliare le pagine. Ho iniziato l'ennesimo conto alla rovescia che ha come topic sempre lo stesso oggetto e non è più originale: "quando ti rivedrò". Si accettano scommesse. No, so che non siamo ancora a questo livello di imprevedibilità, ma il mio equilibrio spesso e volentieri scompare per un po' e mi fa piombare nel panico. La distanza s'è accorciata ma c'è. E soprattutto la sera si sente. Fa capolino da sotto il cuscino e si corica al mio finaco facendo finta di essere un'amica, una delle persone più normali e affidabili che conosci. Tu sai che non è così, ma vuoi crederle nuovamente ogni notte, perchè vuoi solo dormire.
Quando ho finito di contare alla rovescia, mi sono accorta che non manc moltissimo. Manca sicuramente meno dell'ultima volta. E ho sorriso. Un sorriso strano un po' amaro, un po' zuccheroso: "Manca poco" mi sono ripetuta. "Manca tanto" ho ripetuto subito dopo. E' che spesso mi sento come un guanto abbandonato, messo male in tasca e altrettanto male fuori uscito. Sul marciapiede, in un freddo pomeriggio di gennaio. La notte e il freddo più aspro stanno per arrivare e il guantino calpestato e scalciato dai più, se ne rimane lì solo soletto. A volte vorrei ricongiungermi con l'altro guanto, per fare due chiacchiere, per stringere un po' di mani e per parlarci da una tasca all'altra del cappotto. Credo che dovrò aspettare l'inverno per poterlo fare, nella speranaza che qualcuno non mi getti via prima o mi raccolga.
Gnigno Spaiato

PS Foto scattata da ebefeldt, trovate la sua pagina flickr cliccando sul suo nome o direttamente sull'immagine. Titolo della foto Afraid of the dark.

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12:48
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sabato 19 luglio 2008

♥ Attese

Ci sono tanti tipi di attese. In un mio precedente post avevo illustrato l'attesa dal dentista, quel piccolo ma significativo microcosmo che è la sala d'attesa, anticamera dell'ispezione orale. Ma non c'è solo quell'attesa. C'è l'attesa assonnata alla fermata dell'autobus al mattino, c'è l'attesa del taxi sotto la neve che spesso con simpatia non si ferma. Poi ti tocca aspettare gli amici ritardatari o aspettare in coda sotto il sole cocente perchè di chi ti ha dato la patente sono piene le strade. Aspetti, anche, di diventare grande, soprattutto quando sei adolescente, quando vivi quella fase di transizione: capisci un po' come va il mondo e ne vorresti sempre più, ma non te lo concedono perchè non sei ancora maggiorenne. Serve aspettare e non bruciarsi le tappe subito. Lo dice una che ha sempre fretta, che è prennemente sui blocchi di partenza pronta a sfrecciare via. Lo dice una che è nata in 8 mesi tanta era la voglia di uscire e vedere al di fuori del pancione. Attendere rafforza lo spirito, allena l'animo a godersi con calma le cose e a fare mill progetti sul futuro. Lo so a volte rompe un po' i cosiddetti, ma fa parte del gioco. Io ho aspettato per più di tre mesi di ritrovare una delle cose più preziose della vita. Ho sofferto, ho battuto pugni sul tavolo e ho versato lacrimucce. Ma ho resistito, ho avuto pazienza e tra poco sarò ripagata. Ora non mi resta altro che aspettare stasera...Alla fine il punto è sempre attendere il proprio turno, tanto si sa, prima o poi arriva.
Gni'

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14:10
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venerdì 13 giugno 2008

♥ Lost in Transition

Torno a scrivere con la faccia pensierosa e qualche dubbio nella tasca. Faccio fatica e non so perchè. Faccio fatica a scrivere su questo mio blog che ha riempito le mie ore creative e mi permetteva di dare sfogo ai miei momenti più tristi. Ora non riesco nemmeno più a usarlo per questo. Mi sento un po' ablogpatica. Il mio folle amore per la scrittura sembra in stand by, funziona solo dentro la mia testa dove le mie mani continuano a scrivere vorticosamente, ma senza però concretizzarsi su fogli di carta, fazzoletti, sottobicchieri, moleskine o una pagina bianca di pensierionsale. Chissà cosa mi ha preso. Forse i cambiamenti sono stati un po' più complicati del previsto. Forse sarà il poco tempo. O forse queste sono tutte belle storie che mi racconto per mascherare a me stessa la mia apatia. Eppure lo visito quasi tutti i giorni questo blog. Lo apro, lo percorro su e giù e mi ripeto con tono convinto: "Oggi scrivi un bel post!" E poi? Cosa succede? Tutta la mia convinzione si fa bolla di sapone e scoppia qua e là nella pausa su di un sito, nella lettura di altri blog, nello sfogliare un giornale online.
Non so. Per ora lascio queste poche righe appese qui. Che siano l'inizio del mio ritorno? Lo spero, perchè caro blog, mi manchi.
Anna

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23:51
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giovedì 10 aprile 2008

♥ C'avevo il blocco

Sono tornata. Sì, fisicamente e anche mentalmente sul pianeta Mantova, Bologna, Italia. Ho fatto fatica e non sono tuttora al 100%. Perchè tornare è anche un po' morire. Ok, forse questa affermazione è azzardata ed esagerata, ma è così. Torni e allo stesso parti diretto verso un posto che è casa tua, che conosci e dove sai che sul terzo scaffale impolverato in camera tua puoi trovare Borges. Dove sai esattamente che profumo avranno le tue magliette pulite. Tutte queste cose le sai e le conosci a memoria, ma tu chi sei? Chi sei diventata laggiù, dall'altre parte dell'oceano? Cosa ti è successo? Sei cambiata. Hai assaporato vite nuove dentro il tuo stesso corpo, sei stata Anna, Hanna, Ann, Ana. Sei stata tante persone in una, tutte diverse. Tutte che ora sopravvivono nella tua mente. Una mente gigante e non perchè sei un fisico nucleare, ma perchè ora i tuoi orizzonti non hanno confini. Ti senti grande, vorresti andare ovunque. Sai che la tua cittadina provinciale o la tua amata Bologna non ti bastano più. Hai fatto il grande salto di qualità, o meglio, di quantità e ora...Prenditi se ci riesci. Hai capito che i tuoi bambini probabilmente parleranno tante lingue. Sei stata soddisfatta anche se non mangiavi pasta ogni giorno. Ti sei innamorata dell'oriente di cui ignoravi pressochè l'esistenza. Hai modellato la tua vita a mille nuove situazioni e ora? Che si fa? Si deve ridimensionare tutto. Sì, perchè infilare un tir nel posto macchina di una cinquecento è impossibile, anche smussando gli angoli. Bisogna proprio cambiare parcheggio. Bisogna trovare soluzioni alternative, perchè per forza di cose 'sto tir per un po' si dovrà fermare.
Sono tornata dopo settimane in cui non riuscivo più a scrivere sul blog, a rispondere alle email, ad ascoltare la musica. Vuota, incasinata e con l'occhio gonfio. Ma ora ho iniziato la retromarcia e sto cercando di parcheggiare. Non mi sta venendo poi così male, però una cosa è certa: io son donna al volante...
Gni'

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16:37
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martedì 11 marzo 2008

♥ Finding treasures

Sometimes you just ask yourself how you could be so lucky, how you could find preciuos treasures along your way. You didn't ask for them, but in a sudden you hold them in your hands and you just can't believe it. You look at them with sparkling amazed eyes, you keep on wondering if you deserve them. That's how I'm feeling right now. It feels like the best time in my life ever. I finally found what I was looking for. Actually I wasn't aware I was looking for that gorgeous thing, but once I found it...I recognized myself in it and I felt alive like never before. It dreadfully feels like home, feels like something that perfectly matches with me, feels like it's always been there but it was hiding just around the corner of my heart. Everyday I look up and I thank the sky for giving me such a great treasure. I don't wanna waste it, loose it or ruined it. I wanna keep it safe in my hands and protect it from the hidden dangers of the world.
That's how I'm feeling right now. Just happy.
gNYgno

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12:13
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martedì 15 gennaio 2008

♥ Cold hands warm heart

Tanti piccoli esseri umani corrono come schegge impazzite nei sotterranei della metropolitana. Caffe' bollenti tra le mani, auricolari nelle orecchie, libri, giornali e persino laptop per passare il tempo nella subway. Sono queste le cose che vedo non appena mi immergo nella mia prima giornata di lavoro. La prima giornata lavorativa di questa mia vita newyorkese. Non mi sembra vero di camminare per le avenues non da semplice turista, ma come piccola parte della citta'. I palazzi sono cosi' enormi che ogni minuto mi domando: ma come avranno fatto a costruirli?
E come avranno fatto a costruire il palazzo di vetro? Mentre ci entro dentro ho i brividi dall'emozione e come me credo anche gli amici che mi sono fatta da poco. Anche loro un po' spaesati, lontani migliaia di chilometri da casa, in cerca di una nuova casa, ma entusiasti di iniziare quest'avventura nell'organizzazione mondiale forse piu' importante che ci sia. Tutto all'interno e' luminoso, spazioso, enorme, caldo. Tutti sono molto gentili e ti danno indicazioni accompagnadole con un sorriso. Sembriamo tutti dei ragazzini il primo giorno di scuola e mi sembra di essere ancora una matricola. Sono dannatamente felice di essere qui. La giornata corre veloce tra presentazioni, caffe', consigli e risate dall'accento strano. Risate da ogni parte del mondo. Qui c'e' davvero tutto il globo ed e' forse la cosa che piu' mi lascia a bocca aperta. Tante razze, tanti occhi di forme diverse e tutti messi sullo stesso piano, tutti uguali, tutti che possono fare qualcosa per migliorarsi e migliorare il posto in cui viviamo. Sarebbe bello se si potesse creare un ambiente cosi' ovunque.
La giornata e' quasi finita, una birra la pub per conoscerci meglio e poi, a casa perche' sono distrutta. Sbaglio spesso strada perche' non so orientare la cartina e cammino come un cammello tutti i giorni. Saro' geniale, ah?
Che dire?! If you can make it there, you can make it anywhere...
Vostro
gNYgno

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22:36
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domenica 18 novembre 2007

♥ Il futuro nel caffè


Finisce anche questo caffè. Lascio che i fondi predicano un futuro di cui non voglio sapere niente. Perchè mi fa paura. Perchè voglio vedere che faccia farò quando la vita mi busserà alla porta frenetica e mi tirerà fuori casa a forza. Quando molti desideri si infrangeranno e molti altri si esaudiranno. Mi stringo nelle spalle e tengo il tempo con le unghie sul tavolo. Seguo una canzone che non conosco, ma che mi ricorda qualcosa. Forse di quella frase letta sul muro stamattina "I really do have love to give; I just don't know where to put it". Ecco forse è questo che mi fa pensare nervosamente. Forse non so semplicemente dove incanalare, incasellare, posizionare, mettere, conficcare tutte quelle cose che mi rimangono lì. Tra lo stomaco e il cuore. Tutte quelle cose che vorrei trovassero un posto più adatto e perfetto che non sia io. Forse aveva ragione, forse aveva proprio ragione a definirmi evanescente. Continuamente in bilico tra esserci e sparire, sfuggente e presente, tua ma irrimediabilmente anche solo mia. Sembra sempre che la mia decisione in ogni caso, sia quella sbagliata. E ora non so davvero che farmene di tutte quelle cose lì. La sigaretta mi sembra non durare nemmeno il tempo di un respiro. So che non verrai a questo appuntamento, come hai sempre fatto. Mille tuoi passi indietro per un mio piccolo e faticosissimo passo avanti. Spengo la sigaretta con decisione. Indosso la sciarpa e mi butto in strada. Mi lascio alle spalle i fondi del caffè. Forse parlavano di te o forse no. Continuo a non volerlo sapere, perchè mi fa paura.

Foto trovata su gowen.myblog.it

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22:19
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giovedì 15 novembre 2007

♥ In Shelter


Il cielo non promette niente di buono. Da una parte mi sorride amichevole, dall'altra mi guarda minaccioso. Fa freddo e ogni centimetro della mia pelle ha i brividi. Cammino per la strada osservando le persone, i loro gesti e i loro sguardi. Mi chiedo se alcuni di loro non stiano cercando riparo come me. Un riparo dove poter tirare un bel respiro senza doversi guardare le spalle aspettandosi sempre il peggio. Un riparo dalle paure, dai ma e dai se, da tutte quelle cose che mi fanno sentire imperfetta e che non mi fanno capire. Io per ora trovo riparo sotto ad un portico graffittato e corro via veloce dalla pioggia. Ascolto l'ultima canzone della playlist, in attesa di correre via da tutto, di prendere quell'aereo, verso quella parte di cielo che ancora mi sorride.

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18:38
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sabato 27 ottobre 2007

♥ Piccolezze

Stamattina sono andata in treno e dopo aver visionato i reperti di fauna umanoide che mi circondavano, ho pensato bene di chiudere gli occhi e dormire accompagnata da una musica dolce con la chitarrina soft. Mentre la musica mi infondeva buoni propositi per questa giornata uggiosa, la mente ha iniziato il suo solito giro trotterellante nei meandri delle mie idee e opinioni vagabonde. Ripenso alla foglia che mi è caduta in testa sul viale alberato aprendomi l'animo alla poesia più spicciola, distrutta senza pietà dalla merda che ho pestato immediatamente dopo. Il collegamento dalla merda alla faccia del piccolo e storto è stato pressochè immediato. Piccolo essere umano dalle false sembianze gentili, perchè sei ancora lì un po' in bilico? Perchè tu e i tuoi organi non vi decidete per una volta nella vita? Perchè non la smettete di cercare di dimostrare, che in fondo sono cose che capitano, tutto qui? Questo mio odio mattutino viene interrotto dal compagno di viaggio che mi urta, facendo stonare le chitarrine e fermando la bava che stava per scendere accidentalmente dal bordo della mia bocca. Sorrido mestamente e richiudo gli occhi, anche perchè il mio amico passeggero è un essere un tantino sgradevole. Ripercorro la serata di ieri e penso che anche io volevo le orecchie rosa da coniglietto al party del sexy shop, ma forse è meglio di no. Ultimamente mi scambiano per una persona aggressiva da manette e frustini, quindi meglio non alimentare certe fantasie distorte. Ripenso alla camminata distruttiva da Stalingrado (la via non la città in Russia..il mio masochismo è comunque limitato) a casa mia con la mia compagna fissa, prova che i matrimoni possono funzionare anche quando arrivi a non avere niente da dirti e a pranzo l'unico sano argomento di conversazione è Giorgio Mastrota e il suo declino in tv, tra prodotti per la casa e materassi eminflex.
Apro gli occhi e inizio a riconoscere quei paesaggi strani che vedo da una vita e che mi viene istintivo chiamare casa anche se io con la campagna non c'entro nulla. Decido di star sveglia e di non dare i soldi al sordomuto che mi pareva aver visto parlare alla stazione di Bologna. Penso che qualcuno dovrebbe diventare muto veramente e altri invece dovrebbero aprire quella dannata boccaccia un po' più spesso, giusto per capire cosa gli suggeriscono gli impulsi nervosi cerebrali. Penso che ho voglia di mangiare cioccolata, ricotta e mortadella. Magari non tutte insieme, perchè vomitare mi dà un po' di noia. Penso che sono quasi arrivata e questa 24 ore in famiglia mi farà bene. Il pezzo indie sta per finire e accipicchia, stasera vado a un concerto indie...ma poi esattamente l'indie, che musica è?!
GniGno

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17:40
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domenica 9 settembre 2007

♥ Lettera

Caro J.,
chissà dove sei a regalare la tua luce. Io sono dispersa nel mondo in un posto di cui non so nemmeno pronunciare il nome. Lascio che l'aria fredda e l'emozione di scriverti mi congelino le dita. Lascio scorrere questo inchiostro finto per tentare di raggiungerti. Come Yair cercava di raggiungere la sua Myriam. Chissà che un giorno tu non diventi per me quello che Myriam fu per lui. O forse lo sei già stato, ed è proprio per questo che non posso smettere di cercarti. Mi domando quante mani avrai stretto, quante pelli avrai accarezzato dall'ultima volta che hai accarezzato la mia. Cerco di immaginarmi cosa potrebbe significare la mia vita senza te, e non immagino niente. Come un campo deserto dove anche il grano si rifiuta di crescere o come un rubinetto che non vuole dare acqua, che non vuole darmi acqua da bere. Rimango senza fiato ripercorrendo a mente i tuoi lineamenti così duri, angolati, ben definiti. Penso a quanto saremo cambiati al nostro ritorno, chissà se riusciremo a ritrovare quell'energia che ci dava da vivere. Che manteneva le nostre anime, che le riscaldava e ci faceva correre incontro ogni volta che ci scoprivamo in lontananza tra la gente. Come se fossimo due isole unite da un ponte, tutto il resto mare disperso e profondo. Il nostro ponte sembrava incrollabile. Non pensavo che il mare sarebbe stato più forte. Sai, ho visto tanta gente, ho stretto mani, dispensato sorrisi. Ho conversato con poeti, tassisti, futuri Romeo, letterati, giocolieri, con gigolo e banchieri, con gente di mondo e con gente che niente sa del mondo, ma che finge di conoscerlo bene. Ho incrociato sguardi fugaci e intensi. Ma nessuno mi ha mai mostrato il mio lato oscuro. Quello splendente e lucente quasi tutti ce l'hanno fatta a metterlo in vetrina. Ma la parte in ombra, quella fetta di luna che rimane nascosta mentre andiamo a dormire, è rimasta addormentata. Tu l'avevi trovata, rapita e custodita sin dal primo attimo. Sin dal momento in cui mi guardasti in quella libreria. Io annusavo le pagine di un libro che mai avrei comprato. E tu eri lì, nella tua immensa lucentezza e mi ammiravi. Pagherei per rivedere l'ammirazione nei tuoi occhi, quella che mi hai sempre riservato dispersi nell'oceano delle nostre lenzuola, quella che mi davi sul terrazzo quando fotografavamo l'alba. Mi chiedo se sia possibile vivere accanto a qualcuno senza stufarsi mai, senza aver mai voglia di cambiare isola. Per ora so solo che la tua isola deserta è l'unico posto in cui sarei disposta a trasferirmi. E' l'unico posto in cui vorrei perdermi per anni alla ricerca della strada di casa, alla ricerca di me. So che troverei entrambi. Chissà quante immagini hai impresso nella memoria, quante scatti perfettamente a fuoco avrai salvato. Chissà se li vorrai condividere con me. Io lascio uno spazio vuoto nel mio album mentale, per quando vorremo riempirlo con una foto dei nostri piedi, delle nostre mani, dei nostri capelli. Con una foto che assomigli a un "noi" o a un "tu ed io". L'aria continua a gelarmi il sangue.
Credo sia ora di smettere di scrivere.
Ti auguro buona notte. Saluto la luna e il suo lato brillante. Se tu fossi qui, mi limiterei a guardarti senza dire una parola. Tanto tu capiresti e saluteresti il lato oscuro della luna.
A.

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♥ Voltare pagina di un vecchio libro impolverato.
23:46
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lunedì 13 agosto 2007

♥ Chiedi alle stelle

Stasera qualcuno ha tirato in ballo le stelle parlando di sogni e desideri immutati da anni nella speranza che s'avverino. Anche io ne ho qualcuno che per fortuna devo ancora realizzare, se no che cosa ci starei a fare qua? Non so. Rimanevo un po' incerta ascoltando. Perchè a volte non puoi stare ad aspettare che le stelle o qualcun altro facciano avverare i tuoi sogni o i tuoi desideri. Te li devi andare a prendere. Anche l'attesa fa parte del grande ballo, ma ad un certo punto, bisogna alzarsi e fare quattro salti in pista, sudando, facendosi venire la pezzata sulla maglietta colorata e sentendosi buffi perchè si balla in modo bizzarro. Ma bisogna buttarsi tra sudori e contatti indesiderati, senza fiato e con le scarpe scomode, perchè i quattro salti ce li dobbiamo fare tutti. Sarà che mi piace ballare e che tengo il ritmo come Tony Manero, ma sono in pista adesso e mi sto andando a prendere un po' di cose tra le luci argentate scansando un tizio con la fiatella di birra che vuole ballare con me. Mi faccio spazio, ancheggio come Shakira e ottengo ciò che voglio sperando che mi renda felice, e se non lo farà, almeno avrò ancheggiato come Shakira e avrò conquistato un tipo con la fiatella. La domanda ora passa a voi: state ballando o aspettate che cadano le stelle? Grazie a questi personaggi che mi hanno rallegrato tra una puntata di "Sex & The City" e una de "I ragazzi della 3a C" (Bruno Sacchi amami!), che mi hanno portata nei soliti posti dove sbuffiamo, ma alla fine ci divertiamo. Grazie a loro - e a quelle che in foto non ci sono - che mi fanno ballare tanto e mi proteggono dalle fiatelle indesiderate. VVUCDB4E3MSC!
Buona notte
Gnigno
PS Perchè nessuno m'avvisa quando devo fare la faccia da cazzona?! Ah, ma non era necessario, m'è venuta lo stesso! ;-)

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01:55
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♥ MYSELF

    Leggi tra le righe.

♥ Thank you

♥ oldies

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