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venerdì 3 luglio 2009

♥ Anche i miti ci lasciano

E' un pomeriggio tristemente annoiante. Dopo diversi giorni (uau!) di tanto sole e sudolento caldo, torna la pioggia. Ma non la pioggerellina fine che ti urta e che ti lascia respirare. No, cosi' sarebbe tutto estremamente facile. No, secchiate su secchiate tipo quelle delle vecchie che vivono disgraziatamente sopra i pub e fatta una certa si rompono i coglioni e scatenano la loro rabbia e i loro moci vileda sui passanti. Il weekend parte già con un sorriso che sa di scoreggia. So che non è bello da scrivere, ma la sensazione è quella. Non ci sono più le mezze stagioni. E non ci sono più i miti di una volta. Mi hanno detto che Maicol Gechson era morto quando ero mezza ubriaca in riva al fiume a brindare con gli amici e le pantegane. Ho pensato ad uno scherzo, perchè la plastica restiste per centinaia di anni e si' e no la puoi reciclare, percio' Maicol non poteva essere morto e neppure reciclato. Si lo so che non si scherza sui morti, ma è il mio modo di sopravvivere alla perdita, di metabolizzare il lutto. Il mondo è un po' più solo adesso. Anche se forse 6 miliardi di persone sono sufficienti per non morire di solitudine. Fuori continua a piovere, la signora Maria dovrebbe smetterla con le secchiate. Esco dal lavoro senza umbrella, pensando che in fondo l'acqua al massimo puo' fare un po' di ruggine. E anche se arrugginita dalla pioggia e da Strasburgo spero di avere una serata elettrizzante...this is thriller, thriller night!
Gnigno Heal the world make it a better place

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17:28
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mercoledì 1 luglio 2009

♥ La donna che legge la mano

C'è sempre una vecchietta all'angolo della mia via che ogni giorno legge la mano ai passanti. Prepara il suo tavolino coperto con una vecchia tovaglietta che sa di flamenco e rose rosse, si siede sul suo sgabello e resta li' in attesa del futuro di quella gente distratta che passando finge di non vederla. Mi verrebbe da fermarmi e farmi leggere le linee contorte che ho sulla mano, per non farla sentire sola o totalmente inutile. Non voglio credere alle sue parole di vecchia saggia, ma la compassione mi stringe il cuore e vorrei farle un po' di compagnia. Anche oggi le passo accanto con un sorriso e un buongiorno: un sorriso e un buongiorno non si negano a nessuno. Per cortesia e per umana spontaneità. Oggi sono stata più tentata del solito a fermarmi, perchè vedo che le linee della mia vita diventano sempre più intricate. Perchè mi sento con l'acqua alla gola e sento di essere di fronte a tanti bivii e a tanti segnali stradali. Tutti luminosi e vivaci come se ognuno di loro volesse attirare di più la mia attenzione e portarmi dalla sua parte. Vorrei solo che la parola di qualcun'altro mi aiutasse. Ma anche oggi sorrido, saluto e ricevo un bel sorriso rugoso e soffice e tiro dritto per la mia strada. Perchè nonostante sia tutto un po' contorto voglio scoprire da sola cosa trovero' attraversata la strada. Anche a costo di sbagliare direzione.
Gnigno vigile

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14:37
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sabato 13 giugno 2009

♥ Lasciare ogni cosa al suo posto e partire

L'attesa del ritorno comincia a farsi sentire. Si contano le ore, i minuti e i pensieri volano in posti da me conosciuti meglio della mia stessa pelle. Muoio dalla voglia di ripercorrere quelle strade dove so esattamente cosa troverò girato l'angolo o attraversando una piazza. La sicurezza che ti dà l'abitudine è dannatamente confortante. Una partenza che è un ritorno temporaneo e fuggitivo che assomiglia tanto alla mia vita ultimamente. Una bussola impazzita che temporeggia e fugge cercando solo un punto verso cui dirigersi, che sia nord, sud, est od ovest poco importa. Ritorno a ciò che era mio e chissà se lo è ancora. Mi illudo di trovare ancora il mio posto pulito e in ordine, preservato dalla pioggia e dal caldo infernale. Guardo le valigie da sistemare, la camera incasinata e io in disordine. Aspetto il momento in cui spegnerò la luce e da qui sparirò. Lasciando ogni cosa al suo posto, illudendomi che niente è cambiato e niente cambierà. Parto. Anzi torno.

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14:38
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lunedì 11 maggio 2009

♥ Voci alla finestra

Nel mio palazzo c'è odore di cibo appena cucinato, ci sono urla di bambini che giocano rincorrendosi, ci sono i vicini che si parlano e si salutano da una finestra all'altra o dal balcone mentre stendono i panni che profumano di buono. Ci sono voci forti che si sentono dentro l'ascensore e lo rendono surreale. Tanti suoni entrano dalla mia finestra che è sempre aperta anche quando piove, come stasera. La vita mi batte sui timpani e cerco di farla entrare un po' anche dentro di me. Sono suoni indistinti di una lingua che mi è lontana, ma mi fanno sorridere. Mi fanno ripensare ai rioni di una volta, dove si conoscevano tutti e tutti si fermavano a parlare per chiedere come andava la vita. La mia vita va in direzioni incerte, se mi chiedessero come va direi bene, tutto bene. Perchè non voglio più lamentarmi, voglio essere felice ogni giorno. Anche quando piove, anche quando sento la nostra canzone e mi si stringe il cuore così forte che fatico a respirare, anche quando vedo le mie donne nelle foto sulla parete e vorrei tornare immediatamente, anche quando vedo i bambini per strada e penso al "mio" bimbo che cresce e a quanti suoi sorrisi perdo...Voglio continuare a sorridere insieme alle voci alla finestra, perchè tra tutte quelle c'è pure la mia, ed è ora di farla sentire meglio.
Gnigno finestra aperta

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22:56
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mercoledì 6 maggio 2009

♥ Le cose che odio

Procederò con elenco puntato breve, ma deciso sulle cose che odio in questi giorni, perchè ho la vena polemica infiammata e la superficie cutanea irritata:
- svegliarmi la mattina per andare a lavorare (soprattutto quando non mi pagano)
- i negozi che chiudono alle 18.30
- il merciiii con la i-lunga che mi buca il timpano e subito dopo il cervello
- la domenica chè non c'è in giro neanche il nostro cane sordo
- la pizza alta e gommosa
- il tram che smette alle 00.30 e mi tocca sempre camminare
- il parquet che cigola e se ti alzi di notte a fare la pipì svegli tutto il palazzo, manco scoreggiassi al grand Torneo Provinciale di Scoregge di Voghera
- una delle cuoche del self service che mi parla in francese stretto apposta e io non capisco mai che fallo di salsina mi mette sul cibo
- i giorni di pioggia
- la vinagrette che mi piace anche, ma dopo un po' provoca forti conati di vomito
- l'espresso lungo quanto una tisana tibetana anche quando timidamente lo chiedi ristretto
- e dulcis in fundo l'odio, perchè io odio l'odio!
Gnigno Elenco Puntato

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19:16
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martedì 5 maggio 2009

♥ La comunicazione è tutto

Un francese a caso: Bonjour, ça va?
Gnigno: Bonjour, ça va bien!
Un francese a caso: thr uecfjfegsàrngm srmibgr jgjgfsdv?
Gnigno: Ehm ehm ehm, je ne se pas parler français
Un francese a caso: jdhewfbnerrgreg? ahhahah cmergheufghednv!
Gnigno: I don't speak French?
Un francese a caso: hfhewfernf!!!
Gnigno: Je suis italienne!
Un francese a caso: Oh, Italie! fcnrebf gnjqerbfvern!
Gnigno: Parle vu anglais?
Un francese a caso: no no no
Gnigno: evvabbè, 'rivederci! (gran sorriso di circostanza)
Un francese a caso: Ciaò!

La cosa divertente di questo post è cercare di scoprire cosa mai avrà detto "Un francese a caso".
Stay tuned lo scopriremo nei prossimi mesi, si spera!
Gnigno Misunderstood

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09:44
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lunedì 4 maggio 2009

♥ Tira vento

Cammino per strada e i capelli mi si arruffano. Mi sento come un barboncino un po' spaesato in queste grandi vie semi deserte che mi ricordano tutto e niente. Ogni volta fatico per trovare un particolare che mi faccia orientare, che mi faccia sentire a casa. Piano piano le strade diventano familiari ma mai abbastanza. E' come se non volessi appartenere a questa città. Se le avessi chiuso la porta in faccia senza entrare, senza voler dare nemmeno un'occhiatina. Come un vagabondo di passaggio che ammira la sua bellezza un po' triste un po' sola e sa che se ne dovrà andare presto, perciò non ci si affeziona. Tutto bello, tutto pulito, tutto sterile. Non riesco a ritrovare un pezzetto di me qui. E faccio fatica. Mi servirebbe un interruttore, per sbloccare questo fastidio e alimentare questa mia poca convinzione. Dubbi prima di partire che restano incastrati tra i miei passi per strada. Alzo la musica , ma il vento mi si infila nelle orecchie e mi sposta anche i pensieri. Osservo un tramonto mozzafiato, mi scaldo un po', ma ancora vorrei essere altrove. Brutta sensazione la non appartenenza. Bello questo cielo nuovoloso che si sposta rapido per non farsi prendere e decide il tuo umore disegnando nuvole o regalandoti un raggio di sole tra i capelli. Il vento continua a tirare e so che cambierà. Anche io mi regalerò un raggio di sole. Prima o poi.
Gnigno on the road

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22:00
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lunedì 5 gennaio 2009

♥ Je veux de apprendre français

Cerco già casa in Francia. Sì, lo sapete che io non so stare ferma e ho il 'sì detto fuoco al culo, perciò mi porto avanti. Cerco di padroneggiare le 5 parole francesi che so. Ne imparo delle altre grazie alla traduzione inglese che c'è sotto - God bless English. E insomma, tra stanze meublè e stanze non meublè, ripenso che un anno fa stavo per partire per NY. Ripenso all'altra ricerca della casa, alla truffa, alla sensazione che ho avuto non appena ho messo piede fuori dall'aeroporto di Newark e ho respirato l'aria newyorkese. Un po' in trance, un po' commossa, un po' dannatamente orgogliosa di esserci e anche un po' spaventata perchè fodamentalmente non avevo neanche un posto dove andare, nemmeno un ostello prenotato. Quante cose cambiano in un anno. E quante cose ho cambiato nella mia vita dopo NY. Il pensiero di tornarci mi accarezza continuamente, anche se so che non sarebbe più lo stesso. E' stata un'esperienza grandiosa perchè ero là con le persone giuste. Adesso sarebbe diverso, anche se, se mi offrissero un lavoro, vi saluterei subito guys! ;)
Continuo la ricerca di una maison française, con perplessità e cauta pazzia. Chissà che aria respirerò ad aprile quando metterò piede in Alsace. Nuovo capitolo, vecchi ricordi. E tanta voglia di farcela di nuovo.
Gnigno Voulez-vous parler avec moi ce soir?

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13:14
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domenica 30 novembre 2008

♥ Twice

I got it. I got it twice. Ce l'ho fatta due volte. Penso in inglese. Ho appena aperto un allegato di una mail insolita e no, non ho trovato una seconda volta un virus. E' un file .doc che di nuovo mi riscombussola i piani. O, semplicemente, li riporta in carreggiata solo con qualche variante. La direzione è sempre quella anche se la macchina è diversa, un po' meno scintillante, ma con un motore da urlo. I got it. Mi hanno accettata ancora. Un'altra esperienza via, sulla scia di New York, che non sarà paragonabile, ma che sarà divertente. Sarà emozionante come tutte le cose nuove che ti capitano e le nuove vite che ti ritrovi a vivere. Questa l'avevo scelta per curiosità, per professionalità (aperta e chiusa la risata), per amore e per la solita spinta che ho dentro a prendere e andare. L'avevo scelta, in relatà, per trovare una ragione, un motivo per fermarmi un po'. Pensavo di avere bisogno di un motivo per restare e tranquillizzarmi da qualche parte. Invece, me ne sono andata ancora prima di arrivare...e adesso? Adesso riparto. Punto. Sono felice, un'altra soddisfazione, solo virtuale per ora, ma pur sempre motivo d'orgoglio. Sono contenta, chiamo la mamma, chiamo le amiche, lo scrivo su facebook, lo scrivo sui muri, lo rendo manifesto al di fuori. Perchè ho le idee ancora un po' confuse: mi hanno presa davvero? E io, vado davvero? Sì, certo che vado, mica sono così totalmente irrecuperabile, però...Però ho un però bloccato qui, tra la paurina, l'ansia e l'agitazione. Un'altra patata ferma lì ancora difficilmente digeribile.
E' una fase, come quando devi partire per un viaggio e finchè non arrivi, non hai quasi voglia di fare le valigie, di salire sull'aereo, di sbatterti all'infinito e sei già smaronato in partenza. Ma poi, tocchi terra e in un attimo l'avventura comincia, e chi ci pensa più alle valigie.
Motivi per restare, motivi per partire ci si trova sempre un bivio. E a scegliere, come al solito, sei sempre e solo tu.
Gnigno Council of Europe

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01:46
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♥ MYSELF

    Leggi tra le righe.

♥ Thank you

♥ oldies

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