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giovedì 26 agosto 2010

♥ Per fare un blog

Per fare un blog ci vuole ingegno.
Per fare unb log ci vogliono originalità, creatività, banalità, umiltà e taratàtà.
Per far un blog ci vuole un tavolo e di conseguenza ci vuole anche il legno.
Per fare un blog ci vogliono costanza e pazienza. Quelle che io ho perso tra un viaggio a Lisbona e un ritorno fugace a casa.
Per far un blog ci vuole ispirazione casuale e genuina. O forse no.
Per fare un blog ci vuole tempo, che in 24 ore non riesco mai a trovare.
Per fare un blog ci vogliono altri blog che ti facciano tornare la voglia di scrivere, che quando li leggi pensi: questo lo vorrei aver scritto io.
Per fare un blog forse dovrei chiudere questo e aprirne un altro. Ma poi come si fa con l'affetto, l'attaccamento, il problema di non riuscire a buttare via niente perché non si sa mai? No per fare un blog bisogna tenere aperto questo.
Per fare un blog ci vogliono poche cose. Le cose che io fatico a trovare. Le ho perse, dimenticate sul sedile posteriore di qualche taxi di notte.
Per fare un blog ci vogliono cambiamenti e in effetti quelli a me non mancano.
Per fare un blog ci voglio io. Acqua calda e piccole scoperte.


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16:02
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martedì 17 agosto 2010

♥ Não me peçam razões

Não me peçam razões, que não as tenho,
Ou darei quantas queiram: bem sabemos
Que razões são palavras, todas nascem
Da mansa hipocrisia que aprendemos.
Não me peçam razões por que se entenda
A força de maré que me enche o peito,
Este estar mal no mundo e nesta lei:
Não fiz a lei e o mundo não aceito.
Não me peçam razões, ou que as desculpe,
Deste modo de amar e destruir...
-José Saramago-

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mercoledì 24 febbraio 2010

♥ Adesso capisco

Ci sono piccoli segnali nella vita di ogni giorno che ci aiutano a dare senso a tutto ciò che ci circonda. Magari all'essenza reale di quello che stiamo vivendo non riusciremo mai ad arrivare completamente, ma sappiamo dove siamo diretti e cerchiamo di aggiustarci strada facendo (vedrai che non sei più da solo...) Oggi mentre aspettavo al di fuori del mio posto di lavoro, mi sono accorta che è situato in una posizione strategica. Al suo fianco giace - è proprio il caso di dirlo - una agenzia funeraria vecchio stampo, con gli infissi e i bordi delle vetrine di legno marrone, le scritte colorate su vetro scuro profilate d'oro come andavano negli anni '50, e varie statuine dei santi che possono accompagnare il caro defunto mentre i parenti scelgono le stoffe per gli interni della bara. Poi uno si chiede perchè arriva al lavoro già incazzato e/o depresso... Comunque dicevo, dall'altro lato della strada, invece, quasi di fronte è situata la santa sede della "Igreja Mundial do Poder de Deus" per quelli de noattri tradurrei "Chiesa mondiale del potere di Dio". Dev'essere la classica confessione-setta con il prete magnate che fa i comizi coi microfoni nelle arene, non mi sono informata, ma non penso di essere così distante dalla realtà. Sommando i due segni, quindi, direi che non mi posso lamentare, sono in ottime mani. Morti e anime pie vendute vanno sempre d'accordo. Chissà un giorno potrei provare a entrare nella santa sede - che ha una vetrina grossa come quelle di Zara - chiedendo un aiutino o un posto di lavoro, è inutile che stiamo a fare gli schizzinosi, c'è la crisi. Nell'agenzia però pensavo di non mettere piede...che ne dite?
Gnigno-philo

PS: ho scoperto che la Igreja Mundial c'ha pure un sito webbe, e te pareva! Oltre che i predicozzi pronti per l'uso online su YouTube. Davvero toccanti.

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19:16
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♥ Impara l'arte...

Vorrei chiedere un momento di raccoglimento e riflessione per questa notizia apparsa sul sito di Repubblica: Wanna Marchi, nostra signora (ladrona) delle televendite, è diventata pittrice riempiendo la cella di dipinti acquerellosi. Anche a mio nipote che ha 3 anni, hanno regalato gli acquerelli per il compleanno...che sia sulla cattiva strada? Mah, per ora mi viene solo voglia di prendere in mano un pastello a cera e tornare bambina, aspettando le prossime tele a olio dal carcere Dozza. Grazie Uanna!

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18:58
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giovedì 11 febbraio 2010

♥ Temporaneamente lavoro

Sono entrata anch'io nel fantastico mondo del lavoro. Del lavoro temporaneo s'intende. Avete presente quel lavoro con pochi diritti, poche certezze e pochi soldi? Ecco proprio uno così. Certo il mio lavoro è temporaneo, come temporanea è la mia scelta nel farlo, ma è una di quelle esperienze che finchè non ci sei dentro, non puoi comprendere fino in fondo. Non ho una grande esperienza lavorativa: per lo più nella mia vita ho collezionato lavori da week-end, da hostess nelle fiere, da cassiera o brillanti tirocini che però non mi hanno fatto guadagnare neanche un soldo. Quindi eccomi approdata sulla navicella spaziale di un call center. Chi l'avrebbe mai detto. Esperienza comunque umanamente interessante perchè se sopravvivi in un call center, ce la puoi fare da ogni parte. Un po' come se vai a New York e hai una botta di culo...se ce la fai lì puoi farcela ovunque. Chiamate continue di gente che a volte non ne può più di essere chiamata e ti manda a quel paese. Chiamate non risposte, chiamate con la voce roca delle 7 del mattino quando vorresti dialogare solo con il tuo cuscino. Chiamate risposte dai fax che ti perforano le orecchie con il loro sibilare costante. Insomma una prova di sopravvivenza vera e propria, una esperienza che Darwin avrebbe inserito nella teoria della selezione naturale.
In fondo sono solo 3 settimane che lavoro lì e non è tutto da buttare. C'è sempre il solito barbone sulla solita banchina alla solita fermata dell'autobus che tutte le mattina mi saluta russando. E quando lo vedo al pomeriggio quando torno, mi accerto che stia bene, seduto composto sulla sua panchina di cui rivendica la proprietà. E mi chiedo se sarà mai salito su un autobus a farsi un giro, in fondo è la carris che gli dà una banchina sopra la testa. Poi ci sono i colleghi con cui si sparano stronzate per passare il tempo, quando non si dialoga solo col computer, e che tra una pausa e l'altra risultano persone interessanti. Tutti lì per necessità e con tanta voglia di andarsene in attesa di tempi e lavori migliori. Tutti a contare ore, minuti e secondi perchè la giornata finisca e si possano abbandonare le cuffie col microfono. Abbiamo già qualcosa in comune.
Dai, alla fine bisogna prendere tutto con filosofia, con una laurea in comunicazione, alla fine posso illudermi di restare sempre nel mio ambito e mi sento un po' importante quando dico "Sono Anna, posso organizzarle una raccolta?"
A presto per le prossime chiamate...
Gnigno trabalho

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19:33
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martedì 15 dicembre 2009

♥ Mesi passati

I mesi mi sono scivolati via. Ho le mani arrugginite, non so se riesco ancora a infilare bene una parola dopo l'altra. Tante partenze e tanti viaggi intorno al globo. Povertà e meraviglie, insieme a noodle ben cotti e spiagge bianche. La scommessa di ricominciare e partire da un paese non mio. Un po' di pensieri arruffati in testa e una determinazione che sembrava addormentata su un cuscino di piume. Tra poco torno a casa e sono felice. Felice perchè ho raggiunto alcuni dei miei scopi più importanti anche se non sono soddisfatta al cento per cento. Di lavoro ce n'è ancora da fare e sono solo all'inizio. Ho voglia di famiglia e del solito Natale, tra parenti, amici, regali e cose buffe. Voglio un normalissimo Natale a tenermi compagnia quest'anno perchè é proprio quello di cui ho bisogno. Saluto questa bella città che mi ha accompagnato e spero di rivederla presto, l'anno prossimo. Torno con la valigia sempre carica di vestiti, regali e sogni piccoli, medi e grandi, perchè quelli non possono mai mancare.
Gnigno Natal

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mercoledì 30 settembre 2009

♥ Settembre

A conti fatti siamo alla fine di Settembre. Mi chiedo con un certo stupore dove siano finiti i 9 mesi precendeti andati via in silenzio, fretta e senza avviso. Ho vissuto e l'ho fatto così intensamente che questo 2009 mi sembra essere durato una settimana. Lo so, sto facendo un discorso da nonna con la dentiera: ah il tempo passa velocemente, ah sto invecchiando, ah quando ero giovane. E a volte penso seriamente a quando ero giovane, quando vedo i ragazzini per strada che mi fanno tenerezza e mi spaventano anche. Troppo cresciuti e troppo svegli rispetto a com'ero io: decisamente tonta e un po' impacciata. Ognuno ha i suoi percorsi e le sue epoche. Per ora saluto Settembre e ripenso a qualche Settembre fa quando la mia vita era più pianificata e meno incerta, sapevo cosa avrei fatto domani e non avevo l'ansia del futuro. Ho conquistato tante cose da allora comprendendo però una discreta incertezza per quel che sarà, per dove sarò e per cosa diventerò. Sì, finisce Settembre e io invecchio sempre più.
Gnigno geriatrico

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martedì 29 settembre 2009

♥ Il vento di Lisbona

A Lisbona il cielo è azzurro, così azzurro che ti fanno male gli occhi a guardarlo a volte. Il sole splende generosamente quasi tutti i giorni e dà alle piastrelle colorate che decorano i palazzi, una luce invidiabile. Riflessi di colori che si mischiano ai suoni della città, caotica e tranquilla. La gente ha sguardi seri e a volte mi sembra un po' triste, e mi chiedo come mai guardando la tanta bellezza che c'è intorno. Credo che in realtà quelle facce siano solo riservate e un po' schive verso l'esterno. Siano un po' portoghesi insomma. Lisbona affascina ad ogni angolo, pensi che sei in una grande metropoli, ma a volte sembra di essere in un film degli anni '50 con strade dissestate e palazzi di epoche lontane. Mi piace l'idea di avere un oceano vicino e dei fiumi che io chiamo mare, perchè tanto l'acqua è salata e se quello è un fiume il Mincio allora cos'è?! Mi piace l'idea della conquista e della scoperta che hanno fatto grande questa città in passato, e che la rendono magica anche adesso. Mi lascio cullare dalla forza del vento, che ti accarezza e ti schiaffeggia a seconda dei giorni, che sposta le nuvole e cambia il tempo come vuole. Mi piace sentire il vento sulla faccia, sperando che continui a tirare e che mi riporti a Lisbona presto. Prestissimo.
Gngino saudade

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19:59
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mercoledì 2 settembre 2009

♥ Living In or Out of a Suitcase?

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02:14
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martedì 1 settembre 2009

♥ Bolle di sapone

Produco bolle di sapone nella mia testa. Ridicoli pensieri si creano, si gonfiano, diventano sempre più grossi e poi puf, un colpo d'aria, un soffio, una mano pesante li porta via facendomi ricominciare tutto da capo. Un turbinio incessante di acqua saponata e neuroni confusi che mi solletica la giornata resa noiosa dal solito ozio che confonde un giorno con l'altro. Mi sento leggera e aspetto con ansia il mio prossimo futuro che mi vedrà fluttuante di qua e di là, sperando che i sogni non si dissolvano come bolle, ma restino e si concretizzino al più presto. Ho poca pazienza come sempre, vorrei tutto e subito. Ma rimetto la stanghetta nel contenitore e continuo a soffiare creando bolle. Oggi mi diverto con poco, non credete?
Gnigno (a) bolla

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giovedì 27 agosto 2009

♥ Under construction

Nuovi abiti e un po' di tempo per risistemare tutti i links, sezione commenti e pensieri vari.
Torno presto, spero anche voi!
Gnigni

PS Tanti auguri Mauriiii!!!! :))))

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venerdì 3 luglio 2009

♥ Anche i miti ci lasciano

E' un pomeriggio tristemente annoiante. Dopo diversi giorni (uau!) di tanto sole e sudolento caldo, torna la pioggia. Ma non la pioggerellina fine che ti urta e che ti lascia respirare. No, cosi' sarebbe tutto estremamente facile. No, secchiate su secchiate tipo quelle delle vecchie che vivono disgraziatamente sopra i pub e fatta una certa si rompono i coglioni e scatenano la loro rabbia e i loro moci vileda sui passanti. Il weekend parte già con un sorriso che sa di scoreggia. So che non è bello da scrivere, ma la sensazione è quella. Non ci sono più le mezze stagioni. E non ci sono più i miti di una volta. Mi hanno detto che Maicol Gechson era morto quando ero mezza ubriaca in riva al fiume a brindare con gli amici e le pantegane. Ho pensato ad uno scherzo, perchè la plastica restiste per centinaia di anni e si' e no la puoi reciclare, percio' Maicol non poteva essere morto e neppure reciclato. Si lo so che non si scherza sui morti, ma è il mio modo di sopravvivere alla perdita, di metabolizzare il lutto. Il mondo è un po' più solo adesso. Anche se forse 6 miliardi di persone sono sufficienti per non morire di solitudine. Fuori continua a piovere, la signora Maria dovrebbe smetterla con le secchiate. Esco dal lavoro senza umbrella, pensando che in fondo l'acqua al massimo puo' fare un po' di ruggine. E anche se arrugginita dalla pioggia e da Strasburgo spero di avere una serata elettrizzante...this is thriller, thriller night!
Gnigno Heal the world make it a better place

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mercoledì 1 luglio 2009

♥ La donna che legge la mano

C'è sempre una vecchietta all'angolo della mia via che ogni giorno legge la mano ai passanti. Prepara il suo tavolino coperto con una vecchia tovaglietta che sa di flamenco e rose rosse, si siede sul suo sgabello e resta li' in attesa del futuro di quella gente distratta che passando finge di non vederla. Mi verrebbe da fermarmi e farmi leggere le linee contorte che ho sulla mano, per non farla sentire sola o totalmente inutile. Non voglio credere alle sue parole di vecchia saggia, ma la compassione mi stringe il cuore e vorrei farle un po' di compagnia. Anche oggi le passo accanto con un sorriso e un buongiorno: un sorriso e un buongiorno non si negano a nessuno. Per cortesia e per umana spontaneità. Oggi sono stata più tentata del solito a fermarmi, perchè vedo che le linee della mia vita diventano sempre più intricate. Perchè mi sento con l'acqua alla gola e sento di essere di fronte a tanti bivii e a tanti segnali stradali. Tutti luminosi e vivaci come se ognuno di loro volesse attirare di più la mia attenzione e portarmi dalla sua parte. Vorrei solo che la parola di qualcun'altro mi aiutasse. Ma anche oggi sorrido, saluto e ricevo un bel sorriso rugoso e soffice e tiro dritto per la mia strada. Perchè nonostante sia tutto un po' contorto voglio scoprire da sola cosa trovero' attraversata la strada. Anche a costo di sbagliare direzione.
Gnigno vigile

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14:37
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sabato 13 giugno 2009

♥ Lasciare ogni cosa al suo posto e partire

L'attesa del ritorno comincia a farsi sentire. Si contano le ore, i minuti e i pensieri volano in posti da me conosciuti meglio della mia stessa pelle. Muoio dalla voglia di ripercorrere quelle strade dove so esattamente cosa troverò girato l'angolo o attraversando una piazza. La sicurezza che ti dà l'abitudine è dannatamente confortante. Una partenza che è un ritorno temporaneo e fuggitivo che assomiglia tanto alla mia vita ultimamente. Una bussola impazzita che temporeggia e fugge cercando solo un punto verso cui dirigersi, che sia nord, sud, est od ovest poco importa. Ritorno a ciò che era mio e chissà se lo è ancora. Mi illudo di trovare ancora il mio posto pulito e in ordine, preservato dalla pioggia e dal caldo infernale. Guardo le valigie da sistemare, la camera incasinata e io in disordine. Aspetto il momento in cui spegnerò la luce e da qui sparirò. Lasciando ogni cosa al suo posto, illudendomi che niente è cambiato e niente cambierà. Parto. Anzi torno.

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14:38
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lunedì 11 maggio 2009

♥ Voci alla finestra

Nel mio palazzo c'è odore di cibo appena cucinato, ci sono urla di bambini che giocano rincorrendosi, ci sono i vicini che si parlano e si salutano da una finestra all'altra o dal balcone mentre stendono i panni che profumano di buono. Ci sono voci forti che si sentono dentro l'ascensore e lo rendono surreale. Tanti suoni entrano dalla mia finestra che è sempre aperta anche quando piove, come stasera. La vita mi batte sui timpani e cerco di farla entrare un po' anche dentro di me. Sono suoni indistinti di una lingua che mi è lontana, ma mi fanno sorridere. Mi fanno ripensare ai rioni di una volta, dove si conoscevano tutti e tutti si fermavano a parlare per chiedere come andava la vita. La mia vita va in direzioni incerte, se mi chiedessero come va direi bene, tutto bene. Perchè non voglio più lamentarmi, voglio essere felice ogni giorno. Anche quando piove, anche quando sento la nostra canzone e mi si stringe il cuore così forte che fatico a respirare, anche quando vedo le mie donne nelle foto sulla parete e vorrei tornare immediatamente, anche quando vedo i bambini per strada e penso al "mio" bimbo che cresce e a quanti suoi sorrisi perdo...Voglio continuare a sorridere insieme alle voci alla finestra, perchè tra tutte quelle c'è pure la mia, ed è ora di farla sentire meglio.
Gnigno finestra aperta

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22:56
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mercoledì 6 maggio 2009

♥ Le cose che odio

Procederò con elenco puntato breve, ma deciso sulle cose che odio in questi giorni, perchè ho la vena polemica infiammata e la superficie cutanea irritata:
- svegliarmi la mattina per andare a lavorare (soprattutto quando non mi pagano)
- i negozi che chiudono alle 18.30
- il merciiii con la i-lunga che mi buca il timpano e subito dopo il cervello
- la domenica chè non c'è in giro neanche il nostro cane sordo
- la pizza alta e gommosa
- il tram che smette alle 00.30 e mi tocca sempre camminare
- il parquet che cigola e se ti alzi di notte a fare la pipì svegli tutto il palazzo, manco scoreggiassi al grand Torneo Provinciale di Scoregge di Voghera
- una delle cuoche del self service che mi parla in francese stretto apposta e io non capisco mai che fallo di salsina mi mette sul cibo
- i giorni di pioggia
- la vinagrette che mi piace anche, ma dopo un po' provoca forti conati di vomito
- l'espresso lungo quanto una tisana tibetana anche quando timidamente lo chiedi ristretto
- e dulcis in fundo l'odio, perchè io odio l'odio!
Gnigno Elenco Puntato

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martedì 5 maggio 2009

♥ La comunicazione è tutto

Un francese a caso: Bonjour, ça va?
Gnigno: Bonjour, ça va bien!
Un francese a caso: thr uecfjfegsàrngm srmibgr jgjgfsdv?
Gnigno: Ehm ehm ehm, je ne se pas parler français
Un francese a caso: jdhewfbnerrgreg? ahhahah cmergheufghednv!
Gnigno: I don't speak French?
Un francese a caso: hfhewfernf!!!
Gnigno: Je suis italienne!
Un francese a caso: Oh, Italie! fcnrebf gnjqerbfvern!
Gnigno: Parle vu anglais?
Un francese a caso: no no no
Gnigno: evvabbè, 'rivederci! (gran sorriso di circostanza)
Un francese a caso: Ciaò!

La cosa divertente di questo post è cercare di scoprire cosa mai avrà detto "Un francese a caso".
Stay tuned lo scopriremo nei prossimi mesi, si spera!
Gnigno Misunderstood

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09:44
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lunedì 4 maggio 2009

♥ Tira vento

Cammino per strada e i capelli mi si arruffano. Mi sento come un barboncino un po' spaesato in queste grandi vie semi deserte che mi ricordano tutto e niente. Ogni volta fatico per trovare un particolare che mi faccia orientare, che mi faccia sentire a casa. Piano piano le strade diventano familiari ma mai abbastanza. E' come se non volessi appartenere a questa città. Se le avessi chiuso la porta in faccia senza entrare, senza voler dare nemmeno un'occhiatina. Come un vagabondo di passaggio che ammira la sua bellezza un po' triste un po' sola e sa che se ne dovrà andare presto, perciò non ci si affeziona. Tutto bello, tutto pulito, tutto sterile. Non riesco a ritrovare un pezzetto di me qui. E faccio fatica. Mi servirebbe un interruttore, per sbloccare questo fastidio e alimentare questa mia poca convinzione. Dubbi prima di partire che restano incastrati tra i miei passi per strada. Alzo la musica , ma il vento mi si infila nelle orecchie e mi sposta anche i pensieri. Osservo un tramonto mozzafiato, mi scaldo un po', ma ancora vorrei essere altrove. Brutta sensazione la non appartenenza. Bello questo cielo nuovoloso che si sposta rapido per non farsi prendere e decide il tuo umore disegnando nuvole o regalandoti un raggio di sole tra i capelli. Il vento continua a tirare e so che cambierà. Anche io mi regalerò un raggio di sole. Prima o poi.
Gnigno on the road

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22:00
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domenica 12 aprile 2009

♥ Tutto da rifare

Sono appena tornata con le valigie ancora da disfare e già tremo all'idea di doverne fare delle altre. E' tanto che non scrivo e adesso che mi sento spaesata sento che è il caso di ricominciare. Si ricomincia a fare tutto: valigie, appartamento, nuove facce da riconoscere, vecchie facce da tenere nel cuore, una nuova lingua con cui andare d'accordo e una nuova dimensione per tre mesi. Cambiano i posti, cambiano le direzioni, ma le situazioni si assomigliano. Solo che non so se sono pronta. Qualcuno una volta mi ha detto che non si è mai pronti. Io poi sembro non esserlo mai. Fatico a trovare l'entusiasmo della partenza, l'adrenalina di una nuova avventura. Rimango ancorata al mio presentissimo passato che mi lega alle mie donne, a te, alla mia famiglia. Penso a quanti errori ho fatto, a quello che potevo fare meglio e a quello che avrei potuto fare di diverso. Avrei potuto tenermi un piano B, ma per pigrizia, per sbaglio, per scaramanzia non l'ho fatto. Occhi languidi che seguono lo schermo, che faticano a restare asciutti in questa serata primaverile che mi fa il solletico e tenta di farmi sorridere. Motivi per ridere ne ho da vendere, ma nessuno mi convince più di tanto. Per ora resto qui a guardarmi intorno quasi aspettando che qualcuno mi dica cosa fare, che mi dica che tutto andrà bene e ogni cosa si rimetterà al suo posto.
Un'altra partenza bussa alla porta. Mi toccherà aprirla e fare un bel sorriso agli ospiti che farò entrare nella mia vita. Voi intanto seguitemi da qui e tenetemi compagnia, l'occhio languido ne ha bisogno!
Gnigno leaving

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lunedì 16 febbraio 2009

♥ La casa di Giulietta

Come tutti sappiamo qualche giorno fa c'è stato San Valentino. Che festa bizzarra: c'è sempre un po' di astio nei suoi confronti ma alla fine, prima o dopo o durante, tutti cediamo alla tentazione e almeno una volta nella vita ci tocca festeggiarlo. Io l'ho festeggiato spesso perchè spesso ho avuto una relazione in corso nel mese di febbraio e ho fatto le classiche cene, le gitarelle fuori porta, sono stata sull'Empire e due giorni fa sono andata a Verona. Giornata spledida, ricca, freddo cane, ma bello. Tutto bello. Almeno nel mio cervello, in quello di altri presenti e, ahimè, camminanti per la città un po' meno.
La coppia italiana media per San Valentino tira fuori il peggio di sè. Prima cosa non si può andare in giro senza 3750 cuoricini, cuoricetti, cuoricioni, coordinati con 967 palloncini rigorosamente rossi a forma di cuore e dalle 3 alle 67 rose, roselline, rosellone ovviamente rosse. La coppia media, poi, non si molla mai la mano e va fuori a cena in un posticino carino chè è San Valentino e che lo vedano tutti che siamo innamorati ancora come due tortorelle. Poi a Verona come tutti sanno c'è l'annoso problema di Romeo e Giulietta, e da quello non scappi neanche se prendi tu il veleno. Un po' per curiosità e un po' per scherzo, noi si decide di andare a vedere il balcone e forse la casa. Inorriditi davanti al prezzo d'ingresso (6€ per i normali, 4,50€ per studenti, handicappati e anziani o per quelli che hanno queste caratteristiche tutte insieme, e poi sconti comitive e amore per tutti) non vogliamo entrare. La nostra anomala coppia formata da un portoghese braccino corto - se no che portoghese sarebbe?! - e da una studentessa al verde, decide che 4,50€ sono troppi per una casa dove è bello solo il balcone, che lo vedi anche da fuori a gratis. Ma per lo meno ci avviciniamo all'ingresso e scopriamo che nel giorno dell'amore l'entrata è gratuita. Sembra che ti facciano un favore, invece non è così. Al mondo non ti regala niente nessuno.
Entri e trovi sotto al camino la scritta "Il club di Giulietta" ti chiedi il primo grande perchè: perchè sono qui dentro? E di seguito gli altri: perchè "Il club di Giulietta" si riunisce dentro al camino? Per darsi fuoco? Be' forse non sono così stupidi alla fine! Poi scopri che la vera attrazione della casa, non è il balcone, bensì 4 computer coperti di rame con al centro un cuoricino da cui puoi mandare email. Il mio cervello troppo sviluppato - forse - pensa nell'immediato: be' dai puoi scrivere una mail alla persona innamorata, può avere un suo senso. Invece no: la schermata si apre con "Cara Giulietta/Dear Juliet" e tu puoi scrivere mail solo a Giulietta. E mi spiegate che minchia devo scrivere a Giulietta?! Un minuto di silenzio e di raccoglimento per la morte dei cervelli.
Possiamo continuare a parlare. Ancora nella casa della Giuli troviamo il letto, un vestito di lui e uno di lei, qualche piatto e poi grazie a dio c'è la porta da cui si può uscire.
Il mio San Valentino mi ha regalato dei bei ricordi, un pranzo romantico da McDonald's con cheesebruger e coca-cola, un giro dentro l'Arena, uno spritz in piazza...e nessun cuore finto, fiore o palloncino. Solo un'emozione. Forte.
Gnigni Valentine's

PS Grazie a Cesca perchè mi ha acceso la lampadina

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♥ MYSELF

    Leggi tra le righe.

♥ Thank you

♥ oldies

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