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lunedì 26 febbraio 2007

♥ Pizza & Love

Girovagando per la rete, così per caso - ma propio per caso - mi sono imbattuta in un nuovo sito. Il sito di un ristorante-pizzeria. Mi ricordava qualcosa di familiare: le sedie, i tavoli, le tovaglie, i dondoli. Mi pareva proprio di essere già stata in quel posto. Ho fatto due conti e veloce come un fagiano, ho scoperto di essere capitata nel sito del mio posto di lavoro: IL PANTAGRUEL!
Quant'è piccolo il mondo, eh? Andate a farci un giretto, cliccando sull'insegna qui sotto. Oltre a fare un giretto nel sito, venite a fare un giretto anche al ristorante, vedrò di portarvi la pizza cercando di non farvela cadere addosso! ;-)



P.S.= Per i più impediti, ho messo il link anche qui a fianco, nell'elenco generale...non si sa mai!
P.P.S.= Un applauso al creatore del sito: Mattias! Clap clap!

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12:31
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domenica 25 febbraio 2007

♥ Partenze







Mi ritrovo qui a segnare un'altra partenza sul calendario. Scrivo a mente un "arrivederci" sul giorno 27 marzo. Un'altra persona importante che si siede sulla valigia, la chiude a fatica e con un abbraccio mi saluta. Sono contenta, perchè nella malinconia delle partenze ci sta tanta soddisfazione. Per l'altro, perchè si sa che sta per intraprendere un viaggio con se stesso. Una sfida, un'avventura. E non si può che essere contenti. E' strano il momento prima di partire: perchè chi parte sa ciò che lascia e non sa ciò che troverà. E chi resta lo stesso. In qualche modo sa chi e/o che cosa sta lasciando, ma non sa cosa si troverà domani e come sarà domani. Con emozione voglio augurare alla mia Jin un buon viaggio e un'incredibile esperienza. As soon as possible, m'infilerò sul primo aereo e ti - vi - raggiungerò. Conserva il tuo sorriso, la tua vulcanica energia, la tua tonicità fisica e mentale e andrai ALLA GRANDE! Sono orgogliosa di te e ti voglio tanto bene, qui lo metto per iscritto davanti a tutti, nel caso avessi qualche dubbio. ;-)

Ti abbraccio forte...
Agnigno

Un giorno anche tu hai deciso, un abbraccio e poi sei partito...


P.S.= Grazie per la serata fantastica di ieri, w le foto!






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15:44
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sabato 24 febbraio 2007

♥ Giacomo di cristallo

Una volta, in una città lontana, venne al mondo un bambino trasparente. Attraverso le sue membra si poteva vedere come attraverso l'aria e l'acqua. Era di carne ed ossa e pareva di vetro, e se cadeva non andava in pezzi, ma al più si faceva sulla fronte un bernoccolo trasparente.
Si vedeva il suo cuore battere, si vedevano i suoi pensieri guizzare come pesci colorati nella loro vasca.
Una volta, per isbaglio, il bambino disse una bugia, e subito la gente potè vedere come una palla di fuoco dietro la sua fronte: ridisse la verità e la palla di fuoco si dossolse. Per tutto il resto della sua vita non disse più bugie.
Un'altra volta un amico gli confidò un segreto, e subito tutti videro come una palla nera che rotolava senza pace nel suo petto, e il segreto non fu più tale.
Il bambino crebbe, diventò un giovanotto, e poi un uomo, e ognuno poteva leggere nei suoi pensieri e indovinare le sue risposte quando gli facevano una domanda, prima che aprisse bocca.
Egli si chiamava Giacomo, ma la gente lo chiamava "Giacomo di cristallo", e gli voleva bene per la sua lealtà, e vicino a lui tutti diventavano gentili.
Purtroppo, in quel paese, salì al governo un feroce dittatore, e cominciò un periodo di prepotenze, di ingiustizie e di miseria per il popolo. Chi osava protestare spariva senza lasciar traccia. Chi si ribellava era fucilato. I poveri erano perseguitati, umiliati e offesi in cento modi.
La gente taceva e subiva, per timore delle conseguenze.
Ma Giacomo non poteva tacere. Anche se non apriva bocca, i suoi pensieri parlavano per lui: egli era trasparente e tutti leggevano dietro la sua fronte pensieri di sdegno e di condanna per le ingiustizie e le violenze del tiranno. Di nascosto, poi, la gente si ripeteva i pensieri di Giacomo e prendeva speranza.
Il tiranno fece arrestare Giacomo di cristallo e ordinò di gettarlo nella più buia prigione.
Ma allora successe una cosa straordinaria. I muri della cella in cui Giacomo era stato rinchiuso diventarono trasparenti, e dopo di loro anche i muri del carcere, e infine anche le mura esterne. La gente che passava accanto alla prigione vedeva Giacomo seduto sul suo sgabello, come se anche la prigione fosse di cristallo, e continuava a leggere i suoi pensieri. Di notte la prigione spandeva intorno una grande luce e il tiranno nel suo palazzo faceva tirare tutte le tende per non vederla, ma non riusciva ugulamente a dormire. Giacomo di cristallo, anche in catene, era più forte di lui, perchè la verità è più forte di qualsiasi cosa, più luminosa del giorno, più terribile di un uragano.

di Gianni Rodari


Sfogliavo due libri della mia infanzia di Gianni Rodari a cui sono molto affezionata. Due libri dei quali ricordo perfettamente le copertine, i loro colori e la loro consistenza. Sono libri che ho impressi nella memoria, non so bene il perchè, ma li ricordo sempre con affetto e genuina gelosia. Sono libri di favole e filastrocche. Sfogliandone uno per caso oggi, ho letto questa favola. La voglio dedicare a mio nipote Giacomo, perchè cresca forte e non smetta mai di mostrate al mondo la sua immensa luce.

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14:02
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venerdì 23 febbraio 2007

♥ Caduta


La parola che mi sento di appiccicare come un post it sul frigo a questi ultimi giorni è: caduta. Sì, sì. Proprio quella che fai quando inciampi nell'entrata di un supermercato e un barbone ti raccoglie. Oppure quando ti ubriachi, non vedi gli ostacoli lungo la via e...PUM! Cadi. Un'altra brutta caduta è quando pensi di avere qualcuno accanto, pensi di avere un sostegno e, invece, non ce l'hai. Quando te ne accorgi, però, è troppo tardi: sei già col muso per terra. No, tranquilli non sono caduta, anzi resto decisamente in piedi ultimamente. Sono atletica e agile come un fuscello, ma intorno a me molte cose crollano. Romano è crollato. Porca vacca. Io che col naso tappato l'avevo votato, io che speravo avrebbe vinto alla grande, io che speravo avrebbe fatto la cosa giusta, io che...Mannaggia, nemmeno sta volta ci è andata bene. Altre speranze distrutte e dissolte come i gas della IES nell'aria. Cosa facciamo adesso? Rimpastatina? Rimescolatina? Berlusconi di nuovo? No dai, cerchiamo di mantenere la calma. Respiriamo e speriamo. Ma c'è ancora qualcosa per cui sperare? Britney Spears è caduta. Ebbene sì, entra ed esce dalle comunità di recupero. Voglione levarle i figli. Si è rasata i capelli e si è fatta nuovi agghiaccianti tattoos. No, ragazzi, non si ride, sono cose serie. Anche le pop star hanno un cuore.
A Napoli, invece, cadono i pali della luce. Per fortuna sta volta nessuno ci è rimasto sotto. Tiriamo - almeno in questo caso - un piccolo sospiro di sollievo. Ammappa quante cose crollano, quasi non riesco a tenere il conto. Che sia ora di comprare qualche rete di sicurezza? Che sia ora di inventarci un modo per salvarci le chiappe? Be', direi proprio di sì.

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14:07
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venerdì 16 febbraio 2007

♥ Giacomo


L'attesa è una roba brutta. Sì, perchè ti fai mille idee. Non sai a cosa pensare: anzi hai troppe cose a cui pensare. Sei lì imbambolato e aspetti che qualcuno si faccia vivo al di là della porta. Speri di intravedere una faccia amica al di là del vetro, che ti dia la buona novella. "E' nato!". Quando la faccia amica viene a comunicarlo a me e agli altri parenti, rimango per qualche millesimo di secondo impietrita. Con il respiro strozzato e gli occhi che si gonfiano. Poi inizio a saltellare, batto un po' le mani, sorrido e guardo le facce estasiate che mi circondando. E' nato. Me lo ripeto più volte, perchè per 9 mesi la nascita è stata solo un pensiero, una cosa lontana. E' stato il pensiero che mi teneva compagnia prima di dormire, o in treno o mentre vedevo dei bambini sul passeggino. Ed ora sono qui in questa corsia d'ospedale con il cuore che batte. I brividi disegnano puntini sulla mia pelle. Dopo la comunicazione, eccolo. Ecco la meravigliosa creatura. Ecco questo esserino meraviglioso. Non trovo le parole per farvi arrivare la tempesta di sensazioni che avevo dentro. Un nipote. Una creaturina da curare, da proteggere, a cui fare da esempio. Oddio, quante cose. Quante cose avrei già voglia di dirgli e di insegnarli. Ma ora c'è l'altra attesa: quella del giorno dopo giorno, quella dei primi passi, dei primi denti, delle prime parole. Eh sì, l'attesa della vita, che cresce, che scorre e dà senso a tutto quello che facciamo e costruiamo. Adesso resto qui appoggiata alla parete giallastra dell'ospedale, ringraziando per questo dono. Mi rimetto in attesa. Alla fine vale davvero la pena di attendere e di fermarsi a guardare la vita al di là di un vetro, aspettando che un'altra persona amica ti dia una buona novella.
A.

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22:37
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giovedì 15 febbraio 2007

♥ Convivendo





Mi sono sempre chiesta quale sia il segreto di una buona convivenza. Secondo me esistono tante ricette per vivere bene insieme. Ognuno deve imparare a farsi chef: deve capire quali sono gli ingredienti più giusti, deve saperli mescolare, deve saper capire se si possono mescolare et voilà la ciambella esce col buco. E' bello convivere, è bello mischiare gli ingredienti. Non so se voi l'avete mai provato, ma vivere con altre persone - che non siano la tua famiglia - è un'esperienza unica, da fare. E' bello trovarsi la sera prima di dormire, sparare cazzate, fare festini, scattarsi foto idiote mentre si fa da mangiare, sbevacchiare, sfumacchiare. Sono piccoli ingredienti che ricorderai sempre e che ti legheranno in qualche modo agli altri chef. Lascio queste foto ridicole per ricordami che queste sere sono stata benissimo e me la sono goduta questa convivenza. Grazie ragazze per le ultime serate, il ritorno a casa non poteva essere migliore.
Dicono che col tempo arriverò
A far convivere io e te l’amore
Dicono che per stare insieme a te
Bisognerebbe darti e mai privarti…
Grazie BIAGIO!

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20:29
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lunedì 12 febbraio 2007

♥ Ida y vuelta

Il porto di Valencia visto dall'aereo sembra un gioco dei Lego. I cargo di mille colori sembrano incastrati da un bambino vivace. Le nuvole coprono questa città solare. La città della scienza sembra un plastico di un architetto perfezionista. Dentro Plaza de Toros c'è un circo, dall'alto sorrido quando vedo il telone bianco. Finalmente arrivo a Valencia. Ho fatto il valigino e ho preso il primo aereo lastminute-lowcost-economico e son partita in questo weekend di febbraio. Così senza pensarci troppo, partire e andare. Mi accoglie un acquazzone deciso, ma per me c'è il sole. C'è il sole perchè qui c'è qualcuno che mi aspetta...Avevo pensato di pubblicare un post al giorno e l'inizio sarebbe stato più o meno questo, come un vero diario di bordo. Dovendo "vivere" a Valencia e dovendo andare in giro per sfruttare questo viaggio lampo, non ce l'ho fatta. Lascio un resoconto dei 5 giorni ora, qui seduta al caldo della mia casettina con un temporale che mi tiene compagnia. E ovviamente insieme alle parole vi lascio qualche foto.
Com'è che si dice (?): breve, ma intenso. Ecco, credo che sia un modo di dire azzeccato per descrivere le giornate spagnole appena trascorse. Ma, in realtà, c'è una serie di parole che descrive altrettanto bene il tutto: vento, sole, casa, jajones, pepitilla, churry, risate, idiozia, scorejones, videochiamata, wireless, ponte, 27°, Opencor, Blue Jazz, spiaggia, camminata...e mille altre me ne vengo in mente.









Ma forse, al di là di queste parole, la cosa più importante che ho messo in valigia stamattina, è stata la sensazione di andarmene da casa. Mi spiego meglio: non mi sono mai sentita ospite. Non mi sono mai sentita una turista. Mi sentivo a casa. Oggi paradossalmente sono tornata a casa andandomene da casa. Sì, lo so che suona strano e suona che sono un po' suonata, ma è così. Punto. Sicuramente è merito delle mie compañeras, della loro ospitalità, delle loro risate (Giuly, la tua risata mi fa morire, è contagiosa e rende felici!) del loro modo di vivere la vita. E' merito anche di tutti gli esseri umani che ho avuto il piacere d'incontrare: Hiro, Juan, Fabio, Fra, Vero..ognuno di loro ha reso speciale questo mio viaggetto. E ha arricchito la mia animuccia di pensieri, sensazioni e brividi.












Al final, qué decir mas? Non resta che una breve ode alla città. Valencia è bella. Bella con la "B" maiuscola. E' artistica, piacevole, sicura, giovane. Le stradine del carmen sono spettacolari e disegnano un quartiere che sembra quello degli artisti delle grandi metropoli, avete presente tipo Montmartre di Parigi? Solo che a Parigi c'è hielo e sono decisamente più riservati. Per il carmen, la gente si rovescia lungo le strade, vivendo e godendo del clima mite (non solo quello metereologico).
Non trovo tante parole. Sono in quella fase, quella un po' frastornata di quando torni e devi ancora metabolizzare che 10 ore fa eri in un'altra realtà. Che 10 ore fa eri con la mauri. Che ora sei qui nella tua stanzetta e ti crogioli fra i ricordi. Ora sei qui che ascolti la pioggia ticchettare sul vetro, ma dentro hai il sole. Un sole gigante. Sospiri e sei felice. Tanto.

E poi cos'è successo?
Aspettami, oppure dimenticami.
Ci rivediamo
presto...
Ahi, ahiaia, ahi come sempre sei la descrizione di un attimo...

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20:43
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martedì 6 febbraio 2007

♥ Restyling

Eccolo il nuovo blog. Nuovo solo nella facciata, solo in superficie, perchè i contenuti restano gli stessi. In questa grigia giornata uggiosa, ho deciso di darmi una truccatina, un po' di colore nuovo. Ed ecco fatto. Al posto degli occhiali, spunta una lampadina. Voglio che diventi il nuovo simbolo del blog: gli occhiali servivano per guardare il mondo da tanti punti di vista diversi e con occhi sempre diversi, sempre migliori. La lampadina - che guardo comunque con gli occhiali, perchè non ci vedo un cazzo! :) - è sinonimo di un'idea, di una luce che s'accende nel cervello; è sinonimo di sapere, di curiosità, di calore. Bisogna sempre tenere le lampadine accese, ricordatevelo! E bisogna sempre avere un po' la testa per aria: ecco perchè dietro alla lampadina c'è il cielo. Azzurro con qualche nuvoletta. Guardiamo il cielo aspettando risposte, guardiamo il cielo per rilassarci o per vedere se pioverà. Il cielo è una delle poche certezze che abbiamo al mondo, almeno lui è sempre lì.
Attacco la corrente, spingo l'interruttore e puf, la lampadina s'accende e dalle nuvole sgorga pioggia sonante...
Agna

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16:59
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lunedì 5 febbraio 2007

♥ Famiglia










Spesso mi viene da chiedermi qual è il segreto di una famiglia. Non lo so. Tuttora me lo chiedo, perchè non credo ce ne sia solo uno. Ci sono tanti piccoli segreti, tanti piccoli equilibri che creano quel qualcosa di miracoloso che sta sotto il nome "famiglia". Tutto parte da lì e tutto lì finisce. Non si sa perchè due persone s'incontrino e diano vita ad una casa, ad un divano, ad una libreria. Chissà quale energia mette tutto insieme e crea quel legame che niente mai riuscirà a spezzare. E il sangue conta fino a un certo punto. C'è molto di più dentro un abbraccio, dentro uno sguardo, dentro una cena tutti insieme a passarsi il pane e le patate. E' una cosa così grande che a volte mi spaventa...Come farei senza la mia famiglia? Meglio non pensarci. Mi limito a lasciare quest'ode in rete per le persone che amo e che mi hanno fatto capire quant'è bello essere amati e amare.
Agna la Rosa

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18:07
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domenica 4 febbraio 2007

♥ Minuti di silenzio


In tutte le società umane appaiono esseri malvagi che provocano danni gravissimi,
ed è necessario disporre di mezzi efficaci per impedire loro di fare del male.
Dalai Lama

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12:08
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♥ Libertà di stampa

Bene bene. Anche quest'anno la House of Freedom (sì, è casa della libertà, ma non come quella che abbiamo noi in Italia, questo è un istituto serio) ha analizzato e classificato il livello di libertà di stampa di 193 paesi al mondo. Interessante vedere l'Italia collocata all'80esimo posto subito dietro al Botswana e giusto prima della Repubblica Dominicana e l'India. Nel 2005 eravano al 74esimo posto. Diciamo che andiamo sempre meglio. Ma forse la cosa più significativa è che siamo classificati come paese "parzialmente libero", l'unico in giallo sulla mappa dell'Europa che conta. Parzialmente. Un po' sì e un po' no. Mi fa pensare questo risultato: non dico che dovevamo essere nella top twenty perchè sarebbe veramente sognare ad occhi aperti, ma quando un paese chiamato Tuvalu è, per esempio, al 56esimo posto...Be', mi viene seriamente da pensare. Male.
Se volete dare un'occhiata al sito ufficiale e alla classifica intera ecco il link: Nel sito c'è anche la mappa della libertà in generale. Almeno in quella siamo di colore verde. Siamo free. Speriamo.

P.S.= Per la cronaca, Tuvalu è un piccolo paese dell'arcipelago del Pacifico vicino alla Nuova Guinea. http://it.wikipedia.org/wiki/Tuvalu

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11:50
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♥ Distanze e consapevolezze

Lascia correre il tempo e poi, vedendo da lontano e senza passione gli avvenimenti e la gente, acquisterai il senso della prospettiva.
G.M. Escrivà

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11:33
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sabato 3 febbraio 2007

♥ Pareti

















I colori delle foto che condiscono la mia camera rapiscono il mio sguardo. Quante facce, paesaggi, istanti della vita immortalati su pezzi di carta fotografica. La parete raccoglie tutta la mia esistenza. I momenti essenziali e vitali ci sono tutti. Ricordi appesi a un chiodo e sogni appesi a un filo. Vecchie ricevute sbiadite e cancellate fanno compagnia a cartoline spedite dal resto del mondo. Diplomi e attestati che affermano che ho tagliato traguardi, che fissano il momento in cui diventi grande, diventi qualcuno: quel qualcuno scritto lì sopra in grassetto con bolli e onoreficenze. Riproduzioni di quadri colorano d'arte gli attimi prima di dormire, i pomeriggi passati china sui libri e le domeniche mattine passate a leggere un libro sotto il piumone. Una parete che parla di me. Le pareti servono per tante cose: per isolarti, per separarti da ciò che ti fa paura, ma le preferisco quando sono utili. Quando servono per darti forza, quando non sai dove sbattere la testa. Quando restano lì nella loro immobilità cronica e ti danno sicurezza, ti fanno sentire a casa. Che fredde le pareti vuote, spoglie di personalità. Vorrei avere una parete enorme per poterci appendere molti più sogni, molte più facce e molti più scontrini. E voi che pareti avete? Che pareti vorreste?




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18:12
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♥ MYSELF

    Leggi tra le righe.

♥ Thank you

♥ oldies

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