mercoledì 25 luglio 2007
♥ Stewie, do you wanna be my boyfriend?
Etichette: datemi da bere, minchiate
♥ Voltare pagina di un vecchio libro impolverato.
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lunedì 23 luglio 2007
♥ Un, due, tre: IDOLO!

Sognando di diventare la Regina del Celebrità,
vi abbraccio sulle note di una canzone a caso del grande Max, perchè una canzone così vorrei averla scritta io.
GRAZIE MAX!
Agna Nueva
* Citazione ripresa direttamente dalla nuova canzonissima del Max "Torno subito"...Max, vai tranquillo, anche se stai via per un po', non ci offendiamo!!!
Etichette: datemi da bere, gioie e dolori, minchiate, revival
♥ Voltare pagina di un vecchio libro impolverato.
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sabato 21 luglio 2007
♥ Cosa farai da grande?
Spesso mi trovo a dover fronteggiare questa delicata e annosa questione, ma non sono io a pormi il problema, sono gli altri. Solitamente alla domanda: "Che cosa stai studiando?", dopo aver detto con allegria e soddisfazione "Scienze della comunicazione" ottengo due possibili risposte. La prima è: "Ah sì vuoi fare la maestra!"...Con calma cerco di non irritarmi...NOOOO, FORMAZIONE e COMUNICAZIONE sono due parole diverse, con significati diversi e addirittura con corsi di laurea diversi. Non lasciatevi confondere dalla -AZIONE, io non farò mai la maestra, chiaro?! La seconda possibile risposta comprende una faccia perplessa, occhietti stretti e fa nascere nel mio interlocutore una domanda spontanea: "Comunicazione, uhm...e cioè?". Giunti a questo punto, mi armo di pazienza e sfodero - a seconda dei giorni, come i vestiti o il trucco - le risposte A, B, C, D che sono quelle che di solito mi vengono in mente.
A. "Mi piacerebbe lavorare nel campo della pubblicità". L'interlocutore felice sa cos'è la pubblicità, sorride e dice: "Pubblicità, figo!". E qua me la cavo da dio con solo pochi minuti di conversazione.
B. "Mi piacerebbe scrivere libri, magari romanzi" L'interlocutore rimane perplesso, non sa bene cosa dire, abbozza un sorrisetto inutile e mi dice: "Ah, libri. Be' è una strada difficile, no?" E io so benissimo cosa sta pensando il suo cervello malefico: "Ecco, un'altra futura disoccupata!" Grazie interlocutore per la fiducia che riponi nelle mie doti letterarie.
C. "Mi piacerebbe lavorare in un ufficio stampa". Qua anche se l'intelocutore non ha idea di che cosa sia un ufficio stampa, lo vedo sereno perchè conosce almeno il significato della parola "ufficio" e della parola "stampa" prese singolarmente. Mi sorride, mi fa l'in bocca al lupo e siamo tutti contenti. Me la cavo con 5 minuti anche 'sto giro e ringrazio il cielo.
D. "Mi piacerebbe fare la giornalista" Qua, mi gioco la carta del reporter d'assalto, di guerra, di cronaca, di quello che volete, ma lui cattivo come una biscia non coglie la passione brillare nei miei occhi e mi dice: "E' una strada complicata, hai sicuramente bisogno di aiutini e raccomandazioni". Io abbozzo un sorriso, mi invento un impegno, lo saluto e vado al bar a bermi una pinta.
Lo so, lo so che se le mie risposte A, B, C, D fossero state medico, ingegnere, avvocato, barista, ciclista o shampista la conversazione sarebbe stata più facile, ma a me le cose troppo semplici non piacciono e quei mestieri lì non interessano. Seguo quello che mi piace senza star troppo a guardare al dopo, forse sbaglio, forse no. Ma a fasi alterne, c'è qualcuno che mi vede occupata con la disoccupazione e qualche leggero dubbio mi sorge. Che facoltà del lello ho scelto? E se avesse ragione? No, dai non sa nemmeno cos'è un ufficio stampa, non può avere ragione. Mi tranquillizzo e penso che da grande farò sicuramente qualcosa che mi piacerà, ci metto tutta me stessa e ci spero davvero. So che mi dovrò inventare un lavoro, ma lo spirito d'adattamento non manca, perciò perchè preoccuparsi? Lo so anche io che con i libri non ci campi - a meno che tu non abbia inventato Harry Potter - lo so bene che il mondo del giornalismo è difficile. Lo so, lo so, ma se mi fossi spaventata, non mi sarei nemmeno iscritta all'università o non avrei scelto la mia facoltà. Insomma, il futuro è davvero così nero? Naaaaa.
Per ora ho deciso che continuerò a divertirmi a studiare le metamorfosi facciali dei miei interlocutori al suono di "Scienze della comunicazione", pensando che nel caso al calzificio un posticino per me ce l'avranno...Ma poi un'altra domanda mi sorge spontanea: quand'è esattamente che si diventa grandi?
Gnigno
A. "Mi piacerebbe lavorare nel campo della pubblicità". L'interlocutore felice sa cos'è la pubblicità, sorride e dice: "Pubblicità, figo!". E qua me la cavo da dio con solo pochi minuti di conversazione.
B. "Mi piacerebbe scrivere libri, magari romanzi" L'interlocutore rimane perplesso, non sa bene cosa dire, abbozza un sorrisetto inutile e mi dice: "Ah, libri. Be' è una strada difficile, no?" E io so benissimo cosa sta pensando il suo cervello malefico: "Ecco, un'altra futura disoccupata!" Grazie interlocutore per la fiducia che riponi nelle mie doti letterarie.
C. "Mi piacerebbe lavorare in un ufficio stampa". Qua anche se l'intelocutore non ha idea di che cosa sia un ufficio stampa, lo vedo sereno perchè conosce almeno il significato della parola "ufficio" e della parola "stampa" prese singolarmente. Mi sorride, mi fa l'in bocca al lupo e siamo tutti contenti. Me la cavo con 5 minuti anche 'sto giro e ringrazio il cielo.
D. "Mi piacerebbe fare la giornalista" Qua, mi gioco la carta del reporter d'assalto, di guerra, di cronaca, di quello che volete, ma lui cattivo come una biscia non coglie la passione brillare nei miei occhi e mi dice: "E' una strada complicata, hai sicuramente bisogno di aiutini e raccomandazioni". Io abbozzo un sorriso, mi invento un impegno, lo saluto e vado al bar a bermi una pinta.
Lo so, lo so che se le mie risposte A, B, C, D fossero state medico, ingegnere, avvocato, barista, ciclista o shampista la conversazione sarebbe stata più facile, ma a me le cose troppo semplici non piacciono e quei mestieri lì non interessano. Seguo quello che mi piace senza star troppo a guardare al dopo, forse sbaglio, forse no. Ma a fasi alterne, c'è qualcuno che mi vede occupata con la disoccupazione e qualche leggero dubbio mi sorge. Che facoltà del lello ho scelto? E se avesse ragione? No, dai non sa nemmeno cos'è un ufficio stampa, non può avere ragione. Mi tranquillizzo e penso che da grande farò sicuramente qualcosa che mi piacerà, ci metto tutta me stessa e ci spero davvero. So che mi dovrò inventare un lavoro, ma lo spirito d'adattamento non manca, perciò perchè preoccuparsi? Lo so anche io che con i libri non ci campi - a meno che tu non abbia inventato Harry Potter - lo so bene che il mondo del giornalismo è difficile. Lo so, lo so, ma se mi fossi spaventata, non mi sarei nemmeno iscritta all'università o non avrei scelto la mia facoltà. Insomma, il futuro è davvero così nero? Naaaaa.
Per ora ho deciso che continuerò a divertirmi a studiare le metamorfosi facciali dei miei interlocutori al suono di "Scienze della comunicazione", pensando che nel caso al calzificio un posticino per me ce l'avranno...Ma poi un'altra domanda mi sorge spontanea: quand'è esattamente che si diventa grandi?
Gnigno
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martedì 17 luglio 2007
♥ Parallelismi
Etichette: felicità, funny, uomo e animale
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lunedì 16 luglio 2007
♥ A volte ritornano
Lo so, lo so cari amici, cari lettori passeggeri e cari estranei che vi chiedete: "Ma questa non ha altro da fare nella vita che scrivere su un blog?", lo so, dicevo, che stavate aspettando mie notizie, dopo aver letto una noiosissima lista delle mie voglie (Grazie a Dio non sono incinta, anche se solo la Santissima Trinità potrebbe esserne il Padre!), dopo aver visto questo nuovo sfondo giallo che picchia un po' in testa, vi sarete chiesti quale tempesta ormonale affligge il mio corpo...Be', ultimamente non ho grandi tempeste ormonali e la risposta alla domanda dei cari lettori estranei è NO, non ho un merlo da fare. Tra la noia di passeggiare per casa, di guardare la TV, di ammirare i video di YouTube, di scovare blog dementi, di bere succo d'ananas, di leggere libri e piazzarmi davanti al ventilatore sperando che mi faccia volare via...be' non ho proprio molto altro da fare. Tutto questo lungo sproloquio, cari 25 lettori, mi è servito per introdurre una cosa importante. Una cosa che so che tutti stavate aspettando con trepidazione: una mia foto! O forse sono io che aspettavo con smania da bambina davanti alla torta del compleanno di potermi scattare una foto nuova. In realtà, diciamocelo, sono io che avevo voglia di imparare ad usare - finalmente - le 8478147119347 funzioni della mia super macchina fotografica giapponese made in China. Ebbene dopo estenuanti sforzi, facce improbabili, locations inguardabili e ore spese inutilmente davanti all'obiettivo, ci siamo, ecco il nuovo Gnigno pronto per voi direttamente dalla sala operatoria...
Tutto qua?! Sì, ragazzi questa è una delle migliori, perdonatemi ma oggi gira così. E' semi di profilo, perchè lo zigomo alla Alba P. visto dal davanti non perdona e me lo voglio tenere solo per me. Chissà, magari un giorno riuscirò a farmi una foto decente...
Per ora vi saluto, dandovi appuntamento al prossimo post che non so assolutamente quando verrà pubblicato.
Vi amo
Gnigno Alba P.
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giovedì 12 luglio 2007
♥ Voglie
Ho voglia di ricominciare a scrivere. Ho voglia di parlare anche con la faccia. Ho voglia di prendere il sole. Ho voglia di guardare gli aerei in cielo e chiedermi dove stanno andando. Ho voglia di un abbraccio, di quelli che ti ancorano a terra e non ti fanno respirare. Ho voglia di fare le 6 del mattino. Ho persino voglia di studiare. Ho voglia di immergermi nel mare. Ho voglia di mantenere questo equilibrio per un bel po'. Ho voglia di farmi battere il cuore. Ho voglia di comprare caramelle colorate e appiccicose. Ho voglia di un aperitivo con le mie donne. Ho voglia di sentire un brivido lungo la schiena. Ho voglia di sognare a occhi aperti ed a occhi chiusi. Ho voglia di mantenere questa forza che ho dentro. Ho voglia di mangiare la pizza. Ho voglia di fare regali (ma non ho soldi). Ho voglia di andare al cinema. Ho voglia di amare. Ho voglia di leggere troppi libri. Ho voglia di mangiare il piatto dell'amicizia con le mie Jine. E oggi ho avuto voglia di cambiare abito al mio blog.
Gnigno Alba P.
Gnigno Alba P.
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lunedì 9 luglio 2007
♥ Domani è un altro day
Ultimamente navigo tanto. Siti vecchi e nuovi. Siti arrugginiti e siti scintillanti. Tra questi siti c'è sempre quello del Grillo parlante più amato e più odiato d'Italia. E proprio lì tra una notizia cattiva e un'altra cattiva, ne trovo una quasi buona: il V-Day. Con sorpresa, sconcerto e ammirazione, mi chiedo: Cazzo è il V-Day? V per cosa sta? Valigia? Vagina? Volere? Volare? Vanità? Verità? Dopo aver vagliato alcune ipotesi, scopro per cosa sta quella V: VAFFANCULO! Ma vaffanculo a chi? Diciamocelo, a volte un sano e diretto vaffanculo proprio ci sta e questo caso non fa eccezione. L'8 settembre ci sarà un vaffanculo collettivo in alcune città italiane per ribadire un po' di cose che non vanno e che meritano qualche insulto. Primi fra tutti a meritarsi un bel vaffanculo sono i parlamentari condannati in via definitiva o in primo-secondo grado in attesa di giudizio. E fin qui niente da dire. Al secondo posto della classifica ci sono sempre loro i parlamentari che vogliono proprio prenderseli tutti gli insulti. Sono quei parlamentari che stanno lì da circa 20-30 anni e fanno la muffa sulle seggioline del Parlamento. Anzi no, non lì, perchè di solito in Parlamento non ci vanno. Cmq sia sarebbe meglio che nessun cittadino italiano potesse essere eletto in Parlamento per più di due legislature, onde evitare di avere un geriatrico al governo. E anche qua, il vaffanculo ci sta. Infine - se mai ci sarà una fine - vaffanculo ai parlamentari - To' sempre loro! - eletti dei segretari di partito: devono essere votati dai cittadini con elezione diretta. Insomma, il vaffanculo ci sta. Non posso non essere d'accordo. Ci starebbe anche per tante altre cose, ma meglio non esagerare. Per ora pensiamoci un po' su. E mandiamoli affanculo!
Gnigno con elastici
Gnigno con elastici
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giovedì 5 luglio 2007
♥ Guardarsi allo specchio

Continuo ad ammirarmi e timidamente mi tocco. Non sento niente. Faccia paralizzata. Passerà. Avrei voglia di mangiare una pizza, alzo gli occhi al cielo in segno di sottomissione e rassegnazione, anzi oserei dire di mutismo e rassegnazione UUUUUAHAHAHAH! Torno al mio letto numero 4, guardo la vecchietta al mio fianco che la notte prima voleva entrare nel mio letto credendo fosse il suo, che grande nonnina sprint. Beata gioventù.
Tante facce amiche sono venute a trovarmi, vi ringrazio, sapete chi siete. Mi avete fatto vivere il tutto come una cosa leggera, mi avete fatto capire sempre di più che i legami veri nel momento del bisogno, si vedono, si sentono e ti sorreggono. Grazie per la lavagnetta, per i libri, le riviste (soprattutto Cioè), la settimana enigmistica, i succhi di frutta, le cannucce e le risate che mi facevano tirare "la struttura".
Vi ho amati tanto e continuo a farlo, sorseggiando il mio frappè al cioccolato.
Sono di nuovo a casa. Finalmente.
Gnigno a bocca chiusa
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