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giovedì 29 novembre 2007

♥ Bahia

Umidita' alle stelle, siamo in un internet point della citta' baixa di Bahia sul lungo mare. Che strano essere connessi col resto del mondo, quando per tutto il giorno si ha la sensazione di esserne fuori. Di essere su un altro pianeta con i suoi ritmi, i suoi difetti, le sue meraviglie e la sua disarmante poverta'. Sono passati solo pochi giorni, ma sembra una vita che camminiamo per le strade di Bahia facendo lo slalom tra venditori di collanine e mendicanti, sperando che ci diventi la pelle nera per non essere notate. A volte mi sembra di avere un faro puntato addosso, perche' qualsiasi persona ci guarda, si volta e non ci molla finche' non giriamo l'angolo. Sara' che non mi sono ancora abbronzata perche' il tempo e' cosi' cosi', sara' che Bahia e' l'anima nera del Brasile...Sara', non lo so, ma quegli occhi scuri, profondi, ti guardano, ti spogliano e sembra che sappiano gia' tutto di te.
Qua si ride, si scherza e si assapora quella cosa meravigliosa che e' la vita. Viaggiare serve anche a questo: a dare piu' valore a tante cose che consieri scontate, ma che in realta' non lo sono affatto. Ti aiuta a vedere le cose dall'altra parte dell'emisfero e a capire quanto ti e' andata bene 'sto giro. Ti dimostra ancora una volta quanto siano straordinarie le persone che hai accanto, sempre pronte a prendere lo zaino, a partire con te, sempre pronte a ridere anche quando fai delle battute agghiaccianti.
Ora scappo...Stanotte si riparte alla volta di Porto Seguro e che Deu ce la mandi buona!!!
Un saluto pezzato da Bahia a quelli che leggeranno dalla fredda Italia
Bacio
Gnigno in Barsil

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23:53
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sabato 24 novembre 2007

♥ Febbricitante

Ci siamo. Ci siamo davvero. Poche ore, pochi minuti, pochi secondi mi separano da un aereo diretto a Salvador de Bahia, in quel paesino caldo chiamato Brasile. Mamma mia. Ancora non me ne rendo conto: ho fatto lo zaino, ho sistemato la mia camera, stasera ceno a casa coi miei e poi esco come se fosse un sabato sera qualunque. E, invece, non lo è. Il countdown è agli sgoccioli, l'adrenalina sale pian piano e tra meno di 24 ore sarò in un altro continente, in un'altro emisfero, in un altro mondo. La mia prima traversata dell'oceano, la mia prima volta in Sud America, la mia prima volta con le infradito a novembre. All'avventura con solo uno zaino e tanta voglia di vedere, osservare, ascoltare, annusare, scoprire e restare senza fiato. Tanta voglia di fare galera con le mie inseparabili amiche, di prendere quel benedetto sole che non ho potuto prendere quest'estate. Tanta voglia di vedere che effetto mi fa stare lontano per un po' dalle cose di sempre, da casa, dai pensieri pesanti, dagli amici. Proprio voi, amici, quelli stretti, mi mancherete. Riserverò un pensierino per voi guardando un tramonto, l'oceano, facendo un brindisi. Conserverò con cura i ricordi per poterveli raccontare quando ritornerò. Fate i bravi, mentre non ci sarò...Io tanto lo sapete, sono sempre brava! (e qui scatta l'ilarità generale!)
Vi abbraccio forte e vi do appuntamento a Natale per gli auguri, i regali e la mia faccia felicemente abbronzata!
A presto
Gnigno do Brasil

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19:19
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venerdì 23 novembre 2007

♥ Niente paura

A parte che gli anni passano per non ripassare più
e il cielo promette di tutto ma resta nascosto lì dietro il suo blu,
ed anche le donne passano qualcuna anche per di qua
qualcuna ci ha messo un minuto
qualcuna è partita ma non se ne va.

Niente paura, niente paura
Niente paura, ci pensa la vita mi han detto così.
Niente paura, niente paura
niente paura, si vede la luna perfino da qui.

A parte che ho ancora il vomito per quello che riescono a dire
Non so se son peggio le balle oppure le facce che riescono a fare.
A parte che i sogni passano se uno li fa passare
alcuni li hai sempre difesi altri hai dovuto vederli finire.

Niente paura, niente paura
Niente paura, ci pensa la vita mi han detto così.
Niente paura, niente paura
niente paura, si vede la luna perfino da qui.

Tira sempre un vento che non cambia niente
mentre cambia tutto sembra aria di tempesta.
Senti un po' che vento forse cambia niente
certo cambia tutto sembra aria bella fresca.

A parte che i tempi stringono e tu li vorresti allargare
e intanto si allarga la nebbia e avresti potuto vivere al mare.
Ed anche le stelle cadono alcune sia fuori che dentro
per un desiderio che esprimi te ne rimangono fuori altri cento.

Niente paura, niente paura
Niente paura, ci pensa la vita mi han detto così.
Niente paura, niente paura
niente paura, si vede la luna perfino da qui.

Niente paura, niente paura.

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11:31
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giovedì 22 novembre 2007

♥ Son soddisfazioni

Sembra quasi uno scherzo del destino: a un anno esatto dalla mia laurea (più precisamente dalla mia festa di laurea) la mia amata Jin, in arte Valeria, in arte mia cugina, si è laureata. Sì e l'ha fatto in grande stile hollywoodiano come solo lei sa fare, strappando alla commissione un bel 110. Si vede che hai scelto il professore giusto, vero Corradone? Che orgoglio che sei! Lo so, io sono di parte, ma quando uno è bravo, è bravo e i complimenti se li merita tutti. Grande amore, sei stata bravissima e aver partecipato a questo giorno importante mi ha fatto commuovere e mi ha fatto capire che quello che abbiamo è una cosa rara, preziosa, da difendere con le unghie e coi denti, perchè nessuna galera potrà mai dividerci!
E poi i tuoi ringraziamenti della tesi...Ma sei matta? Vuoi farmi venire uno sciopone? Vuoi che pianga di gioia per il resto dei mie ghiurni? Grazie, grazie e ancora grazie!
Insomma, cara Jessicona con questo post voglio urlarti grazie dalla mia cameretta incasinata, pronta a partire per una nuova avventura brasiliana e, ovviamente, per il festone di domani!
Ti amo Dottore del buco del culo!
Tuo
Gnigno laureato

PS Le foto ritraggono la dottoressa Guernieri con las primas e - qui sotto - vestita con i suoi abiti originali. Il suo nome non è Valeria, in realtà è JESSICA (RABBIT).

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19:35
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martedì 20 novembre 2007

♥ Firme e grandi numeri

Cammino sotto i portici di via dell'Indipendenza e vedo in un angolino un bel banchetto con delle bandierine sventolanti con delle scritte bianche. Poi vedo una bella signora grassona che mi chiede: "Vuole firmare?" Io perchè sono persona educata, mi limito a sorridere e a passare oltre. Risponderle "Non fimerei manco morta con la bava alla bocca divorata dagli avvoltoi" mi sembrava un po' aggrassivo. Poi sento che dietro di me qualcuno ingenuamente chiede: "Ma per cosa dovrei firmare?" Non voglio sottolineare l'acume di chi ha porto una domanda alla donna cicciona, ma voglio sottolineare la risposta data da slim fast: "Contro il Governo." Ecco, io sono persona curiosa oltre che educata, e penso: "Mi vuoi spiegare tu Marisa Laurito dei poveri (chiedo scusa alla Marisona originale) il perchè? Cioè mi proponi tu qualcosa di meglio? Hai delle idee ben precise che andrebbero sostenute dalla mia firma? Contro il Governo, ok? E poi? Cosa fai? Ti mangi i fogli firmati a colazione per vedere se almeno con quelli perdi peso?
Ma andiamo oltre e lasciamo che Marisa dimagrisca col tempo. Al tiggì il giorno dopo mi vengono a dire che ben 7.000.000 di persone hanno firmato i fogli della Big Marisa e un "Ammappa!" mi sorge spontaneo. Non pensavo ci fossero così tante teste di minchia in giro! Comunque ricompongo le mie riflessioni e faccio un giro su Internet e vengo a scoprire che c'era anche una Marisa virtuale che ti faceva firmare direttamente dal sito web dei promotori dell'iniziativa. Come sono avaaaanti questi amici neri tinti d'azzurro. Sono avanti e sono in tanti. O forse no. Perchè nessuno si è posto il problema della validità delle firme, per esempio, di quelle online. Nessuna verifica tanto che tra le liste troviamo Babbo Natale, Fausto Bertinotti, Totò Riina, un certo Nano Piduista e l'immancabile Samantha Sessantanove. Che dire, sono davvero in tanti!
Guardare per credere...e grazie popolo della libertà, se non ci fossi, bisognerebbe senza dubbio inventarti.

Gnigno politically scorrect

(video on http://it.youtube.com/watch?v=PKhfgAx_8Zc)

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15:08
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lunedì 19 novembre 2007

♥ La sala d'attesa

Posso dire senza peccare di vanità di avere un'ottima conoscenza delle sale d'attesa. Se ci fosse un attestato, io ce l'avrei di sicuro appeso alla parete di fianco a quello della laurea. Sì, perchè la sala d'attesa è un po' come la mia seconda casa. Sala d'attesa del dentista, dell'oculista - è chiaro che in zona viso abbiamo qualche problema - dal medico di base, in segreteria, alle poste, in banca, è facilissimo imbattersi in ore e ore d'attese snervanti, dove la bestemmia nasce spontanea e la noia si diverte un casino. Dove per aiutarti a passare il tempo, ti vengono offerte riviste di moda inutili piene di immagini e qualche lettera dell'alfabeto sparsa qua e là a caso, giusto per far vedere che è un giornale. Oppure oltre alle riviste di moda, ci sono quelle scandalistiche con gossip dove ti dicono che Maria De Filippi in realtà è un uomo e se la fa con le ballerine di Amici, oppure dove pizzicano Vieri con il suo nuovo flirt in topless. Quasi quasi, meglio le riviste di moda, almeno lì ci sono delle belle foto. Ma poi, ci sono i bambini nelle sale d'attesa. Nel caso specifico, i bambini dal dentista sono i miei preferiti. Li vedi lì incazzati e rassegnati con il baffo legato intorno alla testa, scherniti da tutti i perfidi compagni di classe, impauriti da quel signore vestito di bianco che attacca i ferri sui loro dentini. Quel buffo signore che cerca di farti sembrare l'apparecchio una cosa bella, mettendoti le piastrine colorate...Ma quanto fanno schifo le piastrine colorate? Comunque il bambino top del top mi è capitato qualche tempo fa nella sala d'attesa del mio dentista. Un iperattivo bambino obeso seduto di fronte a me, che prima della visita si è impegnato in una vera e propria ispezione speleologica delle sue narici. Contento e allegro nei suoi 150kg gettava a terra e nella sua bocca questi bocconcini prelibati, il tutto senza essere minimamente disturbato da nessuno. Non ho invidiato per un cazzo il dentista. La madre nel frattempo leggeva i gossip e forse era troppo impegnata a sognare Vieri. Anzi no, la Maria. E poi ci chiediamo perchè i bambini non son più quelli di una volta...
Stamattina sarà la mia ultima attesa dal dentista. Ultima per un bel po', purtroppo non l'ultima della vita. Aspetto leggendo Benni e condividendo il libro con la mia anziana vicina che quatta quatta si avvicina sempre di più e cerca di leggere anche lei il mio libro. Mi viene da ridere e tiro un sospiro di sollievo: per fortuna almeno lei le caccole non me le tira!
Gnigno waiting for something

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12:40
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domenica 18 novembre 2007

♥ Il futuro nel caffè


Finisce anche questo caffè. Lascio che i fondi predicano un futuro di cui non voglio sapere niente. Perchè mi fa paura. Perchè voglio vedere che faccia farò quando la vita mi busserà alla porta frenetica e mi tirerà fuori casa a forza. Quando molti desideri si infrangeranno e molti altri si esaudiranno. Mi stringo nelle spalle e tengo il tempo con le unghie sul tavolo. Seguo una canzone che non conosco, ma che mi ricorda qualcosa. Forse di quella frase letta sul muro stamattina "I really do have love to give; I just don't know where to put it". Ecco forse è questo che mi fa pensare nervosamente. Forse non so semplicemente dove incanalare, incasellare, posizionare, mettere, conficcare tutte quelle cose che mi rimangono lì. Tra lo stomaco e il cuore. Tutte quelle cose che vorrei trovassero un posto più adatto e perfetto che non sia io. Forse aveva ragione, forse aveva proprio ragione a definirmi evanescente. Continuamente in bilico tra esserci e sparire, sfuggente e presente, tua ma irrimediabilmente anche solo mia. Sembra sempre che la mia decisione in ogni caso, sia quella sbagliata. E ora non so davvero che farmene di tutte quelle cose lì. La sigaretta mi sembra non durare nemmeno il tempo di un respiro. So che non verrai a questo appuntamento, come hai sempre fatto. Mille tuoi passi indietro per un mio piccolo e faticosissimo passo avanti. Spengo la sigaretta con decisione. Indosso la sciarpa e mi butto in strada. Mi lascio alle spalle i fondi del caffè. Forse parlavano di te o forse no. Continuo a non volerlo sapere, perchè mi fa paura.

Foto trovata su gowen.myblog.it

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22:19
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giovedì 15 novembre 2007

♥ In Shelter


Il cielo non promette niente di buono. Da una parte mi sorride amichevole, dall'altra mi guarda minaccioso. Fa freddo e ogni centimetro della mia pelle ha i brividi. Cammino per la strada osservando le persone, i loro gesti e i loro sguardi. Mi chiedo se alcuni di loro non stiano cercando riparo come me. Un riparo dove poter tirare un bel respiro senza doversi guardare le spalle aspettandosi sempre il peggio. Un riparo dalle paure, dai ma e dai se, da tutte quelle cose che mi fanno sentire imperfetta e che non mi fanno capire. Io per ora trovo riparo sotto ad un portico graffittato e corro via veloce dalla pioggia. Ascolto l'ultima canzone della playlist, in attesa di correre via da tutto, di prendere quell'aereo, verso quella parte di cielo che ancora mi sorride.

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18:38
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lunedì 12 novembre 2007

♥ Madre e tecnologia

Sto cercando di immaginarmi come doveva essere qualche generazione fa avere 20 anni (occhei, 23), essere baldi ggiovani e non avere cose oggi banalmente comuni come il computer e tutti gli annessi e connessi tipo messenger, email, flickr, ecc, non avere il cellulare, l'iPod, il pendrive e tutte queste cancherinerie elettroniche che ci riempiono la borsa. Avevano quella cosa incredibile che sono i vinili, si scrivevano lettere di carta e le foto le sviluppavano nella camera oscura (vero Papino?). Proprio un altro mondo, tant'è che i miei e la tecnologia vivono in due mondi separati. O almeno è quello che io stupidamente credevo. Sì, perchè l'altro giorno mentre mi affogavo con una pizzetta in cucina mia madre nel bel mezzo di una nostra piacevole conversazione mi dice: "...ma sì ormai l'ho capito che fumi, basta leggere il tuo blog!" Io a momenti non mi affogo con la pizzetta, rischio lo svenimento e penso: "Nooooo, cazzo, ha letto tutte le minchiate che scrivo...NOOOOO!". Cerco di inghiottire la pizzetta, mi ricompongo e con nonchalanche chiedo timidamente: "Madre, ma leggi il mio blog?!" E lei: "Certo, mi dici sempre che non leggo mai niente sul tuo blog, una volta che ci vado!". E qui mi sarei data un ceffone da sola: nella mia stoltezza credevo che Madre non ce l'avrebbe mai fatta ad arrivare sul blog per quello la incoraggiavo! Finchè si tratta di connettersi e guardare la posta, Madre se la cava benissimo, ma che riuscisse ad arrivare al mio blog non credevo. Che gran donna mia madre. Adesso, però, l'autocensura sarà d'obbligo, dato che il cambio d'indirizzo non si può fare. Intanto penso a come sarò io all'età di madre, quando leggerò il blog dei miei figli e scoprirò che hanno simpatia da vendere e semplicemente nulla di meglio da fare. Chissà come deve essere leggere il blog di un figlio...Ecco, Madre, se magari mi avvisi prima quando hai intenzione di navigare qui, io mi preparo ed evito di affogarmi nuovamente con le tue fantastiche pizzette! Grazie, TVUCDB!
Gnigno in famiglia

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23:03
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sabato 10 novembre 2007

♥ Don't look back in anger

E' buffo guardarsi indietro e dare un senso nitido alle cose. A tutte quelle cose che sembravano importanti, impossibili, irrisolvibili, indimenticabili e profondamente tue. Ti volti e metti tutto in ordine e inizi a fare collegamenti. Tanti link che segnano il percorso, che passo dopo passo hai tracciato dentro di te. Pensi che non dovevi partire per Madrid, perchè altro ti stava aspettando. Pensi che eravate su due livelli differenti e non vi siete beccati. Nessuna colpa o recriminazione. Solo due persone sulla stessa scala ma ad altezze e velocità diverse. Prima insicurezza ed esitazione, ora calma e forza da spaccare tutto. Pensi che puoi aver spaventato qualcuno, che si è trovato nella posizione inferiore della scala. La stessa identica dove tu eri prima. Guardando dietro ti rivedi e a volte ti giudichi, quando non ti sei piaciuta, quando avresti dovuto rallentare, ma non hai saputo aspettare. Quando avresti voluto dire mille cose, ma nessuna di esse ti sembrava quella giusta. E' bene fermarsi a dare una sbirciatina indietro a volte. Continuo a osservarmi all'indietro, tra istanti e fotografie, tra pianti e risate...Tra tutto questo, vedo anche un po' di futuro. Vedo le basi di quello che m'aspetterà. La strada alle mie spalle è bella lunga, pulisco il vetro dell'auto con la felpa per continuare a vedere in modo nitido e mi giro a guardare quella lunga, irta e insidiosa che ancora mi resta da percorrere. E penso, che non vedo l'ora di farlo.

Foto di Gisela Giardino

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venerdì 9 novembre 2007

♥ Embassy, c'est plus facile

Sono le ore 8.45 del mattino. Milano è avvolta da un bel freschino autunnale, ergo muoio di freddo. Cerco di sembrare presentabile, di essere un bel donnino, ma continuo a sbadigliare come una bertuccia nascondendomi dietro al passaporto. Osservo la guardia, dai tratti tipicamente italici che comunica tramite auricolare con l’interno del palazzo. Non potevo immaginare che lì dentro avrei trovato 800 guardie dallo sguardo italico che non parlavano tra di loro, se non tramite radiolina. Aspetto ancora fuori pensando che ho scelto la bici e adesso mi tocca pedalare. Finalmente è il mio turno. Mi sembra di entrare all’aeroporto: metal detector e sguardi minacciosi se mi metto le mani in tasca. Mi spoglio, il metal mi dà l’ok e gli voglio bene. Indosso un badge che mi qualifica come visitor. Mi vengono in mente gli ufo, ma non lo faccio presente al marine che mi guarda dall’altra parte del vetro. Sta lì col suo cappellino bianco, la sua divisa color marroncino vomito e tutta la sua afroamericanità. Chissà se ha nostalgia di casa a volte. Lascio la malinconia al marine e finalmente prendo l’ascensore. Al 7th floor c’è il mio visto per gli States. O almeno spero che ci sia. Nonostante la mia foto-tessera da ragazzina idiota, mi dicono di accomodarmi e aspettare il giudice supremo che mi dirà se son cosa gradita negli Stati Uniti o se posso gentilmente stare a casa mia. Attendo, guardo una giapponese trendy con la borsa di MiuMiu, poi una polacca che racconta di tutti i parenti che ha negli USA e quanta voglia abbia di partire, poi lui, il mio vicino, quello che mi sfiora il gomito e continua a muoversi: un indiano che sa un po’ di kebab (mi sembrava di stare su un treno). Porca vacca, ma sempre a me? Povero, un po’ mi dispiace: quando l’hanno schedato – come a tutti noialtri – continuava a confondere la destra e la sinistra e non riuscivano a prendergli le impronte. Sarebbe un’ottima tecnica per sfuggire allo “schedamento” fingersi ignoranti e mettere il gomito sull’aggeggio digitale o le dita dei piedi. Però forse il visto, poi non te lo danno mica. Vabbe’, una voce oltre il vetro mi chiama: Signorina Del Cancio. (da qui in poi leggete in italo-inglese, tutto risulterà più facile). La signorina Del Cancio che rappresento, sorride e timidamente si presenta al varco. “Buonciorno, qual è mocivo di suo viaggio negli Staci Unici?”
“Lavorerò per l’ONU per un progetto dell’università”
“E cosa farà esacciamence all’ONU” Qui in pochi secondi devo inventare cosa farò là, perché esacciamence non lo so manco io “Eh…sarò nel DPI e seguirò l’ufficio stampa”
La tipa – che aveva un nome fighissimo, ma non posso ripeterlo se no mi mettono in gatta buia – impassibile continua l’interrogatorio: “Ok, meccia il pollice sinistro sul lecciore, prego” Sentendomi un po’ una delinquente per la seconda volta, eseguo gli ordini.
“Deve riprovare, sua improncia non va bene” Oh mio Dio, che cazzo hai oggi pollice sinistro che non vai bene?! Riprovo. “No, non va. Asciuga mano per favori e riproviamo” Io asciugo mano, ma nemmeno ‘sta volta il pollice vuole schedarsi. “Ok, proviamo con indice sinistro” Indice, non mi mollare anche tu, ho bisogno del visto. Indice fa suo dovere e dopo qualche attimo d’attesa, lady di ferro mi guarda e mi dice: “Ok, ho approvato suo visto. Grazi e arrivederci”.
Oh Madonna BEATA! Le sorrido e felice come una pasqua raggiungo la guardiaauricolare all’ascensore: “Tutto bene signorina?” lo vedo lo sguardo da simpaticone e sorrido fiera “Sì, sì tutto bene” “Siamo a posto col visto?” Io presa da un attimo di follia post-visto gli dico: “Eh, sì, tutto ok…si son fidati a darmi il visto…ah ah ah!” Solo poi realizzo che non era il massimo della scaltrezza dire una cosa del genere all’interno dell’ambasciata americana. Ma la guardia mi sorride e mi ficca nell’ascensore. Finalmente sono fuori, libera dalle auricolari e dalle telecamere. Il mondo è tutto in discesa. E ora si parte davvero. Miticoh!
GniGno chi l'ha visto

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domenica 4 novembre 2007

♥ Suono in una boyband

Basta un attimo per ritrovarsi nel bel mezzo di un'euforia pseudoadolescenziale sommerse dai ricordi di quelli che sono stati i nostri primi ferocissimi desideri sessuali: le boyband. Sì, avete capito quei gruppi musicali che nulla sanno di musica, ma sanno how to do it (better), quelli che sanno muovere il bacino in maniera strabiliante e hanno l'addominale a tartaruga sempre esposto. Sono sempre quelli che a riguardarli a distanza di 10 anni sembrano e suonano decisamente gay tra mesc (come si scrive mesc, quella cosa che anche gli uomini sfigati si fanno sui capelli...vabbe'!), dicevo tra mesc e occhiali da sole cool. Tutti vestiti uguali, che fanno cameratismo in ogni video tentando di cuccare sfortunate signorine selezionate durante il casting e, che si sa, non gliela daranno mai. Tutti che ci credono veramente, senza sosta, senza batter ciglio in quello che fanno. Sempre pronti a un acuto o ha un passo di danza. Avrei tanti esempi da citare per concretizzare questa immagine dell'uomo boyband, ma mi limito a scegliere loro: i Backstreet Boys. E non scelgo un video a caso, ma il video di una canzone strappa lacrime come I'll Never Break Your Heart. Vi lascio 4 minuti di libertà per godere di questo videoclip delle meraviglie.

Fatto?! Visto?! Ecco, io non è che voglio fare la pignola e la puntigliosa, ma a parte ribadire che sono tutti latentemente omosessuali, questo video lascia un po' a desiderare. Ok, che correva l'anno 1995 quando l'hanno girato, però rega' tutto ha un limite. Innanzitutto, un applauso per quest'idea di girare un video sui monti di Molveno (TN) con maglioncioni da duri (di cui 2 uguali perchè 5 maglioni diversi a Molveno non li avevano) e tutto il necessaire per la gita sulla neve di quinta liceo. Seconda cosa, intanto che cantavano, perchè non è partita una slavina provvidenziale che gli avrebbe stroncato carriera e marpionaggio? Sì, perchè avete guardato bene i giochi sulla neve, le slitte, lo ski-lift tutto seguendo le tipe e non mollandole mai da veri marpioni-farfalloni professionisti? E poi, l'apoteosi del video, il momento clou, il climax massimo della melensità: si inginocchiano con gesto atletico e rimangono lì davanti alle sguanze a cantare assorti fingendosi innamorati sotto il sole invernale delle Alpi...Non vi sembra troppo? Perchè i Fab5 non sono stati dotati di senso del pudore? Comunque, mi fermo qui e dedico un sonoro applauso a Brian (il Cavallino), Nick (il 13enne), A.J. (il Topo o Sorgo), Howie D. (che non si sta la D. per cosa stia e soprannominato il Marpione) e a Kevin (lo Stagionato) perchè hanno riempito i nostri sogni da ragazzine e ci hanno fatto capire quali uomini non vogliamo da grandine.
Gnigno Boyband

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20:58
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venerdì 2 novembre 2007

♥ And now go!

Mi dite come ci si deve sentire ad un passo dalla realizzazione di un sogno? Io non lo so esattamente come mi sento e al sogno ci sono arrivata e lo sto ammirando. Mi sembra una cosa talmente grossa, incredibile, indefinibile che resto senza parole a bocca aperta con gli occhi sbarrati. Due giorni fa ho ricevuto la mail che cambierà il corso della mia vita, che mi darà la possibilità di partire di nuovo. Che mi darà la possibilità di uscire là fuori e vedere com'è. Sono talmente felice che mi viene quasi da piangere. Tutto è partito da una domanda online fatta per gioco, senza mai smettere di sperarci però. Fatta e messa nel cassetto proprio come i sogni. Ed ora ho dovuto riaprire il cassetto, dare una spolveratina e aprire questo sogno con entrambe le mani strappando la carta perchè porta fortuna. Nei prossimi mesi sarò in giro per il mondo e un po' mi spaventa questa globalità che mi chiama. Sempre pronta a partire ovviamente, ma 'sto giro da sola, sulle mie gambe col mio zaino nel bel mezzo della Grande Mela. Tra un taxi giallo e un palazzo di vetro. L'Agnigno parte ragazzi. New York l'aspetta. Che dite, ce la farà? Secondo me, sì! :-)
Gnigno Big Apple

Don't listen to what they say. Go see.

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♥ ALLOUIN

Che strane 'ste feste importate dall'estero. E' vero che ogni occasione è buona per festeggiare, ma l'altra sera tra me e me, a volte mi domandavo perchè ero truccata come una donna di strada e indossavo un cappellone nero made in China. Comunque sia, liquiderei questi miei pensieri con un "chissene" e passerei oltre. Questo breve ma intenso post, va dedicato alle mie compagne di scopa - alle streghe si intende - che hanno reso Allouin una festa migliore a base di tequila e musica anni '80. Sì, ragazzi, noi si è fatto tardi per la festa dei mostri e ci si è dato dentro come al solito. Ma andiamo con ordine, perchè la serata è iniziata presto, troppo presto forse.
1. LA CENA: si trangugia pizza ascoltando musica trash e per digerire una bottiglia di tequila in 4. Inutile dire, che quando siamo uscite, facevamo già cagare.
2. L'USCITA: (vedi punto 1) messe come il porco, andiamo in giro per le strade di Bologna negando dolcetti e scherzetti a tutti i bambini: siamo streghe, saremo mica buone?! Altra tequila al Ritrovo, perchè non bisogna mai scendere di gradazione, se no poi si sta male (vero, Fede?)
Si cammina fino alla stazione tirando all'incirca mille e uno cancheri, perchè il 25 non passa per via indipendenza. Autobus raggiunto e stracolmo, ma alla fine si arriva a destinazione.
3. L'ESTRAGON: l'obiettivo principale della serata è Lei: DONATELLA RETTORE. Da vere streghe professioniste passiamo davanti a tutti in coda, minacciando di fare incantesimi strani e ricevendo minacce di morte. Comunque sia, dopo aver pagato pegno, ci ritroviamo dentro. L'atmosfera è calda, cioè non si respira, ma noi ce ne freghiamo e aspettiamo Lei. Dopo 5 minuti arriva sul palco e dopo 7 minuti il concerto è finito. Grazie Dona per esserti inculata i nostri soldi e, vabbe', grazie anche per le perle oldies che ci hai regalato. Te la do davvero la lametta per tagliarti le vene la prossima volta che t'incontro. Ma Dona, dimmi una cosa: quanti anni hai esattamente? 150? Mi sembravi un po' di gomma lassù sul palco con le luci e il playback.
In ogni caso, la festa continua e parte la musica dei PopPen, ovvero anni '80 senza tregua. C'è chi beve e sbocca ('sto giro non sono io raga', sono diventata un donnino grande, non sbocco più!), c'è chi canta Jem e le Ologram, c'è chi poi tenta di salvare il cappello da tutti i tentativi di scippo e c'è chi ama le sue donnine perchè non mollano mai!
4. IL RITORNO: stanche e distrutte dalla prova fisica fatta sul dancefloor, si torna a casa, chi sull'ambulanza e chi sulla macchina di due anime pie che hanno avuto pietà di noi e non c'hanno fatto tornare a casa a piedi rischiando la vita.
Che ne dite? Non male, eh? Adesso direi che siamo già pronte per la prossima festa importata: il capodanno cinese quando viene?
Gnigno Witch

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♥ MYSELF

    Leggi tra le righe.

♥ Thank you

♥ oldies

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