E' un pomeriggio tristemente annoiante. Dopo diversi giorni (uau!) di tanto sole e sudolento caldo, torna la pioggia. Ma non la pioggerellina fine che ti urta e che ti lascia respirare. No, cosi' sarebbe tutto estremamente facile. No, secchiate su secchiate tipo quelle delle vecchie che vivono disgraziatamente sopra i pub e fatta una certa si rompono i coglioni e scatenano la loro rabbia e i loro moci vileda sui passanti. Il weekend parte già con un sorriso che sa di scoreggia. So che non è bello da scrivere, ma la sensazione è quella. Non ci sono più le mezze stagioni. E non ci sono più i miti di una volta. Mi hanno detto che Maicol Gechson era morto quando ero mezza ubriaca in riva al fiume a brindare con gli amici e le pantegane. Ho pensato ad uno scherzo, perchè la plastica restiste per centinaia di anni e si' e no la puoi reciclare, percio' Maicol non poteva essere morto e neppure reciclato. Si lo so che non si scherza sui morti, ma è il mio modo di sopravvivere alla perdita, di metabolizzare il lutto. Il mondo è un po' più solo adesso. Anche se forse 6 miliardi di persone sono sufficienti per non morire di solitudine. Fuori continua a piovere, la signora Maria dovrebbe smetterla con le secchiate. Esco dal lavoro senza umbrella, pensando che in fondo l'acqua al massimo puo' fare un po' di ruggine. E anche se arrugginita dalla pioggia e da Strasburgo spero di avere una serata elettrizzante...this is thriller, thriller night!
Gnigno Heal the world make it a better place
venerdì 3 luglio 2009
Anche i miti ci lasciano
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mercoledì 1 luglio 2009
La donna che legge la mano
C'è sempre una vecchietta all'angolo della mia via che ogni giorno legge la mano ai passanti. Prepara il suo tavolino coperto con una vecchia tovaglietta che sa di flamenco e rose rosse, si siede sul suo sgabello e resta li' in attesa del futuro di quella gente distratta che passando finge di non vederla. Mi verrebbe da fermarmi e farmi leggere le linee contorte che ho sulla mano, per non farla sentire sola o totalmente inutile. Non voglio credere alle sue parole di vecchia saggia, ma la compassione mi stringe il cuore e vorrei farle un po' di compagnia. Anche oggi le passo accanto con un sorriso e un buongiorno: un sorriso e un buongiorno non si negano a nessuno. Per cortesia e per umana spontaneità. Oggi sono stata più tentata del solito a fermarmi, perchè vedo che le linee della mia vita diventano sempre più intricate. Perchè mi sento con l'acqua alla gola e sento di essere di fronte a tanti bivii e a tanti segnali stradali. Tutti luminosi e vivaci come se ognuno di loro volesse attirare di più la mia attenzione e portarmi dalla sua parte. Vorrei solo che la parola di qualcun'altro mi aiutasse. Ma anche oggi sorrido, saluto e ricevo un bel sorriso rugoso e soffice e tiro dritto per la mia strada. Perchè nonostante sia tutto un po' contorto voglio scoprire da sola cosa trovero' attraversata la strada. Anche a costo di sbagliare direzione.
Gnigno vigile
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sabato 13 giugno 2009
Lasciare ogni cosa al suo posto e partire
L'attesa del ritorno comincia a farsi sentire. Si contano le ore, i minuti e i pensieri volano in posti da me conosciuti meglio della mia stessa pelle. Muoio dalla voglia di ripercorrere quelle strade dove so esattamente cosa troverò girato l'angolo o attraversando una piazza. La sicurezza che ti dà l'abitudine è dannatamente confortante. Una partenza che è un ritorno temporaneo e fuggitivo che assomiglia tanto alla mia vita ultimamente. Una bussola impazzita che temporeggia e fugge cercando solo un punto verso cui dirigersi, che sia nord, sud, est od ovest poco importa. Ritorno a ciò che era mio e chissà se lo è ancora. Mi illudo di trovare ancora il mio posto pulito e in ordine, preservato dalla pioggia e dal caldo infernale. Guardo le valigie da sistemare, la camera incasinata e io in disordine. Aspetto il momento in cui spegnerò la luce e da qui sparirò. Lasciando ogni cosa al suo posto, illudendomi che niente è cambiato e niente cambierà. Parto. Anzi torno.
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lunedì 11 maggio 2009
Voci alla finestra
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mercoledì 6 maggio 2009
Le cose che odio
Procederò con elenco puntato breve, ma deciso sulle cose che odio in questi giorni, perchè ho la vena polemica infiammata e la superficie cutanea irritata:
- svegliarmi la mattina per andare a lavorare (soprattutto quando non mi pagano)
- i negozi che chiudono alle 18.30
- il merciiii con la i-lunga che mi buca il timpano e subito dopo il cervello
- la domenica chè non c'è in giro neanche il nostro cane sordo
- la pizza alta e gommosa
- il tram che smette alle 00.30 e mi tocca sempre camminare
- il parquet che cigola e se ti alzi di notte a fare la pipì svegli tutto il palazzo, manco scoreggiassi al grand Torneo Provinciale di Scoregge di Voghera
- una delle cuoche del self service che mi parla in francese stretto apposta e io non capisco mai che fallo di salsina mi mette sul cibo
- i giorni di pioggia
- la vinagrette che mi piace anche, ma dopo un po' provoca forti conati di vomito
- l'espresso lungo quanto una tisana tibetana anche quando timidamente lo chiedi ristretto
- e dulcis in fundo l'odio, perchè io odio l'odio!
Gnigno Elenco Puntato
- svegliarmi la mattina per andare a lavorare (soprattutto quando non mi pagano)
- i negozi che chiudono alle 18.30
- il merciiii con la i-lunga che mi buca il timpano e subito dopo il cervello
- la domenica chè non c'è in giro neanche il nostro cane sordo
- la pizza alta e gommosa
- il tram che smette alle 00.30 e mi tocca sempre camminare
- il parquet che cigola e se ti alzi di notte a fare la pipì svegli tutto il palazzo, manco scoreggiassi al grand Torneo Provinciale di Scoregge di Voghera
- una delle cuoche del self service che mi parla in francese stretto apposta e io non capisco mai che fallo di salsina mi mette sul cibo
- i giorni di pioggia
- la vinagrette che mi piace anche, ma dopo un po' provoca forti conati di vomito
- l'espresso lungo quanto una tisana tibetana anche quando timidamente lo chiedi ristretto
- e dulcis in fundo l'odio, perchè io odio l'odio!
Gnigno Elenco Puntato
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martedì 5 maggio 2009
La comunicazione è tutto
Un francese a caso: Bonjour, ça va?
Gnigno: Bonjour, ça va bien!
Un francese a caso: thr uecfjfegsàrngm srmibgr jgjgfsdv?
Gnigno: Ehm ehm ehm, je ne se pas parler français
Un francese a caso: jdhewfbnerrgreg? ahhahah cmergheufghednv!
Gnigno: I don't speak French?
Un francese a caso: hfhewfernf!!!
Gnigno: Je suis italienne!
Un francese a caso: Oh, Italie! fcnrebf gnjqerbfvern!
Gnigno: Parle vu anglais?
Un francese a caso: no no no
Gnigno: evvabbè, 'rivederci! (gran sorriso di circostanza)
Un francese a caso: Ciaò!
La cosa divertente di questo post è cercare di scoprire cosa mai avrà detto "Un francese a caso".
Stay tuned lo scopriremo nei prossimi mesi, si spera!
Gnigno Misunderstood
Gnigno: Bonjour, ça va bien!
Un francese a caso: thr uecfjfegsàrngm srmibgr jgjgfsdv?
Gnigno: Ehm ehm ehm, je ne se pas parler français
Un francese a caso: jdhewfbnerrgreg? ahhahah cmergheufghednv!
Gnigno: I don't speak French?
Un francese a caso: hfhewfernf!!!
Gnigno: Je suis italienne!
Un francese a caso: Oh, Italie! fcnrebf gnjqerbfvern!
Gnigno: Parle vu anglais?
Un francese a caso: no no no
Gnigno: evvabbè, 'rivederci! (gran sorriso di circostanza)
Un francese a caso: Ciaò!
La cosa divertente di questo post è cercare di scoprire cosa mai avrà detto "Un francese a caso".
Stay tuned lo scopriremo nei prossimi mesi, si spera!
Gnigno Misunderstood
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lunedì 4 maggio 2009
Tira vento
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domenica 12 aprile 2009
Tutto da rifare
Sono appena tornata con le valigie ancora da disfare e già tremo all'idea di doverne fare delle altre. E' tanto che non scrivo e adesso che mi sento spaesata sento che è il caso di ricominciare. Si ricomincia a fare tutto: valigie, appartamento, nuove facce da riconoscere, vecchie facce da tenere nel cuore, una nuova lingua con cui andare d'accordo e una nuova dimensione per tre mesi. Cambiano i posti, cambiano le direzioni, ma le situazioni si assomigliano. Solo che non so se sono pronta. Qualcuno una volta mi ha detto che non si è mai pronti. Io poi sembro non esserlo mai. Fatico a trovare l'entusiasmo della partenza, l'adrenalina di una nuova avventura. Rimango ancorata al mio presentissimo passato che mi lega alle mie donne, a te, alla mia famiglia. Penso a quanti errori ho fatto, a quello che potevo fare meglio e a quello che avrei potuto fare di diverso. Avrei potuto tenermi un piano B, ma per pigrizia, per sbaglio, per scaramanzia non l'ho fatto. Occhi languidi che seguono lo schermo, che faticano a restare asciutti in questa serata primaverile che mi fa il solletico e tenta di farmi sorridere. Motivi per ridere ne ho da vendere, ma nessuno mi convince più di tanto. Per ora resto qui a guardarmi intorno quasi aspettando che qualcuno mi dica cosa fare, che mi dica che tutto andrà bene e ogni cosa si rimetterà al suo posto.
Un'altra partenza bussa alla porta. Mi toccherà aprirla e fare un bel sorriso agli ospiti che farò entrare nella mia vita. Voi intanto seguitemi da qui e tenetemi compagnia, l'occhio languido ne ha bisogno!
Gnigno leaving
Un'altra partenza bussa alla porta. Mi toccherà aprirla e fare un bel sorriso agli ospiti che farò entrare nella mia vita. Voi intanto seguitemi da qui e tenetemi compagnia, l'occhio languido ne ha bisogno!
Gnigno leaving
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lunedì 16 febbraio 2009
La casa di Giulietta
Come tutti sappiamo qualche giorno fa c'è stato San Valentino. Che festa bizzarra: c'è sempre un po' di astio nei suoi confronti ma alla fine, prima o dopo o durante, tutti cediamo alla tentazione e almeno una volta nella vita ci tocca festeggiarlo. Io l'ho festeggiato spesso perchè spesso ho avuto una relazione in corso nel mese di febbraio e ho fatto le classiche cene, le gitarelle fuori porta, sono stata sull'Empire e due giorni fa sono andata a Verona. Giornata spledida, ricca, freddo cane, ma bello. Tutto bello. Almeno nel mio cervello, in quello di altri presenti e, ahimè, camminanti per la città un po' meno.
La coppia italiana media per San Valentino tira fuori il peggio di sè. Prima cosa non si può andare in giro senza 3750 cuoricini, cuoricetti, cuoricioni, coordinati con 967 palloncini rigorosamente rossi a forma di cuore e dalle 3 alle 67 rose, roselline, rosellone ovviamente rosse. La coppia media, poi, non si molla mai la mano e va fuori a cena in un posticino carino chè è San Valentino e che lo vedano tutti che siamo innamorati ancora come due tortorelle. Poi a Verona come tutti sanno c'è l'annoso problema di Romeo e Giulietta, e da quello non scappi neanche se prendi tu il veleno. Un po' per curiosità e un po' per scherzo, noi si decide di andare a vedere il balcone e forse la casa. Inorriditi davanti al prezzo d'ingresso (6€ per i normali, 4,50€ per studenti, handicappati e anziani o per quelli che hanno queste caratteristiche tutte insieme, e poi sconti comitive e amore per tutti) non vogliamo entrare. La nostra anomala coppia formata da un portoghese braccino corto - se no che portoghese sarebbe?! - e da una studentessa al verde, decide che 4,50€ sono troppi per una casa dove è bello solo il balcone, che lo vedi anche da fuori a gratis. Ma per lo meno ci avviciniamo all'ingresso e scopriamo che nel giorno dell'amore l'entrata è gratuita. Sembra che ti facciano un favore, invece non è così. Al mondo non ti regala niente nessuno.
Entri e trovi sotto al camino la scritta "Il club di Giulietta" ti chiedi il primo grande perchè: perchè sono qui dentro? E di seguito gli altri: perchè "Il club di Giulietta" si riunisce dentro al camino? Per darsi fuoco? Be' forse non sono così stupidi alla fine! Poi scopri che la vera attrazione della casa, non è il balcone, bensì 4 computer coperti di rame con al centro un cuoricino da cui puoi mandare email. Il mio cervello troppo sviluppato - forse - pensa nell'immediato: be' dai puoi scrivere una mail alla persona innamorata, può avere un suo senso. Invece no: la schermata si apre con "Cara Giulietta/Dear Juliet" e tu puoi scrivere mail solo a Giulietta. E mi spiegate che minchia devo scrivere a Giulietta?! Un minuto di silenzio e di raccoglimento per la morte dei cervelli.
Possiamo continuare a parlare. Ancora nella casa della Giuli troviamo il letto, un vestito di lui e uno di lei, qualche piatto e poi grazie a dio c'è la porta da cui si può uscire.
Il mio San Valentino mi ha regalato dei bei ricordi, un pranzo romantico da McDonald's con cheesebruger e coca-cola, un giro dentro l'Arena, uno spritz in piazza...e nessun cuore finto, fiore o palloncino. Solo un'emozione. Forte.
Gnigni Valentine's
PS Grazie a Cesca perchè mi ha acceso la lampadina
La coppia italiana media per San Valentino tira fuori il peggio di sè. Prima cosa non si può andare in giro senza 3750 cuoricini, cuoricetti, cuoricioni, coordinati con 967 palloncini rigorosamente rossi a forma di cuore e dalle 3 alle 67 rose, roselline, rosellone ovviamente rosse. La coppia media, poi, non si molla mai la mano e va fuori a cena in un posticino carino chè è San Valentino e che lo vedano tutti che siamo innamorati ancora come due tortorelle. Poi a Verona come tutti sanno c'è l'annoso problema di Romeo e Giulietta, e da quello non scappi neanche se prendi tu il veleno. Un po' per curiosità e un po' per scherzo, noi si decide di andare a vedere il balcone e forse la casa. Inorriditi davanti al prezzo d'ingresso (6€ per i normali, 4,50€ per studenti, handicappati e anziani o per quelli che hanno queste caratteristiche tutte insieme, e poi sconti comitive e amore per tutti) non vogliamo entrare. La nostra anomala coppia formata da un portoghese braccino corto - se no che portoghese sarebbe?! - e da una studentessa al verde, decide che 4,50€ sono troppi per una casa dove è bello solo il balcone, che lo vedi anche da fuori a gratis. Ma per lo meno ci avviciniamo all'ingresso e scopriamo che nel giorno dell'amore l'entrata è gratuita. Sembra che ti facciano un favore, invece non è così. Al mondo non ti regala niente nessuno.
Entri e trovi sotto al camino la scritta "Il club di Giulietta" ti chiedi il primo grande perchè: perchè sono qui dentro? E di seguito gli altri: perchè "Il club di Giulietta" si riunisce dentro al camino? Per darsi fuoco? Be' forse non sono così stupidi alla fine! Poi scopri che la vera attrazione della casa, non è il balcone, bensì 4 computer coperti di rame con al centro un cuoricino da cui puoi mandare email. Il mio cervello troppo sviluppato - forse - pensa nell'immediato: be' dai puoi scrivere una mail alla persona innamorata, può avere un suo senso. Invece no: la schermata si apre con "Cara Giulietta/Dear Juliet" e tu puoi scrivere mail solo a Giulietta. E mi spiegate che minchia devo scrivere a Giulietta?! Un minuto di silenzio e di raccoglimento per la morte dei cervelli.
Possiamo continuare a parlare. Ancora nella casa della Giuli troviamo il letto, un vestito di lui e uno di lei, qualche piatto e poi grazie a dio c'è la porta da cui si può uscire.
Il mio San Valentino mi ha regalato dei bei ricordi, un pranzo romantico da McDonald's con cheesebruger e coca-cola, un giro dentro l'Arena, uno spritz in piazza...e nessun cuore finto, fiore o palloncino. Solo un'emozione. Forte.
Gnigni Valentine's
PS Grazie a Cesca perchè mi ha acceso la lampadina
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venerdì 13 febbraio 2009
Considerazioni
"Il caso Englaro ha messo in luce due caratteristiche dell’Italia di oggi: la perdurante influenza della Chiesa cattolica e l’insofferenza del primo ministro Silvio Berlusconi per lo Stato di diritto."
The Economist, 12 febbraio 2009
e ancora un avolta lo sguardo esterno è impietoso e drammaticamente vero.
The Economist, 12 febbraio 2009
e ancora un avolta lo sguardo esterno è impietoso e drammaticamente vero.
mercoledì 11 febbraio 2009
Saggezza
La vita dovrebbe essere vissuta al contrario.
Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è bello che superato. Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d'oro. Lavori quarant'anni, finché non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finché non sei bebè. Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni.
E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo.
Woody Allen
Grazie Ali, perchè senza di te non avrei mai conosciuto cotanta saggezza.
Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è bello che superato. Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d'oro. Lavori quarant'anni, finché non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finché non sei bebè. Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni.
E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo.
Woody Allen
Grazie Ali, perchè senza di te non avrei mai conosciuto cotanta saggezza.
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martedì 10 febbraio 2009
Perchè il mio lipstick si secca sempre
Sono svogliata come pochi in questi giorni. Sono arrivata al punto di preferire lavare il bagno piuttosto che scrivere la tesi, vorrei rimandare tutto di circa 134 secoli in modo da fare le cose con calma. Mi servono delle scadenze, ma direi che 134 secoli può essere una scadenza accettabile. Faccio zapping mentale e non trovo nessun canale interessante, nemmeno chi l'ha visto? riesco a trovare. Mi viene voglia di fare quelle cose da donne tipo "giornata depilazione" oppure "giornata shopping" che alla fine a pensarci bene sono molto simili, in ogni caso ti si strappa qualcosa: o i peli o la prima e la seconda pelle quando sei alla cassa. Mani in alto questa è una rapina: o i peli o la vita. Mi sa che io darei i peli. La mente vaneggia, pensa che lo stato confusionale può anche dar vita a idee geniali o forse ti illude di essere un genio. Chi lo sa, io genialmente mi rintano nella mia allegria isterica, mangiando patatine e sorseggiando Coca-Cola. Con successiva e ovvia gara di rutti tra me e i calendari hot della mia cucina. Vorrei truccarmi per sembrare più bella e non avere la faccia da australopitecus mortis, ma poi anche il trucco passa e se ne va come le tanto citate foglie d'autunno che cadono e il vento malandrino se le porta via. Poi mi si seccano le labbra, quando parlo mi sento tirare come un gallina cinese e sembra che abbia dei problemi con le mie protesi facciali. Neanche il trucco mi risolleverà le palpebre, strette dalla miopia incessante. Intanto mi lecco le labbra, sono secche. Anche questa volta il lipstick si è seccato.Tolgo la maschera e vado a studiare.
Gnigni Make-Up
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Arriva Zorro
"A lui non frega nulla di Eluana. A lui interessa affermare il principio che una sentenza definitiva può essere ribaltata per decreto, o per legge ordinaria, o per legge costituzionale. A lui non frega nulla della vita e della morte. A lui interessa compiacere il Vaticano con un decreto impopolare ma a costo zero, fatto già sapendo che il Quirinale non lo firmerà, dunque senza pagare alcun prezzo di impopolarità. A lui non frega nulla delle questioni etiche. A lui interessa coprire il colpo di mano contro la giustizia e la civiltà: i medici trasformati in questurini e delatori contro i malati clandestini; le ronde illegali legalizzate; le intercettazioni legali proibite; gli avvocati promossi a padroni del processo, che faranno durare decenni convocando migliaia di testimoni inutili per procacciare ai clienti ricchi l'agognata prescrizione; i pm degradati ad «avvocati dell’accusa», come negli stati di polizia, dove appunto la polizia, braccio armato del governo, fa il bello e il cattivo tempo senza controlli della magistratura indipendente; dulcis in fundo, abolito l'appello del pm contro l'assoluzione o la prescrizione in primo grado, ma non quello del condannato (non hai vinto? Ritenta, sarai più fortunato), sempre all'insegna della «parità fra difesa e accusa». Tutte leggi incostituzionali che, dopo il no del Quirinale al decreto contra Eluanam, hanno molte possibilità in più di passare. Per giunta, inosservati. Parlare di colpo di Stato è puro eufemismo. E poi, che sarà mai un colpo di Stato? Se la Costituzione non lo prevede, si cambia la Costituzione."
Marco Travaglio
Zorro - l'Unità
e per fortuna che ieri questa storia è finita. Purtroppo Lui ancora no.
Marco Travaglio
Zorro - l'Unità
e per fortuna che ieri questa storia è finita. Purtroppo Lui ancora no.
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martedì 3 febbraio 2009
Rubika

Mi sono imbottita di video nostalgia del tipo "se eri giovane negli anni '80" oppure "se sei cresciuto negli anni '90" o ancora meglio con slancio d'orgoglio "se sei fiero di essere cresciuto prima di internet e dei cellulari"...mi viene la nostalgia e la tristezza e mi viene da pensare che la fierezza per il non avere avuto ciò che mi permette adesso di scrivere a voi mi sembra un po' senza senso. Non voglio aprire la parentesi e neanche quella porta - che poi finisce male - sulla questione psicopedagogica dei giovani d'oggi incellularizzati, iPoddati, laptoppati, elettronificati sempre tonici comunque, perchè mi viene la nausea e voglio godermi il pranzo oggi.
Mi viene malinconia a pensare ai giocattoli che avevamo e che quando ce li ricordiamo sembra passato un secolo. Penso a quanto sia tremendamente straordinaria l'ingenuità e la fantasia di un bambino che sa trasformare un foglio in un aeroplano o uno straccio in un abito tres chic. Mi ricordo quando cercavo di trasformare il cubo di Rubik da un ammasso di colori a caso, a un ammasso di colori precisamente ordinato secondo le regole geometriche. Ci avrò messo anni e nel frattempo sono cresciuta, la mente si è evoluta - come ha potuto, s'intende - e trasformare le cose diventa sempre più difficile. E' difficile incastrare i colori al posto giusto: se prima lo facevi per divertirti e anche se non ci riuscivi, vabbè...Adesso lo fai perchè devi, perchè se non ci riesci, vabbè un paio di palle. Come direbbe la mia amica Alice, nei momenti confusi bisogna stare cazzo, ok? Sempre stare cazzo anche nelle situazioni più intricate dove l'incastro non verrà mai, anzi è venuto così bene che non ne uscirai mai. Penso a quel genio di Rubik che si è disincastrato e ha fatto fortuna con un'idea semplice. Perchè sono quelle che ti fanno arrabbiare e tu rimani lì come un coglione a dirti: "Ma perchè non c'ho pensato io?!" oppure "Be', cosa ci voleva a pensare una cosa del genere?!" Ci voleva un semplice genio. E per districare la tua vita cosa serve? Serve pazienza, fantasia infantile, colore, spirito, anche un po' di genio se te l'hanno dato in option quando ti hanno messo al mondo. Se non ci riesci, vabbè, puoi sempre rompere il cubo e ricominciare da un altro. L'importante è che Stai cazzo!
Gnigno aka Rubik Lover
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mercoledì 21 gennaio 2009
I Have a Dream
"...This is the meaning of our liberty and our creed - why men and women and children of every race and every faith can join in celebration across this magnificent mall, and why a man whose father less than sixty years ago might not have been served at a local restaurant can now stand before you to take a most sacred oath...."
Gnigno Oh-Bama
La mail al sapore di Viagra
L'altra sera scorrevo le mail nello spam, nel bulk, nel trash e in tutti quegli strani nomi che ricordano terre anglosassoni, e leggi che ti rileggi, nelle mie veloci scorribande ho trovato una costante. Una piccola x di colore azzurro che ritornava. Il Viagra. Sì, i mie cari amici Jenny Johnsons, Sam Kay, Paul Fordiston e tanti altri che ancora non conosco o non ricordo - ma che a breve mi aggiungeranno su facebook - ecco, tutti loro volevano darmi del Viagra. Piccola premessa che il povero lettore deve sapere: io sono donna. Una semplice equazione mi dice che del Viagra non me ne farò niente. Però penso "che carini la Jenny, il Sam, il Paul che volevano regalarmi il Viagra!" For free, free taxes, milleduecentotrentotto confezioni a casa mia in altrettante comode rate. Se facciamo un'altra semplice equazione grazie a J., S. e P. non dovrei fare altro nella mia vita che tentare di smaltire tutto 'sto viagra e, intanto, risolverei anche problemi di noia, obesità, calvizie, depressione, cervicali, mal di pancia e perchèno? mal di denti. Ma la prima equazione mi tarpa le ali e mi rassegno. Nei prossimi anni avrò tutto quello che ho appena elencato salvo la calvizie - si spera - e non avrò fatto altrettanto sesso. Il mio cervellino pensa a quanto possa aiutare il Viagra, ma a quanto sia anche triste e vada contro il mio animo romantico. Penso che continuiamo a produrre pillole che mettono a tacere malesseri diffusi e pensieri inconfessabili, ma che fin per carità possono dare sempre una mano. Penso che non so perchè sto parlando del Viagra. E penso che ti ripenso, mi viene in mente quel vecchiardo di Eric Forrester di Beautiful che a milleduecentotrentotto anni suonati fa ancora tanto all'amore con l'ennesima donna della sua vita che di anni ne ha 35 - salvo quelli cerebrali che per un problema tecnico all'anagrafe sono rimasti fermi a 8. Viagra, Beautiful...questa società mi sta uccidendo e io non posso farci niente. Inerme, aspetto la prossima domanda: V come? V come Viagra. Sta diventando così diffuso che a breve prenderà lo scettro della D di Domodossola. Casalinga di Voghera, pensaci tu!Eccola la V: V come Voghera.
Gnigno Super-V
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giovedì 15 gennaio 2009
Borderline
Ho sempre sostenuto che il cambiamento sia fondamentale nella vita. E' nel nome del mio blog, è una mia filosofia di vita, ma anche il cambiamento ha i suoi limiti. Un confine invalicabile rappresentato dal tuo essere, dalla tua personalità e dal tuo modo di vivere la vita. E' un limite che non è contrattuabile o scambiabile a seconda dei giorni e del tempo. Sei tu, con tutto quello che comporta il dittongo TU. In passato ho cercato di mettere a tacere quel TU insistente che mi creava dei problemi. In realtà non li creava a me, ma ad altri a cui ero ossessionatamente attaccata. E se sono gli altri ad avere problemi, non farlo. Mai. Non cambiare per piacere a qualcuno che non ti capisce. Perchè la frustrazione arriverà presto. E dopo quella la pallina non può far altro che continuare a rotolare giù dal piano inclinato. Non metterti mai nelle mani di qualcuno che non è disposto ad accettarti. E non scusarti se hai un cervello funzionante e riesci a cavartela da sola senza bisogno di una guardia del corpo che ti protegge e che ti vuole chiusa in una teca di cristallo. Un bell'oggetto da mostrare purchè stia zitto e non interagisca con nessun'altro. Sarai sempre sotto esame e ogni cosa che farai sarà sicuramente sbagliata. Fidati. Due pesi e due misure. Senza equilibri nè ragionevoli punti d'incontro.
Delusione e incomprensione si passano la palla. Ogni sforzo è stato vano. Pazienza, almeno ci ho provato e non ho niente da recriminarmi.
Gnigno still the same
Delusione e incomprensione si passano la palla. Ogni sforzo è stato vano. Pazienza, almeno ci ho provato e non ho niente da recriminarmi.
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Always
Il video più incompreso della storia. Questo sì che è un capolavoro. Del trash.
Gnigno Bon Jovi
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mercoledì 14 gennaio 2009
Noi che a volte guardiamo anche la TV
E' ricominciato il Grande fratello o come è d'uopo dire il GF9, perchè noi siamo gggiovani e usiamo solo acronimi e abbreviazioni. Poi se ci chiedono cos'è un acronimo non sappiamo dirlo, ma vorrete mica fare i saccenti con noi, no? Dicevo, è ricominciato il GF9 e io l'ho guardato. Sì, io ho iniziato a guardarlo quando ancora si pensava fosse una cosa originale e in effetti lo era. Poi ho smesso e ho fatto un salto - di qualità?! - dall'edizione 1 alla 9. Le altre le ho intraviste grazie ad un programma sul programma, perchè la tv creativa fa anche queste cose, ma non fatemi domande chè non supererei l'esame in grandefratellologia. Insomma, l'ho guardato e ho regalato tutte le facce che la mia eccellente mimica facciale può sfoderare nel momento del bisogno. Che personaggi, che accozzaglia di casi umani in cerca di gloria. La tettona che puoi solo guardarle le tette, perchè c'è altro da sapere su di lei? Il maggiordomo di casa Savoia col codino*, la fashion victim, l'assistente sociale, il marinaio di Genova - un applauso a quel bel ciccio - il rom o preseunto tale, la farmacista, il surfer romano che vive a Malibu e che è grande come tutti i miei armadi messi insieme. Che melting pot di neuroni messi lì a caso: "Ciao Neu, anche tu qui?" "Sì, Rone non sapevo cosa fare e son passato a fare un saluto". Che bello non avere voglia di andare davanti alle telecamere, che bello non potere pensare di chiudersi in una casa per tre mesi, che bello sentire i neuroni che battono un colpo e chiudono le serrande quando guardi il fighissimo GF. Che bello ridere di Signorini che ti dice "Studiare è fico!". E la domanda sorge spontanea: a che programma televisivo pensa di partecipare?! Per un pugno di libri? Qualcuno dovrebbe spostarlo in un altro studio o in mezzo alla strada, va bene uguale.
Ah quante emozioni questo GF. Mi fermo alla prima puntata perchè il cuore e il cervello mi sa non reggeranno: la lotta per la sopravvivenza sarà durissima fino all'ultima cellula vivente. E io che sono comunicatrice, adesso taccio e penso: sarò mica diventata una saccente, nè?!
Gnigno in cattedra
* Emanuele Filiberto sempre di Savoia balla con le stelle o sotto le stelle, adesso ci aspettiamo che la vecchiarda mamma di Ema si dia da fare a X Factor e siamo a posto. Come è ben noto papà Savoia ha altri passatempi da me innominabili.
Ah quante emozioni questo GF. Mi fermo alla prima puntata perchè il cuore e il cervello mi sa non reggeranno: la lotta per la sopravvivenza sarà durissima fino all'ultima cellula vivente. E io che sono comunicatrice, adesso taccio e penso: sarò mica diventata una saccente, nè?!
Gnigno in cattedra
* Emanuele Filiberto sempre di Savoia balla con le stelle o sotto le stelle, adesso ci aspettiamo che la vecchiarda mamma di Ema si dia da fare a X Factor e siamo a posto. Come è ben noto papà Savoia ha altri passatempi da me innominabili.
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lunedì 5 gennaio 2009
Je veux de apprendre français
Cerco già casa in Francia. Sì, lo sapete che io non so stare ferma e ho il 'sì detto fuoco al culo, perciò mi porto avanti. Cerco di padroneggiare le 5 parole francesi che so. Ne imparo delle altre grazie alla traduzione inglese che c'è sotto - God bless English. E insomma, tra stanze meublè e stanze non meublè, ripenso che un anno fa stavo per partire per NY. Ripenso all'altra ricerca della casa, alla truffa, alla sensazione che ho avuto non appena ho messo piede fuori dall'aeroporto di Newark e ho respirato l'aria newyorkese. Un po' in trance, un po' commossa, un po' dannatamente orgogliosa di esserci e anche un po' spaventata perchè fodamentalmente non avevo neanche un posto dove andare, nemmeno un ostello prenotato. Quante cose cambiano in un anno. E quante cose ho cambiato nella mia vita dopo NY. Il pensiero di tornarci mi accarezza continuamente, anche se so che non sarebbe più lo stesso. E' stata un'esperienza grandiosa perchè ero là con le persone giuste. Adesso sarebbe diverso, anche se, se mi offrissero un lavoro, vi saluterei subito guys! ;)
Continuo la ricerca di una maison française, con perplessità e cauta pazzia. Chissà che aria respirerò ad aprile quando metterò piede in Alsace. Nuovo capitolo, vecchi ricordi. E tanta voglia di farcela di nuovo.
Gnigno Voulez-vous parler avec moi ce soir?
Continuo la ricerca di una maison française, con perplessità e cauta pazzia. Chissà che aria respirerò ad aprile quando metterò piede in Alsace. Nuovo capitolo, vecchi ricordi. E tanta voglia di farcela di nuovo.
Gnigno Voulez-vous parler avec moi ce soir?
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